Il pensiero non ha cause

Nel pensiero non c’è alcuna causa. Ci possono essere dei perché, delle ragioni che non sono cause. Ad esempio: ho svoltato a sinistra perché pensavo che fosse la strada più corta. A torto o a ragione, pensavo che fosse la strada più corta.
A torto o a ragione, pensavo che tenere nascosto a me stesso un pensiero fosse la cosa migliore.

Natale

Presso la greppia,
la sola betulla
dai rami spogli,
dispersi i pastori;
più non vanno
i Magi
sui minacciati sentieri.

Altrove nella notte,
tra cedri,
invano millenari,
si travaglia
il pianto
di bambini,
e di vergini
il doloroso
parto,
e rifiutato,
per amori
antichi
persi
nei deserti
di ghiaccio.

Eppure sul gelo
la stella lontana
indica ancora
il cammino.
Sorge,
guardandola,
come d’incanto,
la memore
speranza,
silenziosa,
nel fragore
delle greggi
abbandonate,
mentre
la Donna
il Bambino
partorisce.

Padre

Dove la luce amoroso attendevi
invano ti cercan l’albe dorate:
già da sofferto tempo non muovevi
passi e sulla terra iblea mancate

eran le tue abituali impronte.
Oggi andato sei con dolce Signora
venuta a diradare dell’orizzonte
le tempestose nubi che finora

domato avevi. Mangio raro pane
con te da lunghi anni ormai, portato
al tramonto dal destino in lontane

strade, memore e grato del passato
tempo insieme e di tue sembianze sane
con cui stavo placido e riposato.

16.09.2003

Addio mamma

Vai pure mamma,
da questo addio
dispensarci
non possiamo;
vai tranquilla,
c’è papà che ti aspetta.

Presto papà,
corri a prenderla;
vedi che da un sonno
è passata ad un altro.

Tieni a freno
il cavallo
bianco,
come già facesti
quando incinta
era di me;
il calesse
fa andare
placido
ora che insieme
andate
in quel cielo
sempre azzurro.

Non aver paura,
mamma,
non aver paura:
l’ignoto che ti prende
oggi
da sempre
ci è noto.

24.11.2013

Vecchio tango

Ancora
ascolto
la tenera
melanconia
di un vecchio
tango,
con piacere,
come sofferta
prospettiva
di una antica
luce,
oggi che ne ho aperta
una nuova.

Post scriptum

Se non le pubblico, nei miei cassetti moriranno. Ogni tanto, quando mi va, nel sito, ne farò rivivere qualcuna. Se vi andrà, se vi va, commentatele per me. E ancor di più, so che ne avete anche voi, inviatemele.
Oggi mia madre compirebbe 86 anni, ma i compleanni sono senza data. È a lei, con mio padre, che devo il poco che ho fatto. Ciò che manca, è mancato per mia incuria. Ora che non li ho più con me, elevo a loro questo piccolo cantico. Perciò le prime due, dopo la seguente, li avranno in intestazione, e tutte nel cuore. La ragione è evidente.

Storia di un giorno senza data

Come lampi
nella memoria
si stampano
ormai
affanni
antichi
e impetuosa
forza
sempre viva.

Di una storia
che è mia
e fin qui
condotto
mi ha
partecipi
voglio far
voi, cari amici
che sempre
astanti
siete nel pensier
mio.

In molti
ignorate
quanto vi debbo.

Questo vi rendo:
l’uscita mia
da un affanno
che non più
del tutto
mi appartiene.

Caparbiamente
ho voluto
attraversarlo.

Possa
il mio sforzo
aiutare
qualcuno
se mai
vi si trovasse
in mezzo.

Busto Arsizio, 17.12.2013

Una anticipazione: l’odio, la menzogna, l’inganno

A fine novembre Olga Serina pubblicherà il suo libro sulla vita scolastica. Una carrellata di esperienze personali dell’autrice e di suoi colleghi e amici per invitarci a riflettere sul degrado dell’istruzione pubblica.
A solo titolo di esempio riporto una parte di due episodi. Una insegnante non si era accorta di essere oggetto dell’odio invidioso di alcune colleghe. Un’altra viene accolta a scuola da un padre che le spiattella in faccia una pizza.
Sarà per me un vero piacere scrivere l’introduzione del libro e presentare l’Autrice.
Comincio a delinearne la figura: siciliana trapiantata in Lombardia insegna educazione artistica nella scuola media. Assieme al marito ha costituito una famiglia di artisti, ne trovate cenni ai seguenti link:
www.olgaserina.it
www.sarotorrisi.it
su youtube e fb potete vedere una parte di ciò che sono capaci di fare i figli Sebastian e Francesco.

