Grazie

Malgrado la stanchezza della serata, non mi voglio privare del piacere di lasciare sul sito un ringraziamento a tutti coloro che sono venuti e alle pietanze che hanno messo a disposizione.
In particolare mi viene in mente il confronto tra le due interpretazioni: quella romantica e quella che ho privilegiato nella mia esposizione.
E aggiungo un particolare che in sala ho omesso. Nella interpretazione che privilegio Lucifero non è esattamente condannato all’inferno, ma lasciato nell’inferno che egli stesso crea.
Muove le ali per liberarsi dal ghiaccio, ma il ghiaccio è dovuto al movimento delle ali. Ne risulta la visione di un Dio che lascia Lucifero alla sua pena. D’altra parte il peccato di Lucifero è l’invidia di non volere Dio in quanto Dio.
Ho già avuto modo di apprezzare le altre possibili interpretazioni, come quella citata in sala da un partecipante (mi scuserà se non conosco il nome): Lucifero ha ottenuto lo sguardo, benché punitivo, di Dio. Si aprono altri scenari e altre costruzioni.
Tanto per un tangibile grazie a tutti gli intervenuti.
Carmelo Corrado Occhipinti

29 Settembre: “La bocca mi baciò tutto tremante”

La bocca mi bacio tutto tremante - Dante Alighieri

29 Settebre 2010 ore 20:30

Galleria Boragno

via Milano, 4 – Busto Arsizio – 0331.635753

“La bocca mi baciò tutto tremante”


Nei due

più noti

amanti,

un tratto delle

nostre

piccole

importanti

vitali

amorose

storie.


Della vita sessuale omettiamo prima il pensiero, poi lo riproponiamo omettendo noi stessi in quanto soggetti.

Con tremore.


La serata, a ruota libera, sarà articolata intorno alla lettura e commento di alcuni versi.

Gli interventi sono richiesti, ma non obbligati. Per durate previste superiori ai due minuti preghiamo di comunicarlo anticipatamente.

guarda la mappa per scoprire dove si terrà l’evento

…domande all’autrice, per finire…

Ma cosa c’entra il giardino di Candide?

Il sottotitolo completo è “Il giardino di Vaga- Candide” Perché il giardino? In “Candide” il protagonista alla fine pronuncia una frase che fa capire che ha cambiato idea. Prima pensava che non ci fosse nulla da fare, perché tutto è già determinato; alla fine ha la buona idea di coltivare il proprio giardino, che vuol dire lavorare per costruire dei rapporti che diano frutto. Allora non crede più che tutto sia dato, anche se occorre fare un lavoro per arrivarci.

Ed è quello che tenta di fare Vaga, a dire il vero molto timidamente. Infatti spesso rimanda le cose che desidera fare.

Dal romanzo si coglie che Vaga non è la sola ad avere idee balorde in testa …

Infatti incontra persone che si fanno rovinare la vita da idee fisse e che per questo rinunciano ad avere successo, pur non mancando loro niente per raggiungerlo.

Ci sono dei personaggi minori nel romanzo  che accompagnano la vicenda di Vaga e compagnia, quale di questi personaggi ti sei divertita a descrivere?

Un tipo bizzarro che Vaga e il marito incontrano in vacanza e che chiede in affitto un piccolo appartamentino. Quest’uomo è un professionista che probabilmente quando segue la sua professione è un tipo serio, ma quando parla d’amore si comporta come una macchietta degna di far parte di una commedia di Toto’ e Peppino De Filippo e ciò che dice è farsesco, ridicolo.

Sul dietro di copertina leggo che Vaga è una spudorata. Perché lo è?

Perché Vaga mette in piazza tutti i suoi pensieri, ma non solo, e fa questo a differenza di quando era adolescente in cui si chiudeva a riccio perché aveva l’idea balorda che i panni sporchi si lavano in famiglia.

Ora sa che è inutile censurare pensieri, azioni e omissioni perché il raccontarli è liberante, permette di legare con altri perché questi possono ritrovare pensieri che anche loro hanno avuto e dopo averli letti nel romanzo non sentirsi più unici al mondo.

