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Dal soggetto ai sistemi sociali

Le organizzazioni sociali, nell’essere costituite da una molteplicità di soggetti interagenti tra loro, hanno un sistema di pensieri del tutto analogo ai pensieri del singolo soggetto.

Anche in una organizzazione sociale (monastero, convento, partito politico, parlamento di una nazione, assemblea europea, americana) una buona idea può essere scartata. Il fatto è che, dal posto in cui manca, la buona idea continua ad essere alimentata e a lavorare; con la particolarità che un’idea lavorante dal posto dello scarto produce effetti disturbanti. Un esempio? La situazione politica attuale sia in generale che nei singoli partiti. Tutti.

Valga come nota di riferimento. Insormontabili difficoltà logistiche mi impediscono di proseguire con la cadenza abituale gli incontri. Al momento non posso ancora dire null’altro se non che di sicuro ci incontreremo in streaming non più tardi della seconda metà di maggio su

La monaca di Monza

tra finzione e realtà

due diversi quadri psicopatologici.

La voce del cuore – non in streaming…


Purtroppo non saremo in diretta streaming, ma speriamo di caricare il video dell’evento nei prossimi giorni.

La voce del cuore

Sabato 19 alle ore 17 a Ragusa presenterò il libro di poesie dell’amico Nino Molé. Non so ancora se riuscirò a trasmettere in diretta l’evento, di sicuro nei giorni successivi metterò on line la registrazione. Vi invito perciò a provare a collegarvi. Tra le ragioni di interesse, indico la seguente: Nino riflette a lungo, poi scrive di getto e non ricopia al computer, ma riscrive. Ne risulta una poesia fresca e originale nell’uso della lingua siciliana e nella semplice dinamica degli affetti evocati. Come al solito, se sarò on line, sarà possibile intervenire via chat. Se riuscirò a saperlo prima, invierò una mail di conferma della diretta.
Carmelo Corrado Occhipinti

Buon Anno!

Auguri…

Auguri!
Traggo profitto da alcuni versi del mio amico Angelo per l’augurio di buon anno ai followers di Riflessioni a ruota libera.

L’amore…
…sopprime
nel più profondo l’io
transustanzia
il noi in dio…

(Da Ispira, di Angelo Pluchino)

 

Alcune scuole psicoanalitiche (non importa se non vengono individuate, tanto è un luogo comune della non-cultura popolare) non sono state capaci di pensare l’amore per la paura dell’annullamento dell’io nel noi e conseguentemente tendono alla sua soppressione.
Ora è pur vero che la trasformazione dell’io in noi apre la strada al lutto dell’io venendo a mancare il tu del noi. Il venire a mancare del tu non è solo quello mortale, basta il mancare del tu nel rapporto. Questo noi che, come dice Angelo, diventa dio in cui l’io e il tu si transustanziano. Il fatto è, a mio avviso, che non c’è io senza un tu in cui realizzare il noi. Noi provvisori, come al bar per un caffè, o definitivi, permanenti e coinvolgenti, come in un rapporto di coppia; in questo caso l’io è esposto all’occasione luttuosa perché può mancare l’apporto del tu. Ma avere paura dell’occasione luttuosa è quantomeno espressione di pusillanimità.
Perciò, in questo 2013, e negli anni a seguire, buona transustanziazione a tutti: che ciascuno possa trovare un tu in cui sopprimere il proprio io per rivalutarlo come io di un tu. Osservo che la mia conclusione ricalca i versi finali di Angelo:

…reprimere
amor per pudore o ritrosia
nega
a troppi percorrer l’esaltante via.

Auguri di Buon Natale!

Scatti rubati alle serate…

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Mi sono avvalso…

Mi sono avvalso dei contributi …
… di Francesca Boragno, che mi ha supportato e incoraggiato offrendomi sostegno e ospitalità presso la Galleria Boragno;
… di Family Studio che ha generosamente prestato il materiale tecnico, la competenza e l’assistenza per lo streaming;
… di Altiplena che col caffè ci ha regalato un clima conviviale;
… di mia figlia Chiara che ha curato la regia, la grafica, il web.
So che non basta un grazie, ma trovo che è un buon modo per iniziare a riconoscere il debito. Assieme abbiamo contribuito a curare il pensiero nella sua libertà.

Un ringraziamento

Grazie, per averci seguito in streaming, per essere venuti di persona agli incontri nonostante la pioggia ed il vento. Il sentimento di gratitudine nasce dall’opportunità che ho avuto di ripensare ciò che avevo sviluppato, come si può vedere dalla valorizzazione che qui di seguito faccio di due domande.

Si può fare opera di prevenzione?

Nella seconda serata una persona mi ha chiesto se fosse possibile fare opera di prevenzione dei disturbi psichici. La risposta è stata che no, non è possibile.
Aggiungo adesso: si può tendere a che il bambino sviluppi il proprio pensiero con la massima libertà possibile; ciò non impedirà l’insorgenza di eventuali disturbi, ma ne attenuerà la possibilità.
Ad esempio un bambino confida un proprio sogno ai genitori e viene ridicolizzato, banalizzato per il contenuto manifesto del sogno. Da quel momento il bambino sarà indotto a trattenere il contenuto dei propri sogni, a non ricordarli neanche tra sé e sé.
L’indicazione e la risposta sono di valorizzare quanto più possibile il pensiero del bambino, compreso quello che si manifesta nel sogno. Ciò non impedisce alcuna imposizione di regole di buona educazione. Il fatto è che nella nostra opera di educazione, che necessariamente dobbiamo fare con i bambini, per un verso non ne coltiviamo la buona educazione, per l’altro ne banalizziamo il pensiero. Esattamente il contrario di quello che dovremmo fare.