Con la psicoanalisi siamo ancora fermi a Freud?

Alla persona che me lo chiedeva risposi di avere l’impressione di¬†non essere ancora neanche a Freud.

Intendo adesso aggiungere questo: Freud ha avuto la fortuna di¬†osservare come un certo attacco isterico, molto comune ai suoi¬†tempi nella letteratura psichiatrica, rappresentasse un atto sessuale;¬†ed ha avuto la fortuna di osservare e di cercare nella sua vita come¬†fosse possibile passare dalla rappresentazione isterico-teatrale¬†dell’atto sessuale, alla soddisfazione sessuale.¬†In questa ricerca ha trovato che l’unica via percorribile era in una¬†pratica che lasciasse libert√† ai pensieri di fluire liberamente, e per¬†fare fluire liberamente il pensiero occorre fare nulla. Un nulla¬†intelligente che lasci appunto il pensiero libero di fluire, un nulla¬†intelligente che occorre fare.

La formulazione √® di un apparentemente logico impossibile che di¬†fatto e di logica √® possibile solo se si considera che c’√® un lavoro¬†gi√† attivo e incompleto da parte di un soggetto e che questo lavoro¬†pu√≤ completarsi solo se nessuno lo ostacola; si verifica a volte che¬†lo sforzo per favorire ad ogni costo, finisce per essere di ostacolo¬†perch√© suscita alla persona una violenta reazione.¬†L’analista viene pagato per non ostacolare questo lavoro, non¬†ostacolarlo neanche con l’idea di favorirlo.

√ą ridicolo pensare di poter cambiare il corso dei pensieri di una¬†persona, si possono cambiare le forzature, ma una forzatura vale¬†l’altra. √ą ridicolo, e volendo considerare adeguatamente, √® anche¬†una vera e propria allucinazione.

La mia risposta pi√Ļ completa √® perci√≤ che non siamo fermi a¬†Freud, ma abbiamo avuto la fortuna di osservare con lui che molta¬†gente sta correggendo l’idea di reprimere il proprio pensiero.

Gli offriamo l’opportunit√† di crearsi un’opportunit√†.

Anche qui, vale la stessa precisazione fatta per l’educazione del¬†bambino: il rispetto delle regole analitiche non comporta alcuna¬†oppressione del pensiero.

Ed in conclusione: non siamo per nulla fermi, meno che mai con Freud. Lavoriamo, a partire da Freud per valorizzare il pensiero.

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Programmi

Nell’oceano delle cattive interpretazioni annega il nostro pensiero. Dall’osservazione che le etichette sono sempre sbagliate per le persone, alla possibilit√† di rompere l’effetto Pigmalione nasce un percorso di libert√† soggettiva.

L’effetto Pigmalione √® quello per il quale le aspettative si realizzerebbero a prescindere dalla volont√† delle persone.

Terr√≤ a Ragusa il corso che compare nell’articolo “Eros, Psiche e Andy Capp”.

Ripeter√≤ l’esperienza a Busto Arsizio.

Vi prego di comunicarmi il vostro interesse attraverso una telefonata al 348 5118087

Eros e Psiche sono due personaggi di Apuleio ne L’asino d’oro.

Un re che aveva tre figlie bellissime, la terza così bella che nessuno se la filava … tanto vale essere brutti.

Andy Capp è il personaggio di una striscia umoristica inglese. In Italiano Carlo e Alice. Carlo è dissacrante, ubriacone, fonte di infelicità per se stesso e la moglie. Il suo nome inglese suona handicap. Da qui il dipanarsi del mio discorso.

 

Carmelo Corrado Occhipinti

 

Eros, Psiche e Andy Capp

Il serpente non sapeva nulla del bene e del male.

Intorno alla Psicologia. Dibattito con curiosi interessati.

Persone, non etichette. Introduzione 13 gennaio 2018 ore 17

Autismo, il nome di una questione. I Incontro 15 gennaio 2018 ore 19,30

L’handicap di Psiche √® la bellezza. II Incontro 17 febbraio 2018 ore 17

L’oceano delle cattive interpretazioni. III Incontro 19 febbraio 2018 ore 19,30

Il pensiero e l’isola del tesoro. IV Incontro 17 marzo 2018 ore 17

Andy Capp e l’effetto Pigmalione. V Incontro 19 marzo 2018 ore 19,30

Metodo: Conversazioni. Un intervento di circa di mezz’ora.

Una pausa di riflessione di un quarto d’ora. Interventi liberi. Conclusione.

Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Il corso si terrà nei locali dellAzione Cattolica, a Ragusa in via Ettore Fieramosca, 100.

Per informazioni e iscrizioni entro il (10 gennaio 2018) 348 5118087

Carmelo Corrado Occhipinti

Psicoanalista

Verso Psiche – Evento

Verso Psiche – PDF

Come promesso, metto a vostra disposizione i testi che ho pubblicato in preparazione dell’incontro del 22 Maggio. Ci sar√† un altro incontro a Busto Arsizio a breve.

