Fronda d’ulivo

Il commento alla poesia dialettale “Fronda d’ulivo” mi sembra il miglior collegamento possibile tra la giornata di sabato e il prossimo evento di Riflessioni a ruota libera.
Una ragazza senza nome, detta fronda d’ulivo, è innamorata di un giovane anche lui senza nome, detto quello che anelo io, il padre la vuole sposare ad un terzo, ancora senza nome, quello che marita.
C’è l’universale violenza del matrimonio combinato nell’essere privi di nome, ma anche i matrimoni combinati alcune volte sono andati bene. Nella tradizione popolare della poesia c’è un dire in più: la ragazza è una fronda d’ulivo. Non è una persona, agli occhi del padre, ma un ramoscello che si può innestare dove si vuole. Non ha desideri, come la fronda dell’ulivo, non ha pensieri, non ha affetti.
E la fronda si ribella: non riesce ad opporsi al rito del matrimonio, come vorrebbe, e si oppone alla pratica del matrimonio. Fugge via dal marito e si reca dal suo amato dicendo: “Se non mi vuoi perché trovi che il mio amore per te sia disonesto, allora uccidimi!”
Il suo amato capisce quale valore ha una donna che decide con chi comporre il proprio desiderio, la prende in casa, difendendola dagli insulti del marito.
“Mi è scappata una mula!” dice il marito.
E l’amato risponde: “Non è una mula, è una signora e vuole stare dentro un palazzo!”
A questo punto il marito è dileggiato dalla propria stessa madre.

Tutti possiamo riconoscerci nell’essere stati fronde d’ulivo e muli nel pensiero di qualcuno. E per tutti, attraverso questa poesia, si apre la possibilità di riprendere la guida della nostra vita. Il “Bureau d’echange de maux è sempre aperto dentro noi stessi e abbiamo sempre la possibilità di scambiare una scelta malefica con una benefica.

Quello che ho scritto valga come ringraziamento per Angela Matera e Elisabetta De Lucia che ci hanno messo a disposizione una raccolta ragionata del sapere popolare lucano. Ogni regione ha i suoi particolari saperi, alcune volte gli errori e i valori vengono mostrati con particolare evidenza. È il caso di Fronda d’ulivo.

5 commenti »

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Paolo Giomi, La caduta del cuore.

Raccogliamo i nostri affetti in una parte nascosta del pensiero. Li nutriamo e coltiviamo nei sogni notturni e in quelli ad occhi aperti. Da questo nascondiglio Paolo Giomi li lascia fluire in un pulviscolo di schegge che affascinano il lettore e lo conducono verso una vertiginosa caduta del cuore. Ma gli affetti, come se avessero una vita propria, si rialzano ed l’Autore prende in mano il proprio cuore e lo rende disponibile ad una nuova vita, ad una nuova delusione della parola ammore. All’orizzonte si profila, mescolata alle nebbie della vita, la possibilità di una soddisfazione permanentemente cercata. È un lavoro l’amore e non potrebbe essere diversamente. Una fatica del pensiero, una prospettiva appagante verso cui tendere ed andare. La musa è un boia sopraffino … ma non senti dolore. Il tossico è nelle parole e nei loro giochi, come l’eternità d’istante, dove il tempo non è tiranno e i sogni non sono fragili come il cristallo.

Somiglia alla mia, a quella di ogni lettore, l’esperienza descritta da Paolo. Ne comprendo gli affanni, le angustie, i crucci perché me li sono trascinati per anni, ma anche per me giusto il tempo di un semplice batter d’occhio.

Grazie Paolo per aver messo in rete quella parte di te stesso che ci accomuna all’esperienza universale del pathos che non è patologico: Cedimi una festa durante il nostro di quiete pallido momento. Ad essere ermetica non è solo la tua poesia, è tutto il tuo essere che pure si dipana tra le figure retoriche dove la vita si scioglie dalle angustie del presente.

Carmelo Corrado Occhipinti

Per ottenere l’e-book: Paolo Giomi. La caduta del cuore (Un’immodesta proposta) Polimnia Digital Editions. Edizione del Kindle. È offerto in maniera gratuita dall’Autore.

Eros, Psiche e Andy Capp – Galleria Boragno

EROS, PSICHE E ANDY CAPP – Busto Arsizio – Galleria Boragno

Il diavolo ignora la distinzione tra il bene e il male, tuttavia riesce a tentare Eva e l’umanità.
Il nostro pensiero annega nell’oceano delle cattive interpretazioni.
Un percorso di libertà soggettiva che parte dall’osservazione che le etichette sono sempre sbagliate per le persone e giunge alla possibilità di ritrovare il proprio tesoro nascosto.
Andy Capp è il personaggio di una striscia umoristica inglese. In Italiano Carlo e Alice.
Carlo è dissacrante, ubriacone, fonte di infelicità per se stesso e la moglie. Il suo nome inglese suona anche handicap. Da qui il dipanarsi del mio discorso.

Venerdì 13 Aprile ore 21.00
Persone, non etichette. Introduzione.

