Il bello di un libro…

A proposito di

In guerra e in pace

Il giardino di Vaga – Candide

scritto da Angela Cavelli Colombo

Angela ci presenta il suo mondo attraverso gli occhi di Vaga.

È madre, nonna, psicoanalista, intellettuale. Alla ricerca di soluzioni che inizialmente sembrano non arrivare. Poi una intuizione e allora il romanzo acquista un ritmo travolgente, incalzante.

È il punto in cui Vaga corregge l’idea di non volerne sapere dell’ultimo ostacolo sulle proprie questioni.

Ed è a questo punto che si vede emergere anche il modo di scrivere di Angela Cavelli Colombo. È come se Vaga avesse tenuto un diario giornaliero, dove ha annotato il quotidiano infrangersi della propria vita nell’impatto con lo scoglio del pensiero degli altri. Si ferma a riflettere, valorizza il proprio pensiero e contemporaneamente il pensiero degli altri. Allora è un susseguirsi di soluzioni viste proprio laddove sembravano nascoste.

Illuminante. Con due lusinghiere citazioni per me.

Perché “A ruota libera”

“A ruota libera” è un altro modo per esprimere la regola psicoanalitica fondamentale.

Ci troviamo nella condizione di dovere riformulare le nozioni freudiane, non perché Sigmund Freud non sia stato chiaro, ma perché nella tradizione se ne è persa l’incisività.

Dire quello che passa per la mente, saltare di palo in frasca, procedere a ruota libera, o anche non sistematizzare. Tutti modi per tentare di esprimere la possibilità per il pensiero di liberarsi dalla costrizione della coscienza.

E ancora: senza che questo voglia significare l’assenza di norma. Infatti, ad ulteriore esempio, c’è un’altra regola: seduta saltata, seduta pagata.

Ovvero non si procede senza impegni: gli appuntamenti sono fissati per un certo giorno ad una certa ora.

Mi sono già trovato a dover affrontare questioni analoghe in Cocomeri e guerre.

E altre seguiranno …