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Figli! o Del Vantaggio di essere genitori

Il mio amico e collega Luigi Campagner ha raccolto in un volume una serie di episodi (frasi, botte e risposte), riflessioni e commenti intorno ai rapporti tra genitori e figli.
In psicoanalisi spesso ci troviamo a cogliere il nesso che si è stabilito nel pensiero di una persona, tra un fatto avvenuto da bambini e una abitudine da adulti. Raramente abbiamo la possibilità di collegare queste relazioni tra di loro.
Luigi Campagner ha il grande merito, tra gli altri, di aver reso organici i racconti di molte persone connettendoli fra loro e alla mitologia, ai racconti popolari, alle favole, ai fumetti, all’arte.
Un lavoro perciò più che clinico perché le singole spiegazioni portano ad una conclusione generale che è annunciata dal titolo: essere genitori è un vantaggio.
Sarà perciò con vero piacere che mi intratterrò con lui Sabato 18 ottobre alle 17 presso la galleria Boragno in una conversazione quasi da salotto, ed è a questa conversazione che vi invito come premessa al prossimo programma di incontri. (Seguiranno indicazioni più precise).

Il fiore dei pensieri

Matura
oggi
il fiore
dei tuoi
pensieri,
Vincenzo
nostro
diletto,
con Maria Teresa,
in questo giorno
di inizio
delle vostre
nozze.

Benvenuta
tra noi:
lieta vai
verso il sole,
dopo il bacio
della luna
nella tenera
notte.

Attimo
infinito
di eterno
che brilla
nel profondo
cielo,
mentre
le comete
vi corteggiano
e l’ineffabile
dolcezza
si spande
a voi intorno:

una leggera
pioggia
sull’erba,
un gabbiano
sulle onde,
una girandola
di fiori,

e voi due
in mezzo
alla dolce
armonia
di affetti.
Ragusa, 2 ottobre 2014

Verso nuovi orizzonti

L’armonia che oggi mi pervade l’animo,
mia dolce Chiara,
avvia a conclusione
il tratto fin qui percorso, per aprirne,
al tuo seguito, uno nuovo e più bello.

Di noi stessi, tuoi genitori, è ancora piena
la nostra vita; mai fummo nido,
eravamo casa, camera, ove c’era il tuo
letto di solitudine che preparava
la strada a questa compagnia;
eravamo e siamo talamo,
quel talamo da cui veniamo tutti.

I giorni fin qui trascorsi con te sono stati
avvincenti e non saranno più.
Con te guardiamo oltre, laggiù verso nuovi
orizzonti, con diverse mete del cui genere
nel nostro pensiero era il desiderio.

Andiamo già da un pezzo
ciascuno per diverse strade,
ora convergenti, ora divergenti,
più larghe, più belle,
rosee nella luce del mattino.

Ho coltivato il tuo pensiero e
la tua libertà con un affetto intensissimo
e attento. Ed oggi tu, mia diletta figlia,
e tutti sanno quanto diletta,
sposa sei di Mauro,
che figlio m’è divenuto.

Benvenuto Mauro fra noi.
Scendono da lontani monti, e da
remote pianure antenati tuoi e nostri
e oggi in voi si uniscono
per un miglior futuro
di tutti,
perché una nuova coppia è
per ciascuno una benedizione.

Nei vostri occhi leggo, e non solo io,
il sereno giudizio e la giusta determinazione
di affrontare la vita per essere soddisfatti
insieme.

Scrutando il cielo

Forse stavi solo scrutando il cielo,
quando ascoltavi il palpito del tuo cuore.

Come un ladro
che riesce ad arrivare alla sala più intima di una casa,
al luogo dove è raccolto e custodito il bene di una vita,
così per vie oscure e passaggi inconsueti
a volte
si ha la fortuna di giungere a stupirsi della luce
riflessa nel liquido specchio di una lacrima
che si gonfia, trattenuta,
prima di liberarsi
in uno scorrere lento.

Essenza dell’umano sentire.

Luisa Ravezzani

Raggio di luce

Storia senza
anima, dove stanno
immoti,
freddi
cuori umani,
in deserte paludi,
al giunger dell’amore
che nel suo infinito
raggio di luce,
sciogliendo
le nubi,
unisce,
in un istante,
passato e futuro
dell’universo.

La ricerca della felicità

Sono debitore di questa osservazione ad un giovanissimo amico che da poco frequenta il mio studio:
“La vita è una perenne ricerca della felicità … non posso limitare l’idea della mia guarigione al fatto di aver trovato la felicità, per considerarmi guarito basta aver ripreso la ricerca, come in effetti ho cominciato a fare da quando ho cominciato a venire qui. Adesso mi serve solo togliere di mezzo tutti gli ostacoli per fare bene la mia ricerca.”
Non trovo di meglio, per commentare, che dare seguito con un mio scritto di alcuni anni fa

Sogno
Nelle notti, come quelle che adesso
scandiscono coi giorni il tempo estivo,
volentieri trovo nel dolce mondo
del sogno antiche e preziose immagini:

prati verdi con gialle margherite,
millenari cedri, ulivi e castagni,
e all’orizzonte il mare luccicante
tra montagne innevate e fertili colli.

Da quel sogno, in sostanza ricorrente,
ma sempre diverso nelle immagini,
comune a tanti, eppure così raro

nel vigile pensiero, da quel sogno
traggo una larga realtà di vita,
e un caro pensiero che sia di saluto.

Ripresa

Dal maltrattato vaso spuntano
viole e rose,
in terra dimenticate,
e ranuncoli.

Sui notturni vetri da tempo dura
l’infernale pioggia e scuote forte
i cipressi di tempestosa cura
e l’animo che già mi prese morte.

Da lungo tempo sui vetri notturni
pioggia bussi mentre leggero alito
di vento soffia sull’antico torpore.

Veglia nel corpo adulto
l’antico spirito infantile
e come erba boschiva
forte germoglia
nel freddo del mattino
dove attende il sole.

E le vibranti note
tornano a farmisi sentire.

Futuro memore

Futuro memore
germogliato
fiore.
Nelle siberiane
steppe e desolate,
tra umani accorrenti,
un seme,
da alcun tempo
impiantato,
sbocciò.

E furono
albe di rosei
azzurrini colori,
e furono tramonti
rossi e sere
di tenui
brillanti
tremule
stelle.

Il trascorso
tempo
appare
oggi
come inarrestabile
andaluso
cavallo
galoppante.

Pantani fangosi
e verdi praterie
tra rosse
esotiche
margherite
ha attraversato
per avviarsi
alle bianche
scogliere
dai flutti
tempestate.

Ma il vigore
attenuato
guadagna
in eleganza
E al pensiero
conduce
una inarrestabile
forza.

Sogno

La gazza al vento gracida lamento
invano e assordante sullo spinoso
rovo posto tra i campi di frumento
al fianco del vecchio castagno ombroso,

invece gli usignoli di mattina
intessono dolci amorosi canti
tra loro e alla nidiata piccina.
Scorre nel fiume il cuore degli amanti

verso le acque del placido mare
dove si placa l’irrompente ardire.
Tu donna sognata ti lasci amare

e sorprendenti versi mi fai dire
mentre affettuosa protendi le care
mani nel mio irruento fluire.

Cuore amante

Sull’estuario dei fiumi solitarie
ortiche, aspri rovi e ammassati
legni dalla inesausta corrente.

Le querce resistono millenarie
sulle pendici di colli inclinati
al lento fluire dell’acqua corrente.

E dalle stelle, fide luminarie,
raggi brillano sugli innamorati
umani dal cuor intrepido amante.