Nessuno può essere identificato psicologicamente in una diagnosi che semmai riguarda i propri atti.
—–
Venerdì 20 Aprile ore 21.00
Autismo, il nome di una questione.

Nel dibattito se l’autismo sia una patologia organica o psichica, si esclude la persona. La si designa peraltro con un’etichetta contraddittoria in se stessa, come scrivere su una bottiglia: Vino extravergine di oliva.
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Venerdì 11 Maggio ore 21.00
L’handicap di Psiche è la bellezza.

Eros e Psiche sono due personaggi di Apuleio ne L’asino d’oro. Un re che aveva tre figlie bellissime, la terza così bella che nessuno se la filava. Psiche, bella come una statua, alla fine diventa padrona di se stessa.
—–
Venerdì 18 Maggio ore 21.00
L’oceano delle cattive interpretazioni.

Il nostro pensiero è circondato dall’oceano delle cattive interpretazioni. Le abbiamo prese dagli altri e applicate a noi stessi.
—–
Venerdì 25 Maggio ore 21.00
L’isola del tesoro e Andy Capp.

Nell’oceano delle cattive interpretazioni c’è un’isola nella quale abbiamo nascosto il nostro tesoro.
Carlo della striscia umoristica (Andy Capp in lingua inglese) non va alla ricerca della propria isola del tesoro. Si è iscritto nella propria etichetta.

Metodo: Conversazioni.
Un intervento di circa di mezz’ora.
Una pausa di riflessione.
Interventi liberi.
Conclusione.
Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Il corso si terrà presso Galleria Boragno,
a Busto Arsizio in via Milano, 4.

Per informazioni e iscrizioni 348 5118087
È possibile iscriversi ai singoli eventi oppure a tutti gli incontri.

Programmi

Nell’oceano delle cattive interpretazioni annega il nostro pensiero. Dall’osservazione che le etichette sono sempre sbagliate per le persone, alla possibilità di rompere l’effetto Pigmalione nasce un percorso di libertà soggettiva.

L’effetto Pigmalione è quello per il quale le aspettative si realizzerebbero a prescindere dalla volontà delle persone.

Terrò a Ragusa il corso che compare nell’articolo “Eros, Psiche e Andy Capp”.

Ripeterò l’esperienza a Busto Arsizio.

Vi prego di comunicarmi il vostro interesse attraverso una telefonata al 348 5118087

Eros e Psiche sono due personaggi di Apuleio ne L’asino d’oro.

Un re che aveva tre figlie bellissime, la terza così bella che nessuno se la filava … tanto vale essere brutti.

Andy Capp è il personaggio di una striscia umoristica inglese. In Italiano Carlo e Alice. Carlo è dissacrante, ubriacone, fonte di infelicità per se stesso e la moglie. Il suo nome inglese suona handicap. Da qui il dipanarsi del mio discorso.

 

Carmelo Corrado Occhipinti

 

Eros, Psiche e Andy Capp

Il serpente non sapeva nulla del bene e del male.

Intorno alla Psicologia. Dibattito con curiosi interessati.

Persone, non etichette. Introduzione 13 gennaio 2018 ore 17

Autismo, il nome di una questione. I Incontro 15 gennaio 2018 ore 19,30

L’handicap di Psiche è la bellezza. II Incontro 17 febbraio 2018 ore 17

L’oceano delle cattive interpretazioni. III Incontro 19 febbraio 2018 ore 19,30

Il pensiero e l’isola del tesoro. IV Incontro 17 marzo 2018 ore 17

Andy Capp e l’effetto Pigmalione. V Incontro 19 marzo 2018 ore 19,30

Metodo: Conversazioni. Un intervento di circa di mezz’ora.

Una pausa di riflessione di un quarto d’ora. Interventi liberi. Conclusione.

Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Attenzione: è cambiata la sede degli incontri che si terranno:

Presso l’A.R.T.Ha.I.
Via Beata Maria Schininà, 5
Ragusa.

(Vicino piazza Cappuccini)

Per informazioni e iscrizioni 348 5118087

È possibile iscriversi anche ai singoli eventi.

Carmelo Corrado Occhipinti

Psicoanalista

Verso Psiche – Evento

Verso Psiche – PDF

Come promesso, metto a vostra disposizione i testi che ho pubblicato in preparazione dell’incontro del 22 Maggio. Ci sarà un altro incontro a Busto Arsizio a breve.

Cliccate qui sotto per scaricare il PDF

Verso Psiche – Completo

Verso Psiche

Alcuni amici mi hanno chiesto di organizzare degli incontri sulla vita psichica. È per corrispondere a questo desiderio e per invitarne altri che ho intrapreso la pubblicazione degli ultimi articoli. Li riproporrò a breve in forma più ordinata.

Prevedo due serie convergenti: una gratuita, di presenza e attraverso il web, di circa sei incontri l’anno e un’altra rivolta a quanti sono interessati ad un approfondimento, con un modesto rimborso economico.

Il viaggio inaugurale partirà dal palazzo Garofalo in corso Italia a Ragusa. Non sarà visibile attraverso internet, via per la quale riproporrò il mio intervento subito dopo.

