Commento a caldo…

…Insomma, quello lì ha parlato per un po’… la scuola, i bambini, il ragazzino… e poi Dante con Paolo (ma dove? Paolo non si vede mai, né in riflessioniaruotalibera e quasi neanche con Dante, al massimo quello trema e dà un po’ di baci) e soprattutto Francesca…
Ma come funziona? Alcuni dicono che Francesca non avrebbe accettato l’idea che l’amore era un sentimento dentro di lei, scaturito dal suo pensiero. Altri invece hanno detto che Francesca era ben consapevole di tutto e che la sua ribellione alla vita a cui era stata obbligata l’avrebbe portata sì all’inferno, ma vincitrice al 100%.
E com’era poi davvero la questione alla fine chi lo sa? Non so, ma nel primo caso Dio lo capisco un po’ di più… e mi sembra anche un po’ meno “cattivello”!
Vabbè, ma in fondo vogliamo mettere con la soddisfazione di sapere che anche Francesca (la nostra) da ragazza stava sveglia la notte per leggere i libri di suo gradimento e non ne voleva sapere di quelli scolastici?
è stata una buonissima “cena”! Grazie a tutti!

29 Settembre: “La bocca mi baciò tutto tremante”

La bocca mi bacio tutto tremante - Dante Alighieri

29 Settebre 2010 ore 20:30

Galleria Boragno

via Milano, 4 – Busto Arsizio – 0331.635753

“La bocca mi baciò tutto tremante”


Nei due

più noti

amanti,

un tratto