E’ salutare riconoscere che non siamo i soli a fare certe esperienze.

…domande all’autrice, parte seconda

Il sottotitolo è: “Il giardino di Vaga- Candide.” Perché?

Ho preso il sottotitolo da un romanzo breve di  Voltaire: “Candide o l’ottimismo” e c’è una ragione: Candide, per la sua ingenua semplicità, accoglie come veritiere  le idee  balorde che il  suo precettore Pangloss   gli  mette in testa e cioè  che tutto è  già finalizzato al bene, senza che nessuno faccia niente, e che il mondo che c’è è il migliore dei mondi possibili. E così con queste idee quando incontra qualcuno non ragiona con la propria testa, non usa il suo pensiero per verificare se quella persona è davvero brava  oppure  gli sta rubando il portafogli,  ma parte dal presupposto che gli uomini sono già fatti  per soccorrersi a vicenda  e così finisce arruolato a forza nel reggimento del re dei bulgari,  viene fustigato, sculacciato, bastonato, rimettendoci quasi la pelle.

Ho raccontato questo  perché anche Vaga, come Candide, ha delle idee balorde in testa che non le portano benefico. Sono idee ereditate dall’educazione che ha avuto, dall’ambiente in cui ha vissuto.

Ad esempio ha in testa un detto: “Chi si loda si imbroda”. E’ un detto infame che non permette a nessuno di muoversi perché non dà la possibilità di essere soddisfatti  di quello che si fa perché  proibisce di dire a se stessi “Sono stato bravo”, così come lo  si dice a un altro perché si apprezza il suo lavoro.

L’amico psicoanalista la fa uscire da queste idee perché le dice che è immodesto solo chi pronuncia: “Sono stato bravo” senza aver fatto un lavoro, ma se uno fa un lavoro bene, è modesto, e ha ragione di congratularsi con se stesso. Questo è solo un esempio di idee balorde che Vaga ha in testa e che vengono corrette.

In guerra e in pace, domande all’autrice

Angela Cavelli - In guerra e in pace

Per chi non è potuto venire alla presentazione, riportiamo, una per volta, alcune delle domande che sono state fatte ieri all’autrice Angela Cavelli.

Perché hai scelto come titolo del tuo libro “In guerra e in pace?”

In verità dapprima ho pensato di intitolarlo “Le confessioni di Vaga” perché Vaga, la protagonista del romanzo, a suo tempo ha fatto l’analisi  e anche in questo romanzo le capita  a volte di sdraiasi sul divano per confessare laicamente. Ha anche esperienza del confessare a un sacerdote, le manca fortunatamente il terzo tipo di confessione: quella giudiziaria. Ecco perché volevo intitolarlo così.

Poi ho deciso di cambiare titolo perché il paragone con “Le confessioni di Sant’Agostino”  mi faceva tremare le gambe.

E allora ho pensato a: “In guerra e in pace”, prendendo questa volta da Tolstoi, perché nel mio libro si parla di incontri, ma anche di scontri, di guerre guerreggiate. Certo, c’è una differenza: in Tolstoi  il conflitto è tra nazioni: Russia, Francia, Austria e i luoghi del conflitto sono Austerliz, Mosca, le immense pianure russe; Vaga invece si scontra  con i suoi prossimi e i luoghi delle sue guerre  sono il salotto, il tinello, la cucina, ma sempre di conflitti si tratta.

Dunque la sua guerra comincia in casa.

Perché fa la guerra Vaga e a chi?

Ad esempio fa la guerra all’uomo che si è scelta perché tra loro c’è una differenza di mete: il marito di Vaga vorrebbe una vita frugale, magari  campestre, tranquilla, tra viti e ulivi. Vaga invece vuole vivere nella ricchezza con tanti amici e, perché no, con qualche filippino in livrea.

E’ pur vero che Vaga da giovane aveva il braccino corto, per cui è  anche tentata di vivere in modo frugale. Naturalmente ad alimentare la guerra  c’è anche altro, ma poi lo scoprirete da voi.

