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Con la psicoanalisi siamo ancora fermi a Freud?

Alla persona che me lo chiedeva risposi di avere l’impressione di¬†non essere ancora neanche a Freud.

Intendo adesso aggiungere questo: Freud ha avuto la fortuna di¬†osservare come un certo attacco isterico, molto comune ai suoi¬†tempi nella letteratura psichiatrica, rappresentasse un atto sessuale;¬†ed ha avuto la fortuna di osservare e di cercare nella sua vita come¬†fosse possibile passare dalla rappresentazione isterico-teatrale¬†dell’atto sessuale, alla soddisfazione sessuale.¬†In questa ricerca ha trovato che l’unica via percorribile era in una¬†pratica che lasciasse libert√† ai pensieri di fluire liberamente, e per¬†fare fluire liberamente il pensiero occorre fare nulla. Un nulla¬†intelligente che lasci appunto il pensiero libero di fluire, un nulla¬†intelligente che occorre fare.

La formulazione √® di un apparentemente logico impossibile che di¬†fatto e di logica √® possibile solo se si considera che c’√® un lavoro¬†gi√† attivo e incompleto da parte di un soggetto e che questo lavoro¬†pu√≤ completarsi solo se nessuno lo ostacola; si verifica a volte che¬†lo sforzo per favorire ad ogni costo, finisce per essere di ostacolo¬†perch√© suscita alla persona una violenta reazione.¬†L’analista viene pagato per non ostacolare questo lavoro, non¬†ostacolarlo neanche con l’idea di favorirlo.

√ą ridicolo pensare di poter cambiare il corso dei pensieri di una¬†persona, si possono cambiare le forzature, ma una forzatura vale¬†l’altra. √ą ridicolo, e volendo considerare adeguatamente, √® anche¬†una vera e propria allucinazione.

La mia risposta pi√Ļ completa √® perci√≤ che non siamo fermi a¬†Freud, ma abbiamo avuto la fortuna di osservare con lui che molta¬†gente sta correggendo l’idea di reprimere il proprio pensiero.

Gli offriamo l’opportunit√† di crearsi un’opportunit√†.

Anche qui, vale la stessa precisazione fatta per l’educazione del¬†bambino: il rispetto delle regole analitiche non comporta alcuna¬†oppressione del pensiero.

Ed in conclusione: non siamo per nulla fermi, meno che mai con Freud. Lavoriamo, a partire da Freud per valorizzare il pensiero.

Psicoanalisi, punto e a capo

Ho condotto le mie riflessioni in modo da mettere in evidenza che la serie dei disturbi di cui ci¬†occupiamo evidenzia un errore del pensiero: la repressione di una parte di se stesso. Mercoled√¨ sera¬†mostrer√≤ come all’errore repressivo occorra rispondere con la libert√† di pensare. Una libert√† che si¬†fa aiutare dai risultati della scienza medica e dalle conclusioni delle discipline morali, ma non se ne¬†fa condizionare.

Come promesso nella serata del 31 ottobre…

…. ecco il testo freudiano che non avevo inserito
“Premessa a un articolo di E. Pickwort Farrow (OSF, X, 327).
‚ÄúL’autore di questo articolo ‚Ķ non √® riuscito a trovare un accordo n√© con uno n√© con l’altro dei due analisti con cui ha cercato contatto a causa di una certa sua caparbiet√†. Egli si √® dedicato quindi alla coerente applicazione del procedimento dell’autoanalisi, di cui io stesso mi sono servito a suo tempo per analizzare i miei sogni. I risultati del suo lavoro meritano attenzione proprio per le particolari caratteristiche della sua personalit√† e della sua tecnica.‚ÄĚ

Conclusione della serata del 31 ottobre

L’inconscio √® quella buona idea che ci fa manifestare per cenni un pensero che si teneva represso. Ad arrecare danni alla vita psichica non √® la qualit√† del pensiero tenuto represso, ma il semplice fatto di tenerlo represso perch√© ci√≤ sancisce una separazione nella vita psicica.

Dolcetto, scherzetto o caffè?

Facciamo la festa ai fantasmi! ( e vi aspettiamo con un ottimo caffè biologico gentilmente offerto da Altiplena Рwww.altiplena.com)

La notte di Halloween?

Due argomentazioni …

… sosterranno la prossima serata del 31 ottobre.
La prima √® che nella vita psichica non avvengono fatti che non abbiano ragione di essere. Se la ragione non √® cosciente, come la ragione per la quale bevo un bicchiere d’acqua, allora ci sar√† una ragione inconscia.
Ovvero se non conosco la ragione per cui ho detto Roma per toma, questa ragione, benché al momento ignota, si troverà nel mio pensiero. Lo stesso vale per i sogni. Se non conosco quale desiderio mi abbia spinto a fare quel sogno, quel desiderio sarà nei miei pensieri inconsci.
La seconda argomentazione è che i sintomi seguono la stessa linea di sogni e lapsus.
Carmelo Corrado Occhipinti

Sono gi√† ragionevolmente sicuro di poter essere pi√Ļ chiaro in serata, ma ho voluto fare questo richiamo che potr√† sembrare oscuro per dare un altro invito. La serata del 31 ottobre √® dedicata alla festa dei fantasmi, la mia serata far√† la festa ai fantasmi: non c’√® niente nel nostro pensiero che non ci siamo messi in testa noi stessi, fantasmi compresi.

Uno dei miei pensieri non riposava

Tenevo nascosto uno dei miei pensieri, lo avevo riposto sotto una massa di cianfrusaglie e non riposava, ed io non riposavo con lui. Nessuno ha pensato il pensier mio, nessuno mi ha costretto a tenerlo nascosto, certo alcune circostanze mi hanno suggerito di non renderlo pubblico. Era un pensiero che sognavo di notte e che facevo uscire a prendere aria nei lapsus, ma non lo usavo bene. Adesso lo porto sempre con me.

31 Ottobre… L’inconscio, una buona idea

L'inconscio, una buona idea

Psicopatologia della vita quotidiana

- Sigmund Freud -

Teniamo riposte e represse nel nostro pensiero le migliori idee, ce le sogniamo di notte, ce le facciamo scappare nei lapsus.
Discorreremo su questo la sera di mercoledì 31.

Mercoledì 31 Ottobre 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Iniziamo con un buon caff√®…

Stasera Vi aspettiamo in Galleria Boragno! Inizieremo con un buon caffè biologico gentilmente offerto da Altiplena e poi.. via a spasso con Freud e Riflessioni a Ruota Libera!
Chi ben comincia…