Mi sono avvalso…

Mi sono avvalso dei contributi …
… di Francesca Boragno, che mi ha supportato e incoraggiato offrendomi sostegno e ospitalità presso la Galleria Boragno;
… di Family Studio che ha generosamente prestato il materiale tecnico, la competenza e l’assistenza per lo streaming;
… di Altiplena che col caffè ci ha regalato un clima conviviale;
… di mia figlia Chiara che ha curato la regia, la grafica, il web.
So che non basta un grazie, ma trovo che è un buon modo per iniziare a riconoscere il debito. Assieme abbiamo contribuito a curare il pensiero nella sua libertà.

Un ringraziamento

Grazie, per averci seguito in streaming, per essere venuti di persona agli incontri nonostante la pioggia ed il vento. Il sentimento di gratitudine nasce dall’opportunità che ho avuto di ripensare ciò che avevo sviluppato, come si può vedere dalla valorizzazione che qui di seguito faccio di due domande.

Si può fare opera di prevenzione?

Nella seconda serata una persona mi ha chiesto se fosse possibile fare opera di prevenzione dei disturbi psichici. La risposta è stata che no, non è possibile.
Aggiungo adesso: si può tendere a che il bambino sviluppi il proprio pensiero con la massima libertà possibile; ciò non impedirà l’insorgenza di eventuali disturbi, ma ne attenuerà la possibilità.
Ad esempio un bambino confida un proprio sogno ai genitori e viene ridicolizzato, banalizzato per il contenuto manifesto del sogno. Da quel momento il bambino sarà indotto a trattenere il contenuto dei propri sogni, a non ricordarli neanche tra sé e sé.
L’indicazione e la risposta sono di valorizzare quanto più possibile il pensiero del bambino, compreso quello che si manifesta nel sogno. Ciò non impedisce alcuna imposizione di regole di buona educazione. Il fatto è che nella nostra opera di educazione, che necessariamente dobbiamo fare con i bambini, per un verso non ne coltiviamo la buona educazione, per l’altro ne banalizziamo il pensiero. Esattamente il contrario di quello che dovremmo fare.

Con la psicoanalisi siamo ancora fermi a Freud?

Alla persona che me lo chiedeva risposi di avere l’impressione di non essere ancora neanche a Freud.

Intendo adesso aggiungere questo: Freud ha avuto la fortuna di osservare come un certo attacco isterico, molto comune ai suoi tempi nella letteratura psichiatrica, rappresentasse un atto sessuale; ed ha avuto la fortuna di osservare e di cercare nella sua vita come fosse possibile passare dalla rappresentazione isterico-teatrale dell’atto sessuale, alla soddisfazione sessuale. In questa ricerca ha trovato che l’unica via percorribile era in una pratica che lasciasse libertà ai pensieri di fluire liberamente, e per fare fluire liberamente il pensiero occorre fare nulla. Un nulla intelligente che lasci appunto il pensiero libero di fluire, un nulla intelligente che occorre fare.

La formulazione è di un apparentemente logico impossibile che di fatto e di logica è possibile solo se si considera che c’è un lavoro già attivo e incompleto da parte di un soggetto e che questo lavoro può completarsi solo se nessuno lo ostacola; si verifica a volte che lo sforzo per favorire ad ogni costo, finisce per essere di ostacolo perché suscita alla persona una violenta reazione. L’analista viene pagato per non ostacolare questo lavoro, non ostacolarlo neanche con l’idea di favorirlo.

È ridicolo pensare di poter cambiare il corso dei pensieri di una persona, si possono cambiare le forzature, ma una forzatura vale l’altra. È ridicolo, e volendo considerare adeguatamente, è anche una vera e propria allucinazione.

La mia risposta più completa è perciò che non siamo fermi a Freud, ma abbiamo avuto la fortuna di osservare con lui che molta gente sta correggendo l’idea di reprimere il proprio pensiero.

Gli offriamo l’opportunità di crearsi un’opportunità.

Anche qui, vale la stessa precisazione fatta per l’educazione del bambino: il rispetto delle regole analitiche non comporta alcuna oppressione del pensiero.

Ed in conclusione: non siamo per nulla fermi, meno che mai con Freud. Lavoriamo, a partire da Freud per valorizzare il pensiero.

Come promesso nella serata del 31 ottobre…

…. ecco il testo freudiano che non avevo inserito
“Premessa a un articolo di E. Pickwort Farrow (OSF, X, 327).
“L’autore di questo articolo … non è riuscito a trovare un accordo né con uno né con l’altro dei due analisti con cui ha cercato contatto a causa di una certa sua caparbietà. Egli si è dedicato quindi alla coerente applicazione del procedimento dell’autoanalisi, di cui io stesso mi sono servito a suo tempo per analizzare i miei sogni. I risultati del suo lavoro meritano attenzione proprio per le particolari caratteristiche della sua personalità e della sua tecnica.”

Conclusione della serata del 31 ottobre

L’inconscio è quella buona idea che ci fa manifestare per cenni un pensero che si teneva represso. Ad arrecare danni alla vita psichica non è la qualità del pensiero tenuto represso, ma il semplice fatto di tenerlo represso perché ciò sancisce una separazione nella vita psicica.

Dolcetto, scherzetto o caffè?

Facciamo la festa ai fantasmi! ( e vi aspettiamo con un ottimo caffè biologico gentilmente offerto da Altiplena – www.altiplena.com)

Due argomentazioni …

… sosterranno la prossima serata del 31 ottobre.
La prima è che nella vita psichica non avvengono fatti che non abbiano ragione di essere. Se la ragione non è cosciente, come la ragione per la quale bevo un bicchiere d’acqua, allora ci sarà una ragione inconscia.
Ovvero se non conosco la ragione per cui ho detto Roma per toma, questa ragione, benché al momento ignota, si troverà nel mio pensiero. Lo stesso vale per i sogni. Se non conosco quale desiderio mi abbia spinto a fare quel sogno, quel desiderio sarà nei miei pensieri inconsci.
La seconda argomentazione è che i sintomi seguono la stessa linea di sogni e lapsus.
Carmelo Corrado Occhipinti

Sono già ragionevolmente sicuro di poter essere più chiaro in serata, ma ho voluto fare questo richiamo che potrà sembrare oscuro per dare un altro invito. La serata del 31 ottobre è dedicata alla festa dei fantasmi, la mia serata farà la festa ai fantasmi: non c’è niente nel nostro pensiero che non ci siamo messi in testa noi stessi, fantasmi compresi.

Uno dei miei pensieri non riposava

Tenevo nascosto uno dei miei pensieri, lo avevo riposto sotto una massa di cianfrusaglie e non riposava, ed io non riposavo con lui. Nessuno ha pensato il pensier mio, nessuno mi ha costretto a tenerlo nascosto, certo alcune circostanze mi hanno suggerito di non renderlo pubblico. Era un pensiero che sognavo di notte e che facevo uscire a prendere aria nei lapsus, ma non lo usavo bene. Adesso lo porto sempre con me.

31 Ottobre… L’inconscio, una buona idea

L'inconscio, una buona idea

Psicopatologia della vita quotidiana

- Sigmund Freud -

Teniamo riposte e represse nel nostro pensiero le migliori idee, ce le sogniamo di notte, ce le facciamo scappare nei lapsus.
Discorreremo su questo la sera di mercoledì 31.

Mercoledì 31 Ottobre 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.