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Vi aspettiamo alle 21.00 in Galleria Boragno con “Edipo, lo zoppo! – Il potere della maledizione”!
(oppure in diretta streaming allo stesso orario)

Come e perché ci si ritrova ammalati psichicamente

Comincio questa riflessione partendo da un luogo comune che spero di rivalutare: la vita è una questione di scelte. A volte banalizziamo alcune frasi che sono entrate nel linguaggio comune, fino a non capirne la reale portata.
Ciò che chiamiamo nazionalità è un esempio del fatto che la vita è una questione di scelte. La nazionalità ha un carattere legale: uno è cittadino italiano perché ha dei requisiti tali per cui un funzionario pubblico possa certificare o scrivere su un passaporto: il tal dei tali è cittadino italiano.
Durante il mio recente viaggio in Argentina, ad un tassista che ricordava di avere il nonno italiano, ho chiesto se si sentiva italiano. Mi ha risposto che no, si sentiva ed era argentino e, come milioni di altri in quella terra, aveva i nonni italiani ed era cittadino argentino.
Una cameriera invece mi diceva di avere un nonno tedesco ed uno italiano e che lei si sentiva e voleva essere italiana. Ed avendo saputo che poteva ottenere la cittadinanza italiana, aveva iniziato a sbrigare le pratiche.
È stato in quel momento che ho pensato: ma è come la vita psichica! Uno si iscrive alla nazione della pazzia, un altro vuole iscriversi ad un’altra nazione. Ed infine ancora, uno preferisce dichiararsi apolide.
La vita è una questione di scelte: ci si iscrive al partito dei fobici, degli insonni, dei violenti. E ci si cancella. A volte non da soli, ma da sé.
Partiti, nazioni, associazioni: tutte metafore del carattere connesso alla scelta del soggetto.

E questo da sé, benché non da soli è ciò che sulla scorta di Freud chiamo psicoanalisi.
Ora qualcuno potrebbe chiedermi: “Ma perché dice chiamo? La psicoanalisi non esisteva prima di lei?”
Rispondo semplicemente ed ancora che è una questione di scelte. Ho scelto questa strada, nell’infinito mondo che in un centinaio di anni si è creato intorno alla parola psicoanalisi. Non sto a dilungarmi su questo infinito mondo. Dico solo, in contrapposizione non con tutti, che ho privilegiato la strada in cui si considera la possibilità che l’individuo ce la faccia da sé e da solo. Se afferma di non farcela da solo, ci spieghi anche il perché. Dai ricordi intorno a questo perché nascerà la strada perché ritrovi (ri-trovi significa che l’aveva già trovata) la strada.

Benvenuti in Galleria! da Francesca Boragno

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29 Maggio… Il “Bureau d’echange de maux”

Il ricordo, una benedizione!

- Lord Dunsany -

Martedí 29 Maggio 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Un soggetto qualsiasi racconta in prima persona di aver scambiato un modesto disturbo con uno più grave. Ricorda come ha fatto, dove e con chi. Ma non riesce a ritrovare il posto in cui lo scambio può avvenire.

Che cosa ha a che vedere con la nostra vita psichica? Ovvero: è possibile una scelta di cui si ricordino i dettagli, senza riuscire a reperire la possibilità di modificare la scelta? Ed ancora: è possibile un lavoro per ritrovare il perduto posto delle scelte? Sarà il tema della serata del 29 maggio.

24 Aprile… Il piccolo assassino

La maledizione allucinante

- Ray Douglas Bradbury -

Martedí 24 Aprile 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Nel proprio figlioletto appena nato, una madre vede uno sguardo maligno. Si rivolge ad un medico che tiene sotto controllo la situazione. In una successione allucinante muoiono il padre e la madre, allora il medico si incarica di sopprimere il bambino.

Che cosa ha a che vedere con la nostra vita psichica? Sarà il tema della serata del 24 aprile, non senza una piccola anticipazione: in che modo la psicologia e la medicina potrebbero incaricarsi impropriamente di sopprimere la nostra vita psichica?

28 Marzo… Edipo, lo zoppo!

Il Potere della maledizione
- Sofocle -

Mercoledí 28 Marzo 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Edipo è il soggetto di una storia di maledizioni. Appena nato, l’oracolo prevede che ucciderà il padre e sposerà la madre. Finito fortunosamente a Corinto, lontano dai genitori, l’oracolo prevede ancora lo stesso futuro. Fuggito da Corinto per evitare l’infame destino, finisce per uccidere un uomo del quale non sa che è suo padre e per sposare una regina non sapendo che si tratta di sua madre.