Un’occasione speciale

Mia moglie ed io abbiamo avuto il privilegio di incontrare Susy Izzo e suo marito nella loro casa a Roma. È stato un incontro profondamente entusiasmante che speriamo di poter ripetere. Per dare un’idea del nostro entusiasmo, dico solo che dopo la conversazione con Susy abbiamo fatto 12 ore di guida parlando del nostro incontro e di psicoanalisi. In tutte le altre occasioni ho parlato con mia moglie di psicoanalisi, questa volta abbiamo parlato, togliendoci le parole di bocca l’un l’altro e rallentando la guida per parlare meglio.
Grazie!

Pubblico la mail ricevuta da Susy Izzo la sera stessa.

Che piacere avervi incontrato,
inoltre aver avuto la gioia dopo tanti anni di trovare chi si interessa della mia Principessa e ha cercato con tenacia il libro e l’autrice rende ancor più valido lo scopo che mi ero prefissa: parlare di una donna dimenticata e mai menzionata su internet, un donna, non solo grande psicanalista, ma una donna arrivata in Italia, in Sicilia da terre molto lontane.
La storia del mio incontro è di più di 30 anni fa , è l’incontro con il Maestro, momenti di gioa e di speranza, con chi mi ha preso per mano e mi ha condotto nel difficile cammino della crescita, o meglio nella scoperta del proprio Sé
Questa era la Principessa Tomasi di Lampedusa.
Il mio libro è la descrizione, sotto forma di cronistoria, di un incontro magico tra due donne: una maestra di psicoanalisi, ma non solo, e una ragazzina che, oltre ad in trauma somatico subito, aveva tutti i turbamenti di un’adolescenza ancora non del tutto elaborata.
Tutte queste emozioni e ricordi sono stati chiusi nel mio cuore e … poi ho incontrato due persone che mi hanno spinto ad aprire il cassetto dei ricordi, il flusso della memoria.
Chi era Alexandra? Mi viene da dire una persona eccezionale che ho avuto il privilegio di conoscere, che ha reso significativi gli anni e le scelte della mia vita.
Susy

La dama e il Gattopardo di Susy Izzo

Ho letto con vero piacere e mi propongo di approfondire il libro in cui Susy Izzo racconta la propria analisi con Alessandra Wolff, moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Il mio piacere è stato duplice. Da un lato la conferma di alcune mie osservazioni in Psicoanalisi, punto e a capo. Per me sono state la scoperta di una cosa che era stata già detta, scritta e dimenticata. Non mi dilungo su questo aspetto, il testo è ancora in commercio, il mio intervento visibile su youtube. Solo una cosa voglio sottolineare: mi ha commosso trovare nero su bianco la lucida analisi di come anche nella psicosi ci fosse un pensiero messo da parte dal soggetto stesso; analisi accompagnata dalla raccomandazione di evitare di perderci tempo.
Mi ha fatto ancor più piacere trovare conferma di quanto la moglie sia stata ispiratrice del marito nella scrittura de Il gattopardo. Sarebbe lunghissimo scendere nei dettagli dell’ispirazione, ma il testo della Izzo è sempre lì ed il mio (con i primi sei interventi di Riflessioni a ruota libera) spero che sia disponibile entro la fine dell’anno; all’epoca non registravo per youtube. Non voglio però omettere di citare un passo:
“Qui su questo terrazzo dove siamo io e lei (la Izzo, n.d.r.), stavo con mio marito, con mille odori e profumi che solo la Sicilia è capace di stillare. Era una notte stellata. Notte però offuscata dalla luna piena. Qui io gli dissi: Inizia a scrivere, inizia a far rivivere i tuoi avi. Inizia a ripopolare e far entrare nel Palazzo la tua storia e le ore trascorse. Non pensarci con melanconia, scrivi e tutto vivrà come prima.” (S. Izzo, La dama e il gattopardo, pag.142).
In effetti ho osservato che la scrittura era una via di uscita dalla melanconia dell’Autore. Al momento non riesco a dire di più, se non che mai prima d’ora non avevo trovato una valorizzazione così importante di ciò che con fatica sono riuscito a sviluppare.