Il caffè prendetelo con noi!

Ci siamo quasi! Stasera riprendono gli eventi di Riflessioni a Ruota Libera!

Cenate con calma, ma non prendete il caffè! Sarà Altiplena a offrirci un ottimo caffè 100% biologico!

Vi aspettiamo alle 21.00 in Galleria Boragno con “Edipo, lo zoppo! – Il potere della maledizione”!
(oppure in diretta streaming allo stesso orario)

24 Aprile… Il piccolo assassino

La maledizione allucinante

- Ray Douglas Bradbury -

Martedí 24 Aprile 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Nel proprio figlioletto appena nato, una madre vede uno sguardo maligno. Si rivolge ad un medico che tiene sotto controllo la situazione. In una successione allucinante muoiono il padre e la madre, allora il medico si incarica di sopprimere il bambino.

Che cosa ha a che vedere con la nostra vita psichica? Sarà il tema della serata del 24 aprile, non senza una piccola anticipazione: in che modo la psicologia e la medicina potrebbero incaricarsi impropriamente di sopprimere la nostra vita psichica?

28 Marzo… Edipo, lo zoppo!

Il Potere della maledizione
- Sofocle -

Mercoledí 28 Marzo 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Edipo è il soggetto di una storia di maledizioni. Appena nato, l’oracolo prevede che ucciderà il padre e sposerà la madre. Finito fortunosamente a Corinto, lontano dai genitori, l’oracolo prevede ancora lo stesso futuro. Fuggito da Corinto per evitare l’infame destino, finisce per uccidere un uomo del quale non sa che è suo padre e per sposare una regina non sapendo che si tratta di sua madre.

Che cosa ha a che vedere con la nostra vita psichica? Sarà il tema della serata del 28 marzo.

Istruzioni per seguire gli eventi in streaming!

A brevissimo ripartirà il quarto giro di “Riflessioni a ruota Libera“! La grande novità di quest’anno?
La possibilità di seguire gli eventi in diretta dal vostro computer. Potrete anche commentare e postare domande in tempo reale dalla chat. Ovviamente la vostra presenza in galleria sarà graditissima!
Trasmetteremo da Facebook, dal canale di Livestream e anche dal direttamente dal sito, quindi siete liberissimi di scegliere il canale che maggiormente preferite.
Ecco alcune brevi istruzioni per capire come sintonizzarsi sui nostri canali. Non spaventatevi se il testo è lungo. È realmente più semplice a farsi che non a dirsi!

Sintonizzatevi sul sito www.riflessioniaruotalibera.it qualche minuto prima dell’inizio dell’evento. In homepage troverete un grosso blocco azzurro, proprio nella parte alta della pagina. sulla destra troverete tre grossi fumetti , ciascuno dei quali contiene un link per accedere a uno dei nostri canali.

Li riporto qui
CANALE FACEBOOK
http://www.facebook.com/riflessioni.a.ruota.libera/app_142371818162

CANALE LIVESTREAM
http://www.livestream.com/Riflessioni_a_Ruota_Libera

CANALE SUL  NOSTRO OFFICIAL WEB SITE

http://www.riflessioniaruotalibera.it/eventi-in-streaming/

Scegliete uno dei tre link. In qualsiasi caso vi troverete in una pagina  con un blocco video nella parte alta. Se non stiamo ancora registrando dal vivo la trasmissione. troverete la scritta OFFLINE. Ma non perdete le speranze, sicuramente le trasmissioni avranno inizio nel giro di qualche minuto. In quel caso vedrete la trasmissione cominciare automaticamente. Per qualsiasi dubbio controllate se viene fornita qualche indicazione nella chat (a fianco sulla destra o poco sotto, a seconda del canale a cui siete collegati) . E per qualsiasi dubbio, fate la vostra domanda direttamente dalla chat.

COME UTILIZZARE LA CHAT SU FACEBOOK
Collegatevi con il vostro account (se non siete ancora collegati)  e cliccate sul pulsante Rosso “CHECK IN & CHAT” – Facebook vi chiederà se volete invitare i vostri amici, che sono ovviamente i benvenuti!
Ora potete partecipare mediante chat alla discussione.

COME UTILIZZARE LA CHAT SU LIVESTREAM
Su livestream la chat è posizionata a destra del video. in alto troverete tre TAB. Scegliete con quale account preferite chattare.
Con Facebook (chat di default), la prassi è identica a quella precedentemente spiegata, anche se rimarrete fisicamente sul portale Livestream.
Se cliccate sulla tab “Livestream” potrete chattare dal vostro account di livestream oppure, se non ne possedete uno, potete semplicemente scegliere un nickname e iniziare a scrivere. (Ovviamente potete anche creare un account nuovo, logoravi e postare)
Andando sul tab di “Twitter” cliccate sul bottone azzurro “start chatting” e seguite le istruzioni passo passo per consentire a livestream di utilizzare il vostro account Twitter per la chat.

COME UTILIZZARE LA CHAT SUL NOSTRO SITO
Anche sul nostro sito la chat è posizionata sulla destra. Inserite un nickname e iniziate a chattare! (in alternativa collegatevi con il vostro account Livestream)

Per qualsiasi dubbio contattateci a info@riflessioniaruotalibera.it
A breve sarà disponibile anche un video che vi mostrerà passo passo come fare!