Cliccate qui sotto per scaricare il PDF

Verso Psiche – Completo

Verso Psiche

Alcuni amici mi hanno chiesto di organizzare degli incontri sulla vita psichica. √ą per corrispondere a questo desiderio e per invitarne altri che ho intrapreso la pubblicazione degli ultimi articoli. Li riproporr√≤ a breve in forma pi√Ļ ordinata.

Prevedo due serie convergenti: una gratuita, di presenza e attraverso il web, di circa sei incontri l’anno e un’altra rivolta a quanti sono interessati ad un approfondimento, con un modesto rimborso economico.

Il viaggio inaugurale partirà dal palazzo Garofalo in corso Italia a Ragusa. Non sarà visibile attraverso internet, via per la quale riproporrò il mio intervento subito dopo.

Fatemi sapere cosa ne pensate e comunicatemi liberamente il vostro desiderio di partecipare.

per mail: social@riflessioniaruotalibera.it

per telefono: al 348 5118087 (anche con un sms).

Aspettando di viaggiare insieme a voi

Carmelo Corrado Occhipinti

Un esempio letterario di ciò di cui ci occuperemo.

A quasi quarant’anni ancora dentro di s√© andava svolgendo vicende di desiderio e d’amore con alunne e colleghe che non se ne accorgevano o se ne accorgevano appena: e bastava che una ragazza o una collega mostrasse di rispondere al suo vagheggiamento perch√© subito si gelasse. Il pensiero della madre, di quel che avrebbe detto, del giudizio che avrebbe dato sulla donna da lui scelta, della eventuale convivenza delle due donne, della possibile decisione di una delle due di non fare vita in comune, sempre interveniva a spegnere le effimere passioni, ad allontanare le donne che ne erano state oggetto come dopo una triste esperienza consumata e quindi con un senso di sollievo, di liberazione. Forse ad occhi chiusi avrebbe sposato la donna che sua madre gli avesse portato, ma per sua madre lui, ancora cos√¨ ingenuo, cos√¨ sprovveduto, cos√¨ scoperto alla malizia del mondo e dei tempi, non era in et√† di fare un passo tanto pericoloso.

(Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo).

Ripartiamo

 

Marco Andreolli non lo sa, ma la presentazione del suo ultimo libro √® l’occasione per riprendere i lavori annunciati. Mi sono concesso una lunghissima pausa di riflessione, a presto seguiranno i dettagli.
Veniamo al libro. Ai miei occhi Bici rossa √® come una serie concatenata di atti mancati (e perci√≤ riusciti o quanto meno in via di riuscire) dai quali emerge e si realizza il pensiero represso del personaggio principale. Perch√© porta il suo tirocinante in un giro di droga e prostituzione? Perch√© gli fa vedere le miserie arcinote del ciclismo? Perch√© in un articolo esalta l’ultimo dei gregari, invece del vincitore che sta battendo ogni record?

Dico io: perch√© non ne pu√≤ pi√Ļ di una bella facciata sopra il falso che egli stesso alimenta.
La bellissima vicenda finale, con la migliore suspense che abbia letto, è imperniata sulla risoluzione del dubbio finale che il protagonista deve sciogliere nel proprio pensiero.
Non √® chiaro? E non pu√≤ esserlo. Desidero invogliarvi a conoscere l’Autore e la sua opera.
A presto.

 

 

Sabato 14 Novembre – ore 16.45
presso Libreria Boragno
via Milano 4, Busto Arsizio

 

 

Potrebbe non essere stato chiaro …

… e potrebbe esserlo ancor meno, perché, nella sua semplicità, quello che sto per dire, non è purtroppo di immediata comprensione. Provo a dirlo meglio.

Insieme al tesoro avete sepolto una parte di voi stessi.

√ą come se, da un certo in momento, una parte dell’Io non si fosse sviluppata del tutto, rimanendo atrofizzata ad uno stadio che al momento apparteneva ad un Io embrionale che per comodit√† chiamiamo Es, che si sarebbe sviluppata adeguatamente e che invece si trova sepolta nella vostra isola sperduta nell’oceano delle cattive interpretazioni. Andare a cercare il tesoro (venirci con me) significa lavorare perch√© quell’Es non sviluppato, riprenda a crescere.

Questo Freud lo ha detto splendidamente: ‚ÄúDove era Es, Io deve avvenire come soggetto.‚ÄĚ

Per ritrovare la parte perduta dell’Io, cio√® per far s√¨ che Io avvenga come soggetto, bisogna evitare di contrastare il pensiero. Bisogna cio√® che l’Io ritrovi la possibilit√†, attraverso la padronanza del pensiero, di padroneggiare se stesso.

Non c’√® soggetto, se non √® padrone di s√©.