Fatemi sapere cosa ne pensate e comunicatemi liberamente il vostro desiderio di partecipare.

per mail: social@riflessioniaruotalibera.it

per telefono: al 348 5118087 (anche con un sms).

Aspettando di viaggiare insieme a voi

Carmelo Corrado Occhipinti

Un esempio letterario di ciò di cui ci occuperemo.

A quasi quarant’anni ancora dentro di sé andava svolgendo vicende di desiderio e d’amore con alunne e colleghe che non se ne accorgevano o se ne accorgevano appena: e bastava che una ragazza o una collega mostrasse di rispondere al suo vagheggiamento perché subito si gelasse. Il pensiero della madre, di quel che avrebbe detto, del giudizio che avrebbe dato sulla donna da lui scelta, della eventuale convivenza delle due donne, della possibile decisione di una delle due di non fare vita in comune, sempre interveniva a spegnere le effimere passioni, ad allontanare le donne che ne erano state oggetto come dopo una triste esperienza consumata e quindi con un senso di sollievo, di liberazione. Forse ad occhi chiusi avrebbe sposato la donna che sua madre gli avesse portato, ma per sua madre lui, ancora così ingenuo, così sprovveduto, così scoperto alla malizia del mondo e dei tempi, non era in età di fare un passo tanto pericoloso.

(Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo).

Ripartiamo

 

Marco Andreolli non lo sa, ma la presentazione del suo ultimo libro è l’occasione per riprendere i lavori annunciati. Mi sono concesso una lunghissima pausa di riflessione, a presto seguiranno i dettagli.
Veniamo al libro. Ai miei occhi Bici rossa è come una serie concatenata di atti mancati (e perciò riusciti o quanto meno in via di riuscire) dai quali emerge e si realizza il pensiero represso del personaggio principale. Perché porta il suo tirocinante in un giro di droga e prostituzione? Perché gli fa vedere le miserie arcinote del ciclismo? Perché in un articolo esalta l’ultimo dei gregari, invece del vincitore che sta battendo ogni record?

Dico io: perché non ne può più di una bella facciata sopra il falso che egli stesso alimenta.
La bellissima vicenda finale, con la migliore suspense che abbia letto, è imperniata sulla risoluzione del dubbio finale che il protagonista deve sciogliere nel proprio pensiero.
Non è chiaro? E non può esserlo. Desidero invogliarvi a conoscere l’Autore e la sua opera.
A presto.

 

 

Sabato 14 Novembre – ore 16.45
presso Libreria Boragno
via Milano 4, Busto Arsizio

 

 

Potrebbe non essere stato chiaro …

… e potrebbe esserlo ancor meno, perché, nella sua semplicità, quello che sto per dire, non è purtroppo di immediata comprensione. Provo a dirlo meglio.

Insieme al tesoro avete sepolto una parte di voi stessi.

È come se, da un certo in momento, una parte dell’Io non si fosse sviluppata del tutto, rimanendo atrofizzata ad uno stadio che al momento apparteneva ad un Io embrionale che per comodità chiamiamo Es, che si sarebbe sviluppata adeguatamente e che invece si trova sepolta nella vostra isola sperduta nell’oceano delle cattive interpretazioni. Andare a cercare il tesoro (venirci con me) significa lavorare perché quell’Es non sviluppato, riprenda a crescere.

Questo Freud lo ha detto splendidamente: “Dove era Es, Io deve avvenire come soggetto.”

Per ritrovare la parte perduta dell’Io, cioè per far sì che Io avvenga come soggetto, bisogna evitare di contrastare il pensiero. Bisogna cioè che l’Io ritrovi la possibilità, attraverso la padronanza del pensiero, di padroneggiare se stesso.

Non c’è soggetto, se non è padrone di sé.

È in questo senso che mi sento di poter affermare che non c’è contraddizione quando dico che sotto il medesimo aspetto, nello stesso momento l’Io si comporta in due modi diversi, perché in effetti una parte dell’Io si comporta come se ne fosse staccata, come se fosse un’altra entità (una parte sviluppata, un’altra atrofizzata ed è quella che sarebbe la migliore e più genuina parte).

OVVERO

Negli anni della crescita, il bambino ha pensato delle soluzioni, ha intravisto dei problemi. Ma ciò non è risultato gradito a qualcuno dei suoi grandi.

Allora il bambino ha messo da parte la soluzione, l’ha conservata.

Ha omesso di finire di giudicare quello che aveva intravisto come problema, ha soprasseduto.

Insieme a questi atti del suo pensiero, ha lasciato che un pezzo di se stesso rimanesse da parte.

Nell’età adulta a volte succede che quella soluzione torni ad essere utile, che quel problema torni a ripresentarsi, ma la persona non può facilmente ricorrere a ciò che ha messo via.

Voglio notare adesso che a tutto ciò si connette la regola analitica fondamentale, ovvero dire quello che passa per la mente senza nessuna censura, né da parte della persona in analisi, né tantomento da parte di chi occupa il posto dell’analista. Il quale semmai farà il possibile affinché la persona non abbia alcuna obiezione al proprio pensiero.