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Barbarie e progresso

Prendo a prestito da Freud una buona osservazione:
“L’epoca in cui viviamo è davvero singolare. Ci rendiamo conto con sorpresa che il progresso ha stretto alleanza con la barbarie.

Tutti fratelli: una provocazione ariana e siciliana

Quando due Siciliani si incontrano, anche se non si sono mai conosciuti prima, si riconoscono figli della medesima patria e partner della stessa cultura. Insomma è una festa.
Pur sapendo che in fondo tutti gli uomini, donne comprese, siamo tutti fratelli.
Tranne i Siciliani col resto del mondo e soprattutto i Siciliani tra di noi.
Se volete, può valere per tutti.

Nostalgia

Aggiungo un piccolo commento come ringraziamento per la serata del 30 marzo a quanti hanno voluto onorarmi con la loro partecipazione e a coloro che non hanno potuto e mi hanno contattato personalmente.
“La nostalgia è un’emozione che non frequento molto …” (Né qui né altrove, pag 41)
Trovo suggestivo che Carofiglio ci offra una prospettiva di libertà: la nostalgia, ovvero il dolore del ricordo, è un’emozione di cui si può scegliere quanto e come frequentarla. Preferisco la parola affetto, che indica l’orientamento del pensiero a produrre quella che Carofiglio chiama emozione. Ma in ogni caso l’Autore ha aperto la prospettiva alla padronanza di sé. Osservo che chiamare l’angoscia affetto del pensiero significa mettersi nella prospettiva di padroneggiarla. Dico padroneggiarla e non di liberarsene perché osservo nell’angoscia la stessa funzione della spia della benzina. Il nostro pensiero segnala alla nostra attenzione la presenza di un problema. Solo nel caso in cui il pensiero segnala sempre una soluzione come problema abbiamo l’angoscia patologica.

Non sono la mia diagnosi

“Non sono il mio personaggio” equivale a “Non sono la mia diagnosi”. Avrò pure un sintomo nevrotico, isterico, paranoico; sarò pure affetto da nevrosi, isteria, paranoia; ma non sono, e nessuno lo è, isterico, nevrotico, paranoico. E’ paradossale che la psicologia critichi la medicina per l’identificazione del malato con la sua malattia (la polmonite del terzo letto) e non si accorga dell’identificazione del soggetto con una sua eventuale sofferenza (evito il concetto e la pratica di patologia).
A mercoledì 30 marzo

30 Marzo: “Non sono il mio personaggio come crede Tex Willer”

30 Marzo: Gianrico Carofiglio

30 Marzo: Gianrico Carofiglio

30 Marzo 2011 ore 21:00

Galleria Boragno

via Milano, 4 – Busto Arsizio – 0331.635753

“Non sono il mio personaggio come crede Tex Willer”

Il pensiero scioglie il nodo scorsoio

(Personaggio a chi?)


Il nodo scorsoio al collo soffoca, strangola, uccide. Il pensiero, prima del corpo. Se fossimo il personaggio di noi stessi, non avremmo libertà come personaggi, bensì come autori. Il che è già un progresso e una via di uscita.
Osservo, e non per inciso, che nell’anoressia il pensiero muore col corpo ancora in vita, al punto da non accorgersi che si sta morendo, che il corpo non è grasso, che il seno è scomparso. Per tornare a mangiare, occorre allentare il nodo scorsoio.
Una serata particolare: porterò una portata solida e una liquida, nel caso ancora qualcuno non avesse allentato bene il nodo scorsoio. Ma vale anche per me, mi sembrava di averlo slegato del tutto e invece mi accorgo che non inghiotto bene.
Siete invitati a portare anche voi qualcosa di solido e qualcosa di liquido, innanzi tutto per me che non so se farò in tempo a slegare il mio nodo scorsoio.
E ancora, tutta roba fresca, che non vada a male, ovvero: niente pezzi falsi. Così, se non riesco ad inghiottire, me lo conservo e lo mangio dopo.

Riflessioni a ruota libera… Secondo giro!

A ruota libera - Locandina

Riflessioni a ruota libera, secondo giro - Locandina

L’errore di cui mi occupo in queste tre serate, e nel mio lavoro, non è l’errore di una eventuale conclusione, ma quello di aver omesso una questione che era lì a fare da scandalo.

Uso la parola scandalo nel senso di inciampo. Nella nostra particolare e soggettiva vicissitudine siamo inciampati, come tutti, come sempre. E abbiamo fatto finta di niente, abbiamo omesso di guardare ciò in cui eravamo inciampati.

