Se la psicoanalisi fosse una zattera

Per costruire la zattera della psicoanalisi bisogna essere in due. Non è necessario nessun preconcetto, anzi meglio se non ce ne sono, per evitare che il peso la faccia affondare.

Ogni zattera che viene costruita è come se prima non fossero state mai costruite zattere in quanto, malgrado la ruvidezza dei materiali, bisogna starci comodi proprio quei due, fino ad arrivare all’isola di Psiche, navigando in mezzo ai flutti delle cattive interpretazioni.

Chiamaremo i due che si apprestano a costruire la zattera navigante e navigatore.

Navigante, perché si presume che abbia voglia di navigare.

Navigatore perché si presume che conosca l’oceano.

A forza di presumere si pecca di presunzione.

Ai naviganti dico, prima di cominciare a costruire la zattera:

“Smettetela di presumere che faccia tutto io. Qualcosa farò, ma non sempre quello che vi aspettate.”

(Se qualcuno si sentisse scoraggiato da questa frase, farebbe bene ad occuparsi del proprio scoraggiamento).

E poi aggiungo: “Tu, carissimo navigante, siediti a prua e guarda la rotta, io mi siedo a poppa e guarderò tutto quello che affiora da sotto la zattera, perché sarà da lì che affioreranno le onde che ti sarà utile prendere in considerazione.”

Se prima d’ora non siete mai andati verso Psiche è stato perché, tutte le volte che cominciavate a navigare, escludevate di considerare quello che affiorava da sotto la vostra bellissima nave. Ora siamo costretti a costruirci una zattera e pazienza! Ci daremo da fare per riparare la vostra nave e vi mostrerò che il tesoro si trova dove non pensate che sia.

N.B. Le metafore funzionano meglio delle cattive interpretazioni; queste ultime fanno incagliare la nave, la sbattono sugli scogli, la immobilizzano. Una metafora schiude l’orizzonte del possibile evocandolo.

Dietro i monti sorge il sole, lo intuiamo dal chiarore che illumina l’alba con il suo pallido rosa. Ben lo sapeva Dante, quando scriveva:

L’alba vinceva l’ora mattutina

che fuggia innanzi, sì che di lontano

conobbi il tremolar della marina.

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Da Umberto Eco, Il nome della rosa.

Capii che, quando non aveva una risposta, Guglielmo se ne proponeva molte e diversissime fra loro. Rimasi perplesso.

“Ma allora,” ardii commentare, “siete ancora lontano dalla soluzione…”

“Ci sono vicinissimo,” disse Guglielmo, “ma non so a quale.”

“Quindi non avete una sola risposta alle vostre domande?”

“Adso, se l’avessi insegnerei teologia a Parigi.”

“A Parigi hanno sempre la risposta vera?”

“Mai,” disse Guglielmo, “ma sono molto sicuri dei loro errori.”

“E voi,” dissi con infantile impertinenza, “non commettete mai errori?”

“Spesso,” rispose. “Ma invece di concepirne uno solo ne immagino molti, così non divento schiavo di nessuno.”

Dai sintomi depressivi deriva la depressione dalla depressione non nascono i depressi.

Una malattia è una categoria (un raccoglitore) in cui gli specialisti hanno catalogato le manifestazioni che vanno insieme per somiglianza, vicinanza o frequenza. Come a dire che mettiamo in una vaschetta tutti gli oggetti di colore rosso.

Possiamo discutere se un sintomo può stare in una classe. Ad esempio se la vaschetta è piccola, non possiamo metterci una autovettura, benché sia rossa. Allo stesso modo, il contenitore tracheite non contiene una broncopolmonite, benché anche la trachea possa essere infiammata.

Come i contenitori non creano gli oggetti, che infatti vi sono stati inseriti da altri, così le malattie psichiche non hanno un funzionamento a sé stante perché sono e rimangono maniere di raccogliere i disturbi. E quindi una malattia mentale non può operare per conto proprio.

Nella tracheite un batterio provoca l’infiammazione senza che noi lo vogliamo e un antibiotico ce ne libera. Nella psiche nessun agente esterno può provocare nulla, sono i nostri pensieri che vanno in una direzione piuttosto che un’altra. Cioè a dire, per quanto alcuni nostri disturbi possano essere sintetizzati in una parola, non esiste un oscuro demone che abbia preso il nostro controllo e non esiste alcuna forza esterna in grado di dominarci.

Ecco perché dalla depressione non nascono i depressi.

Il vero nodo dei disturbi psichici.

O siamo padroni di noi stessi e dei nostri disturbi o siamo vittime inconsapevoli. C’è almeno una terza strada.

