25 Maggio: Ma cosa ne sai tu, maledetto serpente, del bene e del male?

25 Maggio: La corrotta Bibbia

25 Maggio: La corrotta Bibbia

Riflessioni a ruota libera… Secondo giro!

A ruota libera - Locandina

Riflessioni a ruota libera, secondo giro - Locandina

L’errore di cui mi occupo in queste tre serate, e nel mio lavoro, non è l’errore di una eventuale conclusione, ma quello di aver omesso una questione che era lì a fare da scandalo.

Uso la parola scandalo nel senso di inciampo. Nella nostra particolare e soggettiva vicissitudine siamo inciampati, come tutti, come sempre. E abbiamo fatto finta di niente, abbiamo omesso di guardare ciò in cui eravamo inciampati.

• Gianrico Carofiglio ci offre l’esempio di se stesso che torna a vedere ciò che potrebbe ancora fare inciampo alla sua vita, ed esattamente questa domanda: “Ma non sarai il personaggio della tua invenzione?”
• Umberto Eco affronta la storia degli imbrogli sulla razza creati da un falsario che tuttavia pone il concetto di razza come una questione di identificazione. Noto che Freud ha dovuto affrontare la stessa questione per la razza ebraica.
• Se proviamo a corrompere la Bibbia, scopriamo l’origine (e non il peccato originale, non faccio un discorso religioso, né antireligioso; … volendo, perché no?) dell’omissione delle questioni. Adamo ed Eva, che avevano la scienza infusa, non si chiesero che cosa ne sapeva il serpente del bene e del male.

Non mangiare quella…

Adamo che hai fatto?

Ma ch’eritu duocu a fari a vardia? (Ma eri lì a fare la guardia alle mele?)

Non ce l’hanno spiegata giusta. La storia del frutto proibito ha un’altra morale e una diversa colpa. Qual è il peccato di Adamo ed Eva?

Mettiamo caso che Adamo avesse dato questa risposta da impunito, allora Dio avrebbe potuto giudicare che si trattava di uno sporco ladrone che per giunta gli rispondeva male e avrebbe sicuramente detto:

Senti, mio caro, le mele le ho fatte per me e la mia famiglia. Tu qui eri ospite gradito, se ti mangi tutte le mele, noi come facciamo. Potrei creare un altro albero più in là, ma ormai i giorni della creazione sono passati e non voglio fare un miracolo per coprire un furto. Allora facciamo una bella cosa, tu e tua moglie andatevene più in là, lontano dalle mele. Farà più freddo, dovrai dissodare il terreno, qui ci avevo pensato io. Ti toccherà lavorare e sudare, e non sarà solo il sudore della fronte. Se tua moglie vorrà avere bambini, può succedere che avrà qualche doglia, ma io non verrò fin lì. E insomma ognuno per sé e Dio per tutti. Che poi sarei io.

E hanno usato male anche quella frase per cui la storia non si fa con i se e con i ma. Ogni volta che ci lanciamo nei se e nei ma, non facciamo storia, cerchiamo di capire, anche come fare.

Ma chi non ha spiegato bene le cose? È un chi a volte senza soggetto. Qualcuno può essere stato materialmente, ma spesso si tratta di un errore che è venuto creandosi così, quasi per scivolamento progressivo, come quella diga olandese.

Quella del bambino che, passando per caso, si accorse che nella diga si era formato un piccolo buco da cui usciva l’acqua. Comprendendo che il buco si sarebbe allargato fino al crollo della diga, lo otturò con dito e rimase ad aspettare che arrivassero gli adulti. E così salvò il paese.

Ma poi gli adulti che fecero? Col cemento a presa rapida ripararono la diga? Evacuarono il paese? Mentre il bambino stava lì a tenere la diga col dito, ne costruirono un’altra più grande e lasciarono morire il bambino tra le due dighe?

Proviamo per adesso a reinventare il dialogo tra Dio e Adamo, cosa sarebbe succeso?

Adamo, che hai fatto?

Eh, la miseria! Che tono di rimprovero! E per una mela! Che sarà mai!

Adamo che hai fatto?

Ma dicevi davvero che non dovevo mangiarle?

Adamo che hai fatto?

Guarda in tutta sincerità, l’albero è così carico che a momenti si spezzano i rami. Ho pensato che se ne mangiavo una, manco ti accorgevi. Però, visto che ci tieni davvero, non le tocco più!

Adamo che hai fatto?

Senti, non puoi tenermi qui con una proibizione e dire che questo è un paradiso. Lo sai che avendomi detto di non toccare questi frutti, me ne hai fatto venire il desiderio. Ora la abbiamo mangiata, io e mia moglie, un morso ciascuno perché fa schifo. A me è rimasta anche in gola, Eva l’ha mandata giù perché quella manda giù di tutto. Se ti vuoi seccare, cacciaci fuori. Almeno finisce questa storia che saremmo in paradiso e non possiamo toccare le mele!

Adamo che hai fatto?

Non sono stato io, è stata la donna che TU mi hai dato.

Eva?

È stato il serpente!

Ma che faccia di tolla che avete! Andatevene a quel paese! E restateci finché non smetterete di attribuire ad altri la vostra colpa.

E poi chi vi ha detto che siete nudi?

Già, chi ce lo ha detto?