Allora per un po’ Vaga cerca di farsi andare bene le idee del suo uomo per cercare di andare d’accordo, vuole inculcarsele, ma poi non ce la fa. E’ come se si dicesse: i fiori sbocciano, gli uccellini cantano, il sole sorge, ma io non sto bene.

E allora inizia a fare la guerra: sbraita, urla, per calmarsi  mette in bocca cinque sigarette per volta, corre per i viali alle cinque di mattina. Poi succede che sogna di dare un matterello in testa al marito. Per fortuna solo in sogno, ma questo la fa accorgere che la sua posizione, l’essere in guerra, non la fa stare bene.

E allora ricorre all’amico psicoanalista  che l’aveva avuta in analisi. Perché Vaga ha la competenza di capire che da sola non ce la fa e cerca, per confidarsi,  una persona che lei ritiene affidabile.

E le parole che questo signore pronuncia le portano una pace  non  illusoria, perché quest’uomo le dà le ragioni per non fare la guerra, aiutandola così a vivere un rapporto pacifico.

La conseguenza di ciò è che lascia che il marito faccia  ciò che ha sempre fatto e lei  cerca di non intervenire più di tanto. Ma siccome non è una fatina delle Winx,  che svolazza sul mondo,

ogni tanto muove le acque, dice la sua in modo non molto garbato (perchè Vaga non è una brava persona), poi riprende il rapporto con il suo uomo, ma almeno senza complessi di colpa.  Diciamo poi  che da questa situazione ha ricavato qualcosa: sa che spetta a lei andare dietro a ciò che le va di fare , senza attendere il successo dell’altro per muoversi.

Ecco questo è un esempio di conflitto risolto e senza aver sporcato il tappeto di sangue. Non è neanche la pace del cimitero dove i corpi non si muovono più, anzi.

Intervista all’autrice del libro “In guerra e in pace”

Riportiamo il link all’intervista realizzata da Bustoweb in occasione della presentazione del libro “in guerra e in Pace” di Angela Cavelli Colombo.

clicca qui per ascoltare l’intervista

Il bello di un libro…

A proposito di

In guerra e in pace

Il giardino di Vaga – Candide

scritto da Angela Cavelli Colombo

Angela ci presenta il suo mondo attraverso gli occhi di Vaga.

È madre, nonna, psicoanalista, intellettuale. Alla ricerca di soluzioni che inizialmente sembrano non arrivare. Poi una intuizione e allora il romanzo acquista un ritmo travolgente, incalzante.

È il punto in cui Vaga corregge l’idea di non volerne sapere dell’ultimo ostacolo sulle proprie questioni.

Ed è a questo punto che si vede emergere anche il modo di scrivere di Angela Cavelli Colombo. È come se Vaga avesse tenuto un diario giornaliero, dove ha annotato il quotidiano infrangersi della propria vita nell’impatto con lo scoglio del pensiero degli altri. Si ferma a riflettere, valorizza il proprio pensiero e contemporaneamente il pensiero degli altri. Allora è un susseguirsi di soluzioni viste proprio laddove sembravano nascoste.

Illuminante. Con due lusinghiere citazioni per me.

Cocktail d’Autore

Incontro di letteratura
nella più esclusiva terrazza estiva della città, incontrando gli Autori

Angela Cavelli Colombo
In guerra e in pace | Il giardino di Vaga – Candide

martedì 13 luglio 2010 – ore 19:30
Piazza F.lli Rosselli, Busto Arsizio

Prendete tre autori, altrettanti libri di recente pubblicazione, un locale elegante, l’atmosfera informale di un happy hour, un pizzico di brio, tre colori: rosa, giallo e nero. Fatto? Shakerate bene e servite con ghiaccio, decorando con… un segnalibro. È la ricetta di “Cocktail d’Autore”, evento promosso nel mese di giugno e luglio presso il Mia Lounge Bar di Busto Arsizio (piazza fratelli Rosselli) da Libreria Boragno con la collaborazione di Varesenews.

Angela Cavelli

Mia beach loungebar