• Gianrico Carofiglio ci offre l’esempio di se stesso che torna a vedere ciò che potrebbe ancora fare inciampo alla sua vita, ed esattamente questa domanda: “Ma non sarai il personaggio della tua invenzione?”
• Umberto Eco affronta la storia degli imbrogli sulla razza creati da un falsario che tuttavia pone il concetto di razza come una questione di identificazione. Noto che Freud ha dovuto affrontare la stessa questione per la razza ebraica.
• Se proviamo a corrompere la Bibbia, scopriamo l’origine (e non il peccato originale, non faccio un discorso religioso, né antireligioso; … volendo, perché no?) dell’omissione delle questioni. Adamo ed Eva, che avevano la scienza infusa, non si chiesero che cosa ne sapeva il serpente del bene e del male.

Personaggio a chi?

Trovo notevole che Gianrico Carofiglio si faccia dire da Tex Willer di essere anche lui un personaggio e che si difenda da questa accusa.
Sappiamo già tutti de Il treno ha fischiato di Luigi Pirandello che immagina un impiegato la cui vita succube viene stravolta dall’udire il fischio di un treno. L’impiegato si ribella, pur in una forma che sembra pazzia. Pazzia dalla quale l’io narrante è sicuro che rientrerà. Ovvero, di fronte all’inibizione, due possibilità: sottomissione, o follia.
Noto che Freud crea una alternativa: la guarigione, come contrapposizione a tre altre possibilitĂ .
1)Il soggetto (Freud dice l’Io) contro se stesso: la nevrosi.
2)Il soggetto contro il mondo: la follia.
3)Il soggetto contro l’oggetto: la perversione.
Carofiglio sembra percorrere la strada alternativa di Freud rispetto alle tre: il soggetto si difende dall’accusa di essere un personaggio. Come se dicesse:
“Caro Tex Willer, personaggio delle mie letture e termine della mia identificazione puberale, è vero sono stato e sono il frutto dei miei pensieri da bambino e da ragazzo, e perciò personaggio di me stesso. Ma adesso sto recuperando tutto quello che ho pensato di me e lo sto portando a conclusione. Perciò, carissimo Tex, rimani nelle strisce dei fumetti, perché io mi avventuro nella vita. … ah grazie del suggerimento di guardare nello spazio vuoto tra due vignette!”
P.S. Di presenza, lo prometto, svolgerò meglio il discorso, anche scherzandoci sopra.
P.P.S. Devo un grazie particolare a Romano Khan, per la nostra conversazione di stamattina. In una battuta, con il richiamo a Sartre, mi ha dato modo di precisare meglio quello che venivo elaborando.

Lutto e melanconia

… arriflittì che veramenti stava rispettanno un lutto.
Quello della so vita persa, spardata senza sapiri né come né perché. (Andrea Camilleri, Gran Circo Taddei …,pag. 236)
In una sola frase è contenuta un’alternativa per contrapposizione ad un’altra frase. O siamo personaggi di un romanzo non scritto da noi, marionette in un cielo di carta, o soggetti attivi che, in mancanza di iniziativa (ovvero: inibizione del pensiero), possiamo almeno giungere alla conclusione di avere sprecato la vita, senza sapere come è perché. Beninteso, avendo invece chiarissimo il come ed il perché.
E ancora, è una frase che ripropone la precisa distinzione tra lutto e melanconia, essendo il lutto un’esperienza dolorosa del pensiero normale mentre la melanconia è il godimento perverso di un pensiero che mantiene la propria inibizione.
Ed infine: nel lutto non c’è niente da elaborare, nella melanconia c’è da riprendere il pensiero della possibile soddisfazione.
Appuntamento al 30 marzo per il seguito.
Carmelo Corrado Occhipinti

Prossimi eventi

Per cominciare, c’è una certa Lucia, personaggio principale di un romanzetto dove si parla di promessi sposi, che si lamenta, nel dare l’addio a certi monti, di aver perso la possibilità che l’amore le venisse comandato, lei che passava davanti alla casa di Renzo non senza rossore. Ecco detto, ci occuperemo del soggetto che arrossisce e anche di quello che vuole l’amore comandato.

Vicino alla greppia

Vicino alla greppia

la sola betulla

dai rami spogli.

Dispersi i pastori,

i Magi

non percorrono

i minacciati

sentieri.

Sul gelo sanguinante

una lontana stella

indica ancora

il cammino.

Carmelo Corrado Occhipinti


Auguri di Buon Natale