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Un commento

Ricevo e pubblico volentieri questo commento alla serata del 30 novembre:
Meditando sul racconto mitologico di Narciso e riflettendo sul significato delle parole profetiche di Tiresia, rivolte alla madre di Narciso: “…morirà quando conoscerà se stesso…”, ho riscontrato nel personaggio e nella sua storia un perfetto modello psicoanalitico dell’individuo affetto da nevrosi. Quante volte queste persone riescono a convivere con quella che dal di fuori viene semplicemente definita “stranezza”. Questi individui possono per tanto tempo non avere consapevolezza del proprio problema, ovvero di quanto si celi dentro se stessi. Così come un congegno che non lascia scoprire il suo “difetto di fabbrica”, finché non viene sottoposto a una severa prova di collaudo, quella per la quale può solo resistere o rompersi, similmente l’individuo portatore di un errore psichico latente, prende consapevolezza del proprio problema invalidante, solo nel momento in cui affronta una prova impegnativa della propria vita. Quella descritta nel mito come “morte di Narciso”, nel modello reale si può interpretare come “profonda crisi”, conoscenza di se stesso e del proprio limite.

Saro Torrisi, www.sarotorrisi.it

Tre immagini di persone

Perché Tiresia è cieco? Perché vedendo il futuro, non guarda il presente. Perché la ninfa Eco non può parlare? Perché nella parola ha espresso di riflettere il godimento degli altri. Perché Narciso non può che andare al fondo del proprio essere? Perché non ha voluto conoscere nient’altro che se stesso.
Tre persone prive di qualsiasi altra vita psichica: immagine del futuro, immagine visiva, immagine sonora. O meglio: riflessi.
Come in una vecchia pubblicità con Vittorio Gassman che diceva ad uno specchio: tu non pensi, rifletti.

30 Novembre: Quel povero diavolo di Narciso

Riflessioni a ruota libera

Non può che andare a fondo

Quel povero diavolo di Narciso

Mercoledì 30 Novembre 2011 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

28 Novembre 2012… Psicoanalisi, punto e a capo

L’analisi laica
- Sigmund Freud -

Mercoledì 28 Novembre 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Non in grado di intendere e di volere

Amore e Psiche - Canova


A commento della serata di ieri faccio parlare la traduzione di Apuleio:

…

Psiche, rimasta sola
- se non che, tormentata dalle Furie nemiche, proprio sola non era -
ondeggia in balìa del dolore come un mare in tempesta:
sebbene il piano sia stabilito e il suo animo determinato,
tuttavia, quando si trova sul punto di metter mano all’azione,
esita, ancora incerta sul da farsi,
ed è dilaniata dai mille sentimenti diversi
che la sua infelice situazione le suscita.

Fino ad un attimo prima, Psiche era felice, adesso è come se un pensiero, a lei estraneo, fosse entrato nella sua testa e si muovesse e la facesse muovere e agire, per un impulso proprio, non più dipendente da Psiche stessa.
Da Omero in poi abbiamo visto attribuire questa spinta all’azione alle Furie, così fa Apuleio, solo che quest’ultimo mostra il passaggio in cui Psiche lascia perdere il controllo di sé e si accinge a diventare preda delle idee delle sorelle. Ciò che gli altri chiamano “Furie”.
È la condizione che definisco dello spodestarsi, quella che può essere individuata nella nevrosi e nella psicosi, e ancora quella che la legislazione attuale definisce
non in grado di intendere e di volere.
Si giunge al punto di non essere padroni di sé, in tutto o in parte, cominciando gradualmente ad escludersi come soggetti dalla propria soggettività.

La mia anima, il deserto, Cartagine

La mia anima, il deserto, Cartagine

Un libro di Letizia Laria

La mia anima, il deserto, Cartagine

L’Autrice si racconta al pubblico

Sabato 19 novembre 2011 ore 17.00

Libreria Boragno, via Milano 4 – Busto Arsizio (VA)

Interviene Carmelo Corrado Occhipinti

Natalie è una donna che ha dedicato la vita alla carriera, trascurando la sfera sentimentale, anche a causa di un’educazione piuttosto rigida. Cerca aiuto in analisi, strada dolorosa che la porta a sviscerare, nei meandri dell’inconscio, cassetti della memoria che sperava di aver chiuso per sempre. Ma sarà l’Africa, il deserto, a permettere una sua completa rinascita spirituale. Il viaggio non solo come momento di incontro con altre culture e persone, ma anche come metafora di un percorso interiore di riscoperta e riappropriazione della propria identità smarrita. Con una penna che si diverte a saltare dall’interno all’esterno dei protagonisti, l’autrice dipinge l’affresco dell’anima di una donna controversa, complicata, eppure tremendamente “viva e unica”, che ritrova l’amore.

Il libro si può ordinare
• Direttamente dal bookstore del sito www.gruppoalbatrosilfilo.it
• Telefonicamente o via fax ai seguenti numeri: 0761/1763012 – 0761/019933
• In tutte le librerie online
• Per le librerie: le nostre edizioni sono distribuite da PDE

Una sbirciatina

Una sbirciatina su mercoledì,

chiacchierando di Marzia, Catone, Dante e Beatrice…

Mercoledì 28 Settembre

26 Ottobre: Senza Eros, Psiche è smarrita

Riflessioni a ruota libera

Non c’è pensiero senza amore

Senza Eros Psiche è smarrita


Mercoledì 26 Ottobre 2011 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

28 Settembre: …Li occhi casti di Marzia Tua…

Li occhi di Marzia tua

In amore peccato e perdono.

In amore perdono e peccato

Mercoledì 28 Settembre 2011 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Scoprire se stessi partendo dalla letteratura

Riflessioni a ruota libera

Riportiamo l’articolo da Varese News

Si rinnova anche per la nuova stagione, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, l’appuntamento alla Galleria Boragno di Busto Arsizio con il ciclo di incontri “Riflessioni a ruota libera”, le serate di conversazione guidate dallo psicoanalista Carmelo Corrado Occhipinti, pronto a confrontarsi con il pubblico sulle tematiche più universali ma anche sui misteri della mente umana.

La formula, ormai collaudata, prevede che la discussione prenda il via da uno spunto letterario fornito da celebri autori del passato e del presente: da questo autorevole “incipit” si parte per affrontare di volta in volta argomenti diversi, uniti da un filo conduttore che, per questo nuovo ciclo, è il tema dell’amore, per gli altri, per se stessi e per il mondo. Come sempre, gli incontri prevedono la libera partecipazione di tutti i presenti, secondo il fortunato slogan “ognuno porta qualcosa”: non c’è quindi un rapporto tra presentatore e spettatori, né tra docente e alunni, ma neppure tra psicoanalista e pazienti, anche se l’idea di conversare “a ruota libera” nasce appunto dai fondamenti di questa disciplina.

Il programma degli incontri prevede per mercoledì 28 settembre alle 21 la serata dedicata al tema “In amore, peccato e perdono”, introdotta dalla citazione dantesca “…li occhi casti di Marzia tua…”. La serie continuerà poi mercoledì 26 ottobre con un incontro incentrato sul rapporto tra pensiero e amore: “Senza Eros, Psiche è smarrita”, la rivisitazione collettiva di un topos della mitologia classica. Lo stesso si può dire per il terzo e ultimo incontro, in calendario mercoledì 30 novembre: “Quel povero diavolo di Narciso”, una riflessione sull’amore per se stessi che può spingersi fino alla patologia.

Eugenio Peralta