Ripartiamo

 

Marco Andreolli non lo sa, ma la presentazione del suo ultimo libro √® l’occasione per riprendere i lavori annunciati. Mi sono concesso una lunghissima pausa di riflessione, a presto seguiranno i dettagli.
Veniamo al libro. Ai miei occhi Bici rossa √® come una serie concatenata di atti mancati (e perci√≤ riusciti o quanto meno in via di riuscire) dai quali emerge e si realizza il pensiero represso del personaggio principale. Perch√© porta il suo tirocinante in un giro di droga e prostituzione? Perch√© gli fa vedere le miserie arcinote del ciclismo? Perch√© in un articolo esalta l’ultimo dei gregari, invece del vincitore che sta battendo ogni record?

Dico io: perch√© non ne pu√≤ pi√Ļ di una bella facciata sopra il falso che egli stesso alimenta.
La bellissima vicenda finale, con la migliore suspense che abbia letto, è imperniata sulla risoluzione del dubbio finale che il protagonista deve sciogliere nel proprio pensiero.
Non √® chiaro? E non pu√≤ esserlo. Desidero invogliarvi a conoscere l’Autore e la sua opera.
A presto.

 

 

Sabato 14 Novembre – ore 16.45
presso Libreria Boragno
via Milano 4, Busto Arsizio

 

 

Diretta Streaming (Google Hangouts)

La banalità del male

Sintonizzatevi su questa pagina¬†Sabato 31 Gennaio alle ore 16! Saremo in¬†diretta streaming¬†dalla¬†Galleria Boragno: ‚ÄúLa banalit√† del male‚ÄĚ di Luigi Campagner.¬†Interverr√† Carmelo Occhipinti.

Volete partecipare alla discussione? Fare domande o semplicemente applaudire? Seguite lo streaming direttamente dalla pagina di Google Hangouts

La banalità del male

Il pensiero nascosto

Un contenuto di pensiero, fin dalla nostra pi√Ļ tenera et√†, si affaccia alla mente e ne viene escluso: lo escludiamo attivamente. In seguito torniamo ad alimentarlo, con due effetti che sembrano indipendenti da noi: per un verso limitiamo le nostre possibilit√† di azione (Freud ha chiamato questo inibizione), per un altro verso generiamo fenomeni che ci fanno stare male, ad esempio proviamo angoscia, abbiamo qualche disturbo, pi√Ļ o meno grave.

Oppure.

C’√® un oppure, in effetti √® una catena di oppure, catena sia nel senso di successione, che di incatenamento. Luigi Campagner ha trovato una parte della catena di oppure nella storia di Adolf Eichmann, come risulta dall’opera ‚ÄúLa banalit√† del male‚ÄĚ di Hannah Arendt. Trovo che sia interessante discuterne assieme, √® per questa ragione che vi invito il 31 gennaio presso la Galleria Boragno alle ore 16.

 

Evento in Streaming: Figli! o Del Vantaggio di essere genitori

Sintonizzatevi su questa pagina Sabato 18 Ottobre alle 17! Saremo in diretta streaming dalla Galleria Boragno con la presentazione del libro di Campagner “Figli! o Del Vantaggio di essere genitori”

Figli! o Del Vantaggio di essere genitori

Il mio amico e collega Luigi Campagner ha raccolto in un volume una serie di episodi (frasi, botte e risposte), riflessioni e commenti intorno ai rapporti tra genitori e figli.
In psicoanalisi spesso ci troviamo a cogliere il nesso che si è stabilito nel pensiero di una persona, tra un fatto avvenuto da bambini e una abitudine da adulti. Raramente abbiamo la possibilità di collegare queste relazioni tra di loro.
Luigi Campagner ha il grande merito, tra gli altri, di aver reso organici i racconti di molte persone connettendoli fra loro e alla mitologia, ai racconti popolari, alle favole, ai fumetti, all’arte.
Un lavoro perci√≤ pi√Ļ che clinico perch√© le singole spiegazioni portano ad una conclusione generale che √® annunciata dal titolo: essere genitori √® un vantaggio.
Sar√† perci√≤ con vero piacere che mi intratterr√≤ con lui Sabato 18 ottobre alle 17 presso la galleria Boragno in una conversazione quasi da salotto, ed √® a questa conversazione che vi invito come premessa al prossimo programma di incontri. (Seguiranno indicazioni pi√Ļ precise).