Che cosa ha a che vedere con la nostra vita psichica? Sarà il tema della serata del 28 marzo.

Il video delle istruzioni per lo streaming

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Istruzioni per seguire gli eventi in streaming!

A brevissimo ripartirà il quarto giro di “Riflessioni a ruota Libera“! La grande novità di quest’anno?
La possibilità di seguire gli eventi in diretta dal vostro computer. Potrete anche commentare e postare domande in tempo reale dalla chat. Ovviamente la vostra presenza in galleria sarà graditissima!
Trasmetteremo da Facebook, dal canale di Livestream e anche dal direttamente dal sito, quindi siete liberissimi di scegliere il canale che maggiormente preferite.
Ecco alcune brevi istruzioni per capire come sintonizzarsi sui nostri canali. Non spaventatevi se il testo è lungo. È realmente più semplice a farsi che non a dirsi!

Sintonizzatevi sul sito www.riflessioniaruotalibera.it qualche minuto prima dell’inizio dell’evento. In homepage troverete un grosso blocco azzurro, proprio nella parte alta della pagina. sulla destra troverete tre grossi fumetti , ciascuno dei quali contiene un link per accedere a uno dei nostri canali.

Li riporto qui
CANALE FACEBOOK
http://www.facebook.com/riflessioni.a.ruota.libera/app_142371818162

CANALE LIVESTREAM
http://www.livestream.com/Riflessioni_a_Ruota_Libera

CANALE SUL  NOSTRO OFFICIAL WEB SITE

http://www.riflessioniaruotalibera.it/eventi-in-streaming/

Scegliete uno dei tre link. In qualsiasi caso vi troverete in una pagina  con un blocco video nella parte alta. Se non stiamo ancora registrando dal vivo la trasmissione. troverete la scritta OFFLINE. Ma non perdete le speranze, sicuramente le trasmissioni avranno inizio nel giro di qualche minuto. In quel caso vedrete la trasmissione cominciare automaticamente. Per qualsiasi dubbio controllate se viene fornita qualche indicazione nella chat (a fianco sulla destra o poco sotto, a seconda del canale a cui siete collegati) . E per qualsiasi dubbio, fate la vostra domanda direttamente dalla chat.

COME UTILIZZARE LA CHAT SU FACEBOOK
Collegatevi con il vostro account (se non siete ancora collegati)  e cliccate sul pulsante Rosso “CHECK IN & CHAT” – Facebook vi chiederà se volete invitare i vostri amici, che sono ovviamente i benvenuti!
Ora potete partecipare mediante chat alla discussione.

COME UTILIZZARE LA CHAT SU LIVESTREAM
Su livestream la chat è posizionata a destra del video. in alto troverete tre TAB. Scegliete con quale account preferite chattare.
Con Facebook (chat di default), la prassi è identica a quella precedentemente spiegata, anche se rimarrete fisicamente sul portale Livestream.
Se cliccate sulla tab “Livestream” potrete chattare dal vostro account di livestream oppure, se non ne possedete uno, potete semplicemente scegliere un nickname e iniziare a scrivere. (Ovviamente potete anche creare un account nuovo, logoravi e postare)
Andando sul tab di “Twitter” cliccate sul bottone azzurro “start chatting” e seguite le istruzioni passo passo per consentire a livestream di utilizzare il vostro account Twitter per la chat.

COME UTILIZZARE LA CHAT SUL NOSTRO SITO
Anche sul nostro sito la chat è posizionata sulla destra. Inserite un nickname e iniziate a chattare! (in alternativa collegatevi con il vostro account Livestream)

Per qualsiasi dubbio contattateci a info@riflessioniaruotalibera.it
A breve sarà disponibile anche un video che vi mostrerà passo passo come fare!

La storia di Edipo si ripete

È una suggestione letteraria, come sempre negli incontri di A ruota libera, ma è una buona suggestione, per questo motivo la ripropongo nel sito.

La vicenda di Edipo comincia alla sua nascita, quando l’oracolo prevede che il bambino ucciderà il padre e sposerà la madre. Questo tipo di previsione tende ad avverarsi da sé, in mancanza di un giudizio che la neghi. Il padre di Edipo, Laio, non solo manca di dare questo giudizio, ma anche cerca di fare morire il figlio, senza riuscirci. Anche Edipo mancherà questo giudizio.