Se siamo padroni di noi stessi, possiamo liberarci da soli dei nostri disturbi.

Se siamo vittime inconsapevoli, difficilmente riusciremo anche con l’aiuto di un altro.

La terza via: siamo padroni di casa e abbiamo perso le chiavi di qualche stanza che avevamo chiuso. Non la vediamo più perché è nascosta in mezzo a tanti oggetti che abbiamo lasciato in giro. La compagnia di un altro può essere utile. È il vero tema del libro: Il sintomo psichico è la soluzione, se d’Io vuole. Casa Editrice Albaccara.

Sulla depressione

Depressione è il nome della nostra tentazione, ovvero trasformare in malattia il desiderio di cambiare tutto o molto nella vita.
Il primo segno caratteristico della depressione è
il non pertinente giudizio negativo su se stessi.
Non pertinente perché non corrisponde ai dati di fatto oppure non conduce a prendere iniziative di miglioramento, di progresso, di correzione, ivi compresa la mancanza di considerazione delle prospettive. Si accompagnano: la tristezza, lo scoraggiamento, la perdita di interesse per le attività abituali, la mancanza di piacere.
In una sola espressione la persona è abitualmente vestita a lutto senza che sia morto nessuno.
La condizione di grande e immane tristezza, assieme all’errato giudizio negativo su se stessi, può essere dentro un più grave complesso di ideazione tendente al suicidio (progettato o solo immaginato).
Spesso nella vita sociale e nel lavoro si ha una evidente diminuzione delle performances.
La depressione può accompagnarsi:
- alla mancanza di energia, di forza e di volontà;
- ad una perdita o un aumento di peso, con o senza aumento/diminuzione di appetito e con o senza modifica della dieta abituale;
- all’insonnia o all’eccesso di sonno;
- alla difficoltà a pensare e a prendere decisioni;
- a sentimenti di colpa veri (rimorso) o presunti (senso di colpa).

 

Paolo Giomi, La caduta del cuore.

Raccogliamo i nostri affetti in una parte nascosta del pensiero. Li nutriamo e coltiviamo nei sogni notturni e in quelli ad occhi aperti. Da questo nascondiglio Paolo Giomi li lascia fluire in un pulviscolo di schegge che affascinano il lettore e lo conducono verso una vertiginosa caduta del cuore. Ma gli affetti, come se avessero una vita propria, si rialzano ed l’Autore prende in mano il proprio cuore e lo rende disponibile ad una nuova vita, ad una nuova delusione della parola ammore. All’orizzonte si profila, mescolata alle nebbie della vita, la possibilità di una soddisfazione permanentemente cercata. È un lavoro l’amore e non potrebbe essere diversamente. Una fatica del pensiero, una prospettiva appagante verso cui tendere ed andare. La musa è un boia sopraffino … ma non senti dolore. Il tossico è nelle parole e nei loro giochi, come l’eternità d’istante, dove il tempo non è tiranno e i sogni non sono fragili come il cristallo.

Somiglia alla mia, a quella di ogni lettore, l’esperienza descritta da Paolo. Ne comprendo gli affanni, le angustie, i crucci perché me li sono trascinati per anni, ma anche per me giusto il tempo di un semplice batter d’occhio.

Grazie Paolo per aver messo in rete quella parte di te stesso che ci accomuna all’esperienza universale del pathos che non è patologico: Cedimi una festa durante il nostro di quiete pallido momento. Ad essere ermetica non è solo la tua poesia, è tutto il tuo essere che pure si dipana tra le figure retoriche dove la vita si scioglie dalle angustie del presente.

Carmelo Corrado Occhipinti

Per ottenere l’e-book: Paolo Giomi. La caduta del cuore (Un’immodesta proposta) Polimnia Digital Editions. Edizione del Kindle. È offerto in maniera gratuita dall’Autore.

Eros, Psiche e Andy Capp – Galleria Boragno

EROS, PSICHE E ANDY CAPP – Busto Arsizio – Galleria Boragno

Il diavolo ignora la distinzione tra il bene e il male, tuttavia riesce a tentare Eva e l’umanità.
Il nostro pensiero annega nell’oceano delle cattive interpretazioni.
Un percorso di libertà soggettiva che parte dall’osservazione che le etichette sono sempre sbagliate per le persone e giunge alla possibilità di ritrovare il proprio tesoro nascosto.
Andy Capp è il personaggio di una striscia umoristica inglese. In Italiano Carlo e Alice.
Carlo è dissacrante, ubriacone, fonte di infelicità per se stesso e la moglie. Il suo nome inglese suona anche handicap. Da qui il dipanarsi del mio discorso.