√ą in questo senso che mi sento di poter affermare che non c’√® contraddizione quando dico che sotto il medesimo aspetto, nello stesso momento l’Io si comporta in due modi diversi, perch√© in effetti una parte dell’Io si comporta come se ne fosse staccata, come se fosse un’altra entit√† (una parte sviluppata, un’altra atrofizzata ed √® quella che sarebbe la migliore e pi√Ļ genuina parte).

OVVERO

Negli anni della crescita, il bambino ha pensato delle soluzioni, ha intravisto dei problemi. Ma ciò non è risultato gradito a qualcuno dei suoi grandi.

Allora il bambino ha messo da parte la soluzione, l’ha conservata.

Ha omesso di finire di giudicare quello che aveva intravisto come problema, ha soprasseduto.

Insieme a questi atti del suo pensiero, ha lasciato che un pezzo di se stesso rimanesse da parte.

Nell’et√† adulta a volte succede che quella soluzione torni ad essere utile, che quel problema torni a ripresentarsi, ma la persona non pu√≤ facilmente ricorrere a ci√≤ che ha messo via.

Voglio notare adesso che a tutto ci√≤ si connette la regola analitica fondamentale, ovvero dire quello che passa per la mente senza nessuna censura, n√© da parte della persona in analisi, n√© tantomento da parte di chi occupa il posto dell’analista. Il quale semmai far√† il possibile affinch√© la persona non abbia alcuna obiezione al proprio pensiero.

E se invece di una zattera, la psicoanalisi fosse una carretta?

Quello che prima era il navigante, dovrebbe tirare la carretta ed io spingerei, ma non troppo, perché non vedo la strada. Proprio così: non vedo la strada che può vedere solo chi sta davanti a tirare. E non devo neanche vederla! La direzione della carretta spetta al proprietario, come quello che vuole fare nella vita spetta al soggetto.

Nessuno può sostituirsi ad un altro, meno che mai io.

‚ÄúE non mi d√† neanche qualche consiglio?‚ÄĚ Potrebbe dire un eventuale navigante.

‚ÄúMa come vorrei che ci fosse a cui chiedere consiglio io stesso!‚ÄĚ Risponderei, aggiungendo: ‚ÄúGuardi che, se invece di essere zattera, o carretta, la psicoanalisi fosse il divano su cui lei si sdraier√† e la poltrona sulla quale rimango io, come di fatto √®, i consigli ce li faremmo dare entrambi dalle idee improvvise che ci vengono in mente, dai nostri lapsus e dai nostri sogni. Perch√© ci porremo alla ricerca dei pensieri che abbiamo prima pensato e poi scartato.‚ÄĚ

Se la psicoanalisi fosse una zattera

Per costruire la zattera della psicoanalisi bisogna essere in due. Non è necessario nessun preconcetto, anzi meglio se non ce ne sono, per evitare che il peso la faccia affondare.

Ogni zattera che viene costruita √® come se prima non fossero state mai costruite zattere in quanto, malgrado la ruvidezza dei materiali, bisogna starci comodi proprio quei due, fino ad arrivare all’isola di Psiche, navigando in mezzo ai flutti delle cattive interpretazioni.

Chiamaremo i due che si apprestano a costruire la zattera navigante e navigatore.

Navigante, perché si presume che abbia voglia di navigare.

Navigatore perch√© si presume che conosca l’oceano.

A forza di presumere si pecca di presunzione.

Ai naviganti dico, prima di cominciare a costruire la zattera:

‚ÄúSmettetela di presumere che faccia tutto io. Qualcosa far√≤, ma non sempre quello che vi aspettate.‚ÄĚ

(Se qualcuno si sentisse scoraggiato da questa frase, farebbe bene ad occuparsi del proprio scoraggiamento).

E poi aggiungo: ‚ÄúTu, carissimo navigante, siediti a prua e guarda la rotta, io mi siedo a poppa e guarder√≤ tutto quello che affiora da sotto la zattera, perch√© sar√† da l√¨ che affioreranno le onde che ti sar√† utile prendere in considerazione.‚ÄĚ

Se prima d’ora non siete mai andati verso Psiche √® stato perch√©, tutte le volte che cominciavate a navigare, escludevate di considerare quello che affiorava da sotto la vostra bellissima nave. Ora siamo costretti a costruirci una zattera e pazienza! Ci daremo da fare per riparare la vostra nave e vi mostrer√≤ che il tesoro si trova dove non pensate che sia.

N.B. Le metafore funzionano meglio delle cattive interpretazioni; queste ultime fanno incagliare la nave, la sbattono sugli scogli, la immobilizzano. Una metafora schiude l’orizzonte del possibile evocandolo.

Dietro i monti sorge il sole, lo intuiamo dal chiarore che illumina l’alba con il suo pallido rosa. Ben lo sapeva Dante, quando scriveva:

L’alba vinceva l’ora mattutina

che fuggia innanzi, sì che di lontano

conobbi il tremolar della marina.