28 Novembre 2012… Psicoanalisi, punto e a capo

L’analisi laica
- Sigmund Freud -

Mercoledì 28 Novembre 2012 alle ore 21.00 presso la Galleria Boragno.

Non in grado di intendere e di volere

Amore e Psiche - Canova


A commento della serata di ieri faccio parlare la traduzione di Apuleio:

…

Psiche, rimasta sola
- se non che, tormentata dalle Furie nemiche, proprio sola non era -
ondeggia in balìa del dolore come un mare in tempesta:
sebbene il piano sia stabilito e il suo animo determinato,
tuttavia, quando si trova sul punto di metter mano all’azione,
esita, ancora incerta sul da farsi,
ed è dilaniata dai mille sentimenti diversi
che la sua infelice situazione le suscita.

Fino ad un attimo prima, Psiche era felice, adesso è come se un pensiero, a lei estraneo, fosse entrato nella sua testa e si muovesse e la facesse muovere e agire, per un impulso proprio, non più dipendente da Psiche stessa.
Da Omero in poi abbiamo visto attribuire questa spinta all’azione alle Furie, così fa Apuleio, solo che quest’ultimo mostra il passaggio in cui Psiche lascia perdere il controllo di sé e si accinge a diventare preda delle idee delle sorelle. Ciò che gli altri chiamano “Furie”.
È la condizione che definisco dello spodestarsi, quella che può essere individuata nella nevrosi e nella psicosi, e ancora quella che la legislazione attuale definisce
non in grado di intendere e di volere.
Si giunge al punto di non essere padroni di sé, in tutto o in parte, cominciando gradualmente ad escludersi come soggetti dalla propria soggettività.

Padroni del nostro pensiero

Scrivo queste note conclusive da Ragusa dove ho incontrato un gruppo di colleghi con gli stessi obiettivi con cui ho promosso A ruota libera.

Innanzi tutto grazie di aver camminato con me. 

Abbiamo visto alcune tipologie patologiche tratte dalla letteratura. Abbiamo collegato ogni singolo tratto patologico con specifici processi di pensiero che al loro interno contenevano un errore.

Adesso aggiungo e preciso qualche nota. 

Esiste una precisa distinzione fra normalità e patologia.

In base a questa distinzione, non è possibile affermare che siamo tutti malati. Ancora in base a questa distinzione, si individua in una domanda la possibilità di una cura.

 La distinzione corrisponde a dati di fatto osservabili da chiunque.

 La distinzione comporta l’affermazione che siamo costitutivamente padroni del nostro pensiero. L’essere dell’Io non padrone in casa propria, cui si riferisce Freud, è la precisa descrizione dello stato patologico del pensiero.

Lo stato patologico del pensiero è il risultato di un processo che in alcuni casi è possibile ricostruire. In Francesca da Rimini, Salvo Montalbano e Fabrizio Corbera abbiamo osservato che avevano visto, o intravisto, una soluzione che poi hanno omesso dal loro pensiero.

 Proseguiremo. Di sicuro proseguiremo, benché ancora io non sia in grado di dire come e quando. Presumibilmente all’arrivo della primavera, con altre serate, ancora in numero di tre. Ho idea di invitare tre persone a servire il piatto principale, io porterò l’antipasto e il dolce.

 L’appetito (che provoca la domanda) è intorno alla risposta che alcuni hanno dato alle medesime questioni. Ma non dico di più per adesso: ho in casa gli ingredienti, ma non ho potuto assicurarmi se i tre cuochi vorranno cucinare. In caso cucino io. Se volete potete cominciare a preparare.

Quasi quasi ci vado…

Eugenio Peralta ha preparato un comunicato stampa di tale qualità da sollecitarmi ad inserirlo sul sito. In esso si troverà una sintesi efficacissima di come sarà la serata. Nel testo c’è qualcosa che mi spinge ad andare ad ascoltare il mì babbo!

Chiara

Da Dante a Tomasi di Lampedusa, passando per Camilleri: alla Cartolibreria Centrale Boragno di Busto Arsizio arriva a compimento il ciclo di incontri “Riflessioni a ruota libera”, composto da tre serate dedicate alla libera conversazione tra i presenti e orchestrate dallo psicologo e psicoanalista Carmelo Occhipinti. Per il terzo e ultimo appuntamento, in programma mercoledì 24 novembre a partire dalle 20.30, lo spunto è offerto dall’opera di un altro grande nome della letteratura italiana come Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de “Il Gattopardo”. Dal suo unico romanzo è tratta la citazione che dà il titolo alla serata, “Nel lento fiume pragmatistico siciliano”, ovvero “Il pensiero nel nodo scorsoio”: una riflessione sull’errore, inteso sia come sbaglio individuale e soggettivo, sia come ingannevole verità tramandata dalla cultura e dalla storia. Errori che devono essere scalfiti e combattuti per tornare ad affrontare la vita nel modo giusto, riscoprendo il proprio principio di piacere.