Venerdì 13 Aprile ore 21.00
Persone, non etichette. Introduzione.

Nessuno può essere identificato psicologicamente in una diagnosi che semmai riguarda i propri atti.
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Venerdì 20 Aprile ore 21.00
Autismo, il nome di una questione.

Nel dibattito se l’autismo sia una patologia organica o psichica, si esclude la persona. La si designa peraltro con un’etichetta contraddittoria in se stessa, come scrivere su una bottiglia: Vino extravergine di oliva.
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Venerdì 11 Maggio ore 21.00
L’handicap di Psiche è la bellezza.

Eros e Psiche sono due personaggi di Apuleio ne L’asino d’oro. Un re che aveva tre figlie bellissime, la terza così bella che nessuno se la filava. Psiche, bella come una statua, alla fine diventa padrona di se stessa.
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Venerdì 18 Maggio ore 21.00
L’oceano delle cattive interpretazioni.

Il nostro pensiero è circondato dall’oceano delle cattive interpretazioni. Le abbiamo prese dagli altri e applicate a noi stessi.
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Venerdì 25 Maggio ore 21.00
L’isola del tesoro e Andy Capp.

Nell’oceano delle cattive interpretazioni c’è un’isola nella quale abbiamo nascosto il nostro tesoro.
Carlo della striscia umoristica (Andy Capp in lingua inglese) non va alla ricerca della propria isola del tesoro. Si è iscritto nella propria etichetta.

Metodo: Conversazioni.
Un intervento di circa di mezz’ora.
Una pausa di riflessione.
Interventi liberi.
Conclusione.
Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Il corso si terrà presso Galleria Boragno,
a Busto Arsizio in via Milano, 4.

Per informazioni e iscrizioni 348 5118087
È possibile iscriversi ai singoli eventi oppure a tutti gli incontri.

Programmi

Nell’oceano delle cattive interpretazioni annega il nostro pensiero. Dall’osservazione che le etichette sono sempre sbagliate per le persone, alla possibilità di rompere l’effetto Pigmalione nasce un percorso di libertà soggettiva.

L’effetto Pigmalione è quello per il quale le aspettative si realizzerebbero a prescindere dalla volontà delle persone.

Terrò a Ragusa il corso che compare nell’articolo “Eros, Psiche e Andy Capp”.

Ripeterò l’esperienza a Busto Arsizio.

Vi prego di comunicarmi il vostro interesse attraverso una telefonata al 348 5118087

Eros e Psiche sono due personaggi di Apuleio ne L’asino d’oro.

Un re che aveva tre figlie bellissime, la terza così bella che nessuno se la filava … tanto vale essere brutti.

Andy Capp è il personaggio di una striscia umoristica inglese. In Italiano Carlo e Alice. Carlo è dissacrante, ubriacone, fonte di infelicità per se stesso e la moglie. Il suo nome inglese suona handicap. Da qui il dipanarsi del mio discorso.

 

Carmelo Corrado Occhipinti

 

Eros, Psiche e Andy Capp

Il serpente non sapeva nulla del bene e del male.

Intorno alla Psicologia. Dibattito con curiosi interessati.

Persone, non etichette. Introduzione 13 gennaio 2018 ore 17

Autismo, il nome di una questione. I Incontro 15 gennaio 2018 ore 19,30

L’handicap di Psiche è la bellezza. II Incontro 17 febbraio 2018 ore 17

L’oceano delle cattive interpretazioni. III Incontro 19 febbraio 2018 ore 19,30

Il pensiero e l’isola del tesoro. IV Incontro 17 marzo 2018 ore 17

Andy Capp e l’effetto Pigmalione. V Incontro 19 marzo 2018 ore 19,30

Metodo: Conversazioni. Un intervento di circa di mezz’ora.

Una pausa di riflessione di un quarto d’ora. Interventi liberi. Conclusione.

Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Attenzione: è cambiata la sede degli incontri che si terranno:

Presso l’A.R.T.Ha.I.
Via Beata Maria Schininà, 5
Ragusa.

(Vicino piazza Cappuccini)

Per informazioni e iscrizioni 348 5118087

È possibile iscriversi anche ai singoli eventi.

Carmelo Corrado Occhipinti

Psicoanalista

Verso Psiche – Evento

Verso Psiche – PDF

Come promesso, metto a vostra disposizione i testi che ho pubblicato in preparazione dell’incontro del 22 Maggio. Ci sarà un altro incontro a Busto Arsizio a breve.

Cliccate qui sotto per scaricare il PDF

Verso Psiche – Completo