Nel romanzo La zia marchesa di Simonetta Agnello Hornby, un barone si dimostra geloso del rapporto tra il proprio figlio e sua madre. Cito:

“Ma al baronello questa cuntintizza non piaceva. Tutta per lui la voleva, la sua baronessa, era geloso. Persino di suo figlio innocente era geloso, del sangue suo, e glielo allontanava, ora con una scusa ora con un’altra.”

Non proseguo con nessuna delle due storie, noto solo che l’autrice ha saputo ripresentare il travaglio del bambino quando il suo pensiero ha trovato un inciampo. Con una piccola aggiunta: a raccontare il fatto pone una stiratrice pressoché ignorante. Prendo questo come significativo del fatto che per descrivere come la matassa si imbrogli non occorra una grande mente, basta una persona che abbia gli occhi per guardare e le orecchie per sentire.

Nella psicologia contemporanea c’è un riduzionismo della persona alla sua descrizione: esistono categorie scientifiche che descrivono una persona al di là delle sue intenzioni.

Asserisco invece che esistono le intenzioni della persona il cui pensiero può essere talmente offeso da far risultare difficile allo stesso padrone riconoscere le proprie intenzioni.

Una migliore psicologia crea una migliore politica.

C’è una maledetta banalizzazione del pensiero nella nostra vita politica, frutto di una banalizzazione psicologica. Non solo i giovani non trovano lavoro, sono costretti a tentare la via dell’emigrazione e devono anche sentirsi anche umiliati.
Padoa Schioppa, (ministro della nostra Repubblica) li chiamò bamboccioni, un altra dichiara che sono legati al posto fisso vicino a mamma e papà.
Vedo che i fatti stanno in modo diverso: non trovano lavoro né vicino ai genitori, né lontano. In Italia non c’è lavoro. Se trovano qualcosa, lavorano con ritenuta d’acconto e con l’obbligo di versare il 23% di IRPEF ed il 27% all’INPS, con la prospettiva di dover versare in acconto ad entrambi il 90% per l’anno successivo, anche se non dovessero proseguire il lavoro. Salvo i giovani che riescono a stare nel regime agevolato, in questo caso per l’IRPEF pagano solo il 20%.
Per l’IRPEF potrebbero, è vero, dopo il 60% del primo acconto, non versare il resto. Per l’INPS verseranno tutto. Per dirla in breve, mettiamo caso che nel 2011 abbiano guadagnato qualche migliaio di euro, ne verseranno più del 70% in tasse e previdenza obbligatoria.
E per di più, un presidente del consiglio ha dichiarato ad una ragazza che potrebbe cercare di sposare suo figlio.
Avrebbe dato lo stesso consiglio ad un ragazzo nei confronti di sua figlia?
o troverebbe questo secondo caso disdicevole?
Un altro presidente del consiglio trova che il posto fisso sia noioso.
Non è che ha avuto la nomina a senatore a vita
per evitare di non avere nulla in mano
dopo l’esperienza di governo?
Penso a una coppia di amici, adesso all’estero a tentare di trovare da vivere e da sopravvivere. Di lui so che ha lavorato un anno a 400 euro al mese per l’amministrazione di un comune, pagandone 350 di affitto. Tornava dai genitori sabato e domenica per qualche altro lavoretto che gli permetteva di raggranellare qualcosa.
Di lei so che lavorava in nero a 5 euro l’ora, quando trovava da lavorare.
Sento anche dire che è peccato non pagare le tasse e lavorare in nero.
Alla fine, si sono stufati!
La mia simpatia a questi due giovani coraggiosi e a tanti come loro che non si piegano alle asperità della vita. Ed è un danno per tutti perché produrranno reddito per un’altra nazione e non faranno aumentare il PIL dell’Italia.
Ma non si possono banalizzare, come non si possono banalizzare le tre storie letterarie su cui mi soffermerò
il 28 marzo, mercoledì
il 24 aprile, martedì
il 29 maggio, martedì.
Presto notizie più precise, adesso valga per una ripresa dei contatti.
La banalizzazione politica è corrispettiva a quella psicologica:
Lei ha un complesso di Edipo non risolto,
è un bamboccione, attaccato ai suoi genitori
legato al noioso posto fisso.
E invece le cose sono diverse, a favore delle persone e per il loro beneficio.