La conversazione prenderà le mosse dalla lettura di questo e altri passi per poi snodarsi attraverso gli interventi, richiesti ma non obbligatori, del pubblico presente. Un modo per dare libertà d’azione al pensiero, svincolandolo dalla costrizione della coscienza e lasciandolo saltare di palo in frasca, “a ruota libera” appunto.

Per ulteriori dettagli sull’incontro e per comunicare commenti e impressioni personali è possibile registrarsi sul sito.

Eugenio Peralta

24 Novembre: “Nel lento fiume pragmatistico siciliano”

Nel lento fiume pragmatistico siciliano

24 Novembre 2010 ore 20:30

Galleria Boragno

via Milano, 4 – Busto Arsizio – 0331.635753

“Nel lento fiume pragmatistico siciliano”

Ovvero

Il pensiero nel nodo scorsoio.


E naturalmente ci sono anche gli errori. Quelli individuali e soggettivi di ciascuno di noi e quelli che la cultura ci tramanda.

Li apprendiamo come verità che conducono alla salvezza ed invece sono un nodo scorsoio per il pensiero che ne risulta soffocato.

Li prendiamo come verità assieme al latte materno e invece sono tossici.

Se riusciamo a scalfire in superficie solo uno di questi errori, la vita per noi ricomincia attraverso il gusto di scoprirli tutti, mentre riprendiamo il nostro personale principio di piacere.

La serata, a ruota libera, sarà articolata intorno alla lettura e commento di alcuni versi.

Gli interventi sono richiesti, ma non obbligati. Per durate previste superiori ai due minuti preghiamo di comunicarlo anticipatamente.

Guarda la mappa per scoprire dove si terrà l’evento

Conversazioni

Riporto la sintesi di alcune conversazioni. In corsivo le frasi non mie.

L’intervento su Dante ha l’aria della semplificazione eccessiva perché lei ha costruito un modello che sembra funzionare con le persone che stanno bene. Queste persone possono regolare la loro vita sentimentale. Ma quelle che stanno male? Come fanno ad accorgersi di stare male. Se sono prigioniere, come fanno ad accorgersi di essere prigioniere e come possono fare per uscire dalla loro prigione?

Noi incontriamo le persone nella crisi della loro vita. Di questa crisi, al momento in cui inizia il nostro rapporto, non sanno dire molto, ma sanno molto di più di quello che dicono. Noi le mettiamo in condizione di dire liberamente e nel dire, a volte tramite il nostro aiuto, rompono la catena delle associazioni che lega il loro pensiero. Ritrovano il punto di inizio della crisi e hanno la possibilità di orientare il loro pensiero diversamente. Non importa che poi davvero si orientino diversamente, il fatto di averne considerato la possibilità, rende il primo orientamento meno costrittivo.

Della crisi le persone sono avvertite da quelli che la psichiatria chiama sintomi, angoscia e inibizioni. Non si dà il caso di non avvertimento, si dà frequentemente il caso di menzogna sull’avvertimento.

Ma non bisogna dimenticare che il funzionario responsabile è il soggetto stesso, mai e poi mai noi professionisti.

A noi rimane la possibilità di un giudizio cautelativo per noi stessi: che operazione sta facendo il funzionario sui suoi affari? Sta negando, rinnegando, mistificando? Questo ci riguarda solo in quanto osservatori ed eventualmente per i nostri rapporti con lui. Non siamo i missionari di un falso vangelo.

Perciò l’eventuale decisione: “soffro di angoscia e me la tengo” è di stretta pertinenza del soggetto e nessuno ha competenza contro di lui.

Invece la decisione: “Soffro di angoscia e te la faccio pagare” ha un altro rilievo. Oppure: “Soffro di angoscia e perciò comando io, o meglio, quella che io chiamo la mia angoscia.”

Ma allora non è la pace l’obiettivo di una psicoanalisi?

No! Di certo. Una psicoanalisi ha per obiettivo che la persona risolva ciò per cui la intraprende (sintomi) e l’analista dice di sì perché individua la presenza di pensieri tenuti nascosti dal richiedente. Ed individua, almeno per cenni (ma sicuri), che il portare alla luce questi pensieri nascosti può comportare la caduta dei sintomi.

Semmai questo può comportare non la pace, ma la guerra. Ed alla guerra si va armati.

Armati di che?

Di quello che occorre per la guerra. Si vis pacem, para bellum. Volendo fare una metafora, direi che occorre essere armati di spada, lancia e soprattutto scudo.

Quale scudo?

Innanzi tutto il pensiero. Si dice a volte che l’atto di difesa sia un male, soprattutto se è un atto meccanico. Affermo invece che difendersi è una cosa buona; se si fa automaticamente, meglio ancora. Il vero problema di quelli che si rivolgono a noi chiedendoci una analisi è semmai (da vedere singolarmente per ogni persona) che non si difendono bene, come Amleto. Non un meccanismo di difesa, ma una difesa in un meccanismo che non funziona.

Ad esempio, accorgersi che mi fa la guerra uno che abbia per motto: “Soffro di angoscia e sarà questa che comanderà i nostri rapporti.”