26 Settembre… Nevrotici Praticanti

Nevrotici praticanti - Carmelo Occhipinti - Sigmund Freud

Inibizione, sintomo, angoscia

- Sigmund Freud -

Mercoledì 26 Settembre 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Pratichiamo tutti, pi√Ļ o meno, la limitazione del nostro pensiero. Ne conseguono pensieri mancati e soluzioni omesse, come se ci astenessimo dalla carne il venerd√¨ e gli altri giorni della settimana. Ma gli affetti rimangono legati a ci√≤ da cui ci asteniamo e noi li sleghiamo, li capovolgiamo e li fissiamo dove vogliamo. E qualche volta ci concediamo la costosa limitazione che un sintomo comporta …
… il seguito mercoledì sera, per quelli che passeggiano in Italia. Indossate scarpe comode e leggere!

Una lama di luce, di Andrea Camilleri

Una lama di luce, Andrea Camilleri

Andrea Camilleri a Salvo Montalbano glielo fa sognare di notte di guarire, in un incubo; perch√© l’idea di stare bene si presenta come un incubo a chi √® avviluppato nei propri non riusciti pensieri. Glielo fa sognare di notte e gli fa intendere il sogno come premonitore, come se prefigurasse quello che poi accadr√†. Ma il sogno di Montalbano non rappresenta il futuro, come se aspettasse un chiromante per leggerlo. Il sogno rappresenta l’idea di stare bene, come se fosse una lama di luce, appunto, e il commissario si avvia a stare bene, ma poi ‚Ķ bisogna leggerlo direttamente dal libro appena uscito. Non si pu√≤ anticipare il finale di un giallo appena uscito in libreria!
Si può rispondere ad una domanda prendendo spunto dal libro.
Cosa farebbe e direbbe lei, carissimo dottor Occhipinti, ad un eventuale Salvo Montalbano in analisi?
Direi cos√¨: ‚ÄúLei ha fatto un bel sogno, √® una buona cosa che lo abbia fatto e che lo abbia ricordato. Capisco che lei adesso √® preso dalle premonizioni, ma vediamo anche cosa altro pu√≤ voler dire. Si applichi a fare delle associazioni, come gi√† sta facendo, ad esempio, se non le viene in mente nulla di meglio, cosa le ricordano quelle iniziali sul sudario? Dove le ha gi√† viste? Oppure, se preferisce, come mai fa parlare in latino Catarella? Cosa si pu√≤ associare? E ancora, come mai sogna che il questore √® morto?‚ÄĚ
Di tutte queste domande ne farei al massimo una, meglio mezza, di quelle col mormorio psicoanalitico che non uso pi√Ļ, tipo: ‚ÄúUhm… proprio il questore morto…‚ÄĚ
E mi applico a quest’ultimo elemento del sogno: Montalbano sogna che il suo superiore √® morto! Notevole, veramente notevole! Freud lo ha chiamato Super Io e Andrea Camilleri fa morire in sogno quello del suo commissario, ma alla fine gli fa scegliere una via melanconica con la quale chiude il romanzo.
Ecco a cosa serve un’analisi ed un analista, se √® capace di fare lavorare i Salvo Montalbano che vanno da lui: serve a valorizzare il pensiero represso che si esprime nel sogno e attraverso questa valorizzazione, e solo attraverso questa valorizzazione, ad impedire che si intraprenda una via melanconica, o peggio ancora.
Grazie ad Andrea Camilleri di averlo messo per iscritto!

