Non in grado di intendere e di volere

Amore e Psiche - Canova


A commento della serata di ieri faccio parlare la traduzione di Apuleio:

…

Psiche, rimasta sola
- se non che, tormentata dalle Furie nemiche, proprio sola non era -
ondeggia in balìa del dolore come un mare in tempesta:
sebbene il piano sia stabilito e il suo animo determinato,
tuttavia, quando si trova sul punto di metter mano all’azione,
esita, ancora incerta sul da farsi,
ed è dilaniata dai mille sentimenti diversi
che la sua infelice situazione le suscita.

Fino ad un attimo prima, Psiche era felice, adesso √® come se un pensiero, a lei estraneo, fosse entrato nella sua testa e si muovesse e la facesse muovere e agire, per un impulso proprio, non pi√Ļ dipendente da Psiche stessa.
Da Omero in poi abbiamo visto attribuire questa spinta all’azione alle Furie, cos√¨ fa Apuleio, solo che quest’ultimo mostra il passaggio in cui Psiche lascia perdere il controllo di s√© e si accinge a diventare preda delle idee delle sorelle. Ci√≤ che gli altri chiamano ‚ÄúFurie‚ÄĚ.
√ą la condizione che definisco dello spodestarsi, quella che pu√≤ essere individuata nella nevrosi e nella psicosi, e ancora quella che la legislazione attuale definisce
non in grado di intendere e di volere.
Si giunge al punto di non essere padroni di sé, in tutto o in parte, cominciando gradualmente ad escludersi come soggetti dalla propria soggettività.