In guerra e in pace, domande all’autrice

Angela Cavelli - In guerra e in pace

Per chi non è potuto venire alla presentazione, riportiamo, una per volta, alcune delle domande che sono state fatte ieri all’autrice Angela Cavelli.

Perché hai scelto come titolo del tuo libro “In guerra e in pace?”

In verità dapprima ho pensato di intitolarlo “Le confessioni di Vaga” perché Vaga, la protagonista del romanzo, a suo tempo ha fatto l’analisi  e anche in questo romanzo le capita  a volte di sdraiasi sul divano per confessare laicamente. Ha anche esperienza del confessare a un sacerdote, le manca fortunatamente il terzo tipo di confessione: quella giudiziaria. Ecco perché volevo intitolarlo così.

Poi ho deciso di cambiare titolo perché il paragone con “Le confessioni di Sant’Agostino”  mi faceva tremare le gambe.

E allora ho pensato a: “In guerra e in pace”, prendendo questa volta da Tolstoi, perché nel mio libro si parla di incontri, ma anche di scontri, di guerre guerreggiate. Certo, c’è una differenza: in Tolstoi  il conflitto è tra nazioni: Russia, Francia, Austria e i luoghi del conflitto sono Austerliz, Mosca, le immense pianure russe; Vaga invece si scontra  con i suoi prossimi e i luoghi delle sue guerre  sono il salotto, il tinello, la cucina, ma sempre di conflitti si tratta.

Dunque la sua guerra comincia in casa.

Perché fa la guerra Vaga e a chi?

Ad esempio fa la guerra all’uomo che si è scelta perché tra loro c’è una differenza di mete: il marito di Vaga vorrebbe una vita frugale, magari  campestre, tranquilla, tra viti e ulivi. Vaga invece vuole vivere nella ricchezza con tanti amici e, perché no, con qualche filippino in livrea.

E’ pur vero che Vaga da giovane aveva il braccino corto, per cui è  anche tentata di vivere in modo frugale. Naturalmente ad alimentare la guerra  c’è anche altro, ma poi lo scoprirete da voi.

Allora per un po’ Vaga cerca di farsi andare bene le idee del suo uomo per cercare di andare d’accordo, vuole inculcarsele, ma poi non ce la fa. E’ come se si dicesse: i fiori sbocciano, gli uccellini cantano, il sole sorge, ma io non sto bene.

E allora inizia a fare la guerra: sbraita, urla, per calmarsi  mette in bocca cinque sigarette per volta, corre per i viali alle cinque di mattina. Poi succede che sogna di dare un matterello in testa al marito. Per fortuna solo in sogno, ma questo la fa accorgere che la sua posizione, l’essere in guerra, non la fa stare bene.

E allora ricorre all’amico psicoanalista  che l’aveva avuta in analisi. Perché Vaga ha la competenza di capire che da sola non ce la fa e cerca, per confidarsi,  una persona che lei ritiene affidabile.

E le parole che questo signore pronuncia le portano una pace  non  illusoria, perché quest’uomo le dà le ragioni per non fare la guerra, aiutandola così a vivere un rapporto pacifico.

La conseguenza di ciò è che lascia che il marito faccia  ciò che ha sempre fatto e lei  cerca di non intervenire più di tanto. Ma siccome non è una fatina delle Winx,  che svolazza sul mondo,

ogni tanto muove le acque, dice la sua in modo non molto garbato (perchè Vaga non è una brava persona), poi riprende il rapporto con il suo uomo, ma almeno senza complessi di colpa.  Diciamo poi  che da questa situazione ha ricavato qualcosa: sa che spetta a lei andare dietro a ciò che le va di fare , senza attendere il successo dell’altro per muoversi.

Ecco questo è un esempio di conflitto risolto e senza aver sporcato il tappeto di sangue. Non è neanche la pace del cimitero dove i corpi non si muovono più, anzi.

Il bello di un libro…

A proposito di

In guerra e in pace

Il giardino di Vaga – Candide

scritto da Angela Cavelli Colombo

Angela ci presenta il suo mondo attraverso gli occhi di Vaga.

È madre, nonna, psicoanalista, intellettuale. Alla ricerca di soluzioni che inizialmente sembrano non arrivare. Poi una intuizione e allora il romanzo acquista un ritmo travolgente, incalzante.

È il punto in cui Vaga corregge l’idea di non volerne sapere dell’ultimo ostacolo sulle proprie questioni.

Ed è a questo punto che si vede emergere anche il modo di scrivere di Angela Cavelli Colombo. È come se Vaga avesse tenuto un diario giornaliero, dove ha annotato il quotidiano infrangersi della propria vita nell’impatto con lo scoglio del pensiero degli altri. Si ferma a riflettere, valorizza il proprio pensiero e contemporaneamente il pensiero degli altri. Allora è un susseguirsi di soluzioni viste proprio laddove sembravano nascoste.

Illuminante. Con due lusinghiere citazioni per me.

Cocktail d’Autore

Incontro di letteratura
nella più esclusiva terrazza estiva della città, incontrando gli Autori

Angela Cavelli Colombo
In guerra e in pace | Il giardino di Vaga – Candide

martedì 13 luglio 2010 – ore 19:30
Piazza F.lli Rosselli, Busto Arsizio

Prendete tre autori, altrettanti libri di recente pubblicazione, un locale elegante, l’atmosfera informale di un happy hour, un pizzico di brio, tre colori: rosa, giallo e nero. Fatto? Shakerate bene e servite con ghiaccio, decorando con… un segnalibro. È la ricetta di “Cocktail d’Autore”, evento promosso nel mese di giugno e luglio presso il Mia Lounge Bar di Busto Arsizio (piazza fratelli Rosselli) da Libreria Boragno con la collaborazione di Varesenews.

Angela Cavelli

Mia beach loungebar

Vaga in guerra e in pace

Presto vi racconteremo di questo libro, che apprezziamo e che è già nelle librerie! Teneteci d’occhio! A breve anche un aperitivo presentazione (a Busto Arsizio)

Autrice: Angela Cavelli Colombo
Pubblicato nel 2010 Presentazione di Giacomo B. Contri
Illustrazione e progetto grafico: chiara occhipinti
pagine: 254