Il tuo cuore è consiglio

Ricorro ad un antico detto siciliano tradotto in italiano per evidenziare la mia riflessione. Consiglio, nel detto, sta per parere, ma anche decisione, orientamento, deliberazione. Si dice a qualcuno che √® in dubbio su cosa fare in una determinata occasione che si presenta incerta. A mio avviso il detto invita l’ascoltatore a dare rilievo ai suoi affetti, senza tenerli disgiunti dai pensieri ufficiali, manifesti.
Sto riflettendo sulla saggezza degli antichi proverbi, ma anche sul fatto che hanno bisogno di essere rivisti e giudicati. In una parola calibrati sulla nostra esperienza. Ne I Malavoglia, il Verga ci propone un personaggio che conduce la propria vita in base ai proverbi, ma li utilizza come dispositivi preordinati, per cui finisce per operare quasi senza giudizio. Noi, che viviamo in una città nella quale non siamo né nati, né cresciuti, abbiamo due possibilità rispetto alle nostre origini e alla realtà nella quale viviamo: possiamo tentare il distacco totale, oppure possiamo lavorare (quello mentale è sempre un lavoro, quando è buono è riposante) per creare un ponte tra due culture così diverse ed entrambe così profondamente umane. Sto tentando la seconda strada.
Questa √® la ragione per cui ho accettato l’invito di Angela Matera a presentare la sua raccolta di detti e proverbi lucani. Ho visto nel libro la mia stessa ricerca, il mio stesso principio. Ed √® anche questa
la ragione per cui dal sito rivolgo a tutti un invito a partecipare.
Se verrete, se ascolterete, troverete un buon piatto preparato: storie diverse conducono a esiti diversi, ma si possono scoprire aspetti incredibilmente nascosti. Angela Matera si è assunta anche il compito di offrire un aperitivo lucano agli intervenuti.

Il cuore mi consiglia di invitarvi.

Informazioni sull’evento qui

Benvenuti in Galleria! da Francesca Boragno

Watch live streaming video from riflessioni_a_ruota_libera at livestream.com

La storia di Edipo si ripete

√ą una suggestione letteraria, come sempre negli incontri di A ruota libera, ma √® una buona suggestione, per questo motivo la ripropongo nel sito.

La vicenda di Edipo comincia alla sua nascita, quando l’oracolo prevede che il bambino uccider√† il padre e sposer√† la madre. Questo tipo di previsione tende ad avverarsi da s√©, in mancanza di un giudizio che la neghi. Il padre di Edipo, Laio, non solo manca di dare questo giudizio, ma anche cerca di fare morire il figlio, senza riuscirci. Anche Edipo mancher√† questo giudizio.

Nel romanzo La zia marchesa di Simonetta Agnello Hornby, un barone si dimostra geloso del rapporto tra il proprio figlio e sua madre. Cito:

‚ÄúMa al baronello questa cuntintizza non piaceva. Tutta per lui la voleva, la sua baronessa, era geloso. Persino di suo figlio innocente era geloso, del sangue suo, e glielo allontanava, ora con una scusa ora con un’altra.‚ÄĚ

Non proseguo con nessuna delle due storie, noto solo che l’autrice ha saputo ripresentare il travaglio del bambino quando il suo pensiero ha trovato un inciampo. Con una piccola aggiunta: a raccontare il fatto pone una stiratrice pressoch√© ignorante. Prendo questo come significativo del fatto che per descrivere come la matassa si imbrogli non occorra una grande mente, basta una persona che abbia gli occhi per guardare e le orecchie per sentire.

Nella psicologia contemporanea c’√® un riduzionismo della persona alla sua descrizione: esistono categorie scientifiche che descrivono una persona al di l√† delle sue intenzioni.

Asserisco invece che esistono le intenzioni della persona il cui pensiero può essere talmente offeso da far risultare difficile allo stesso padrone riconoscere le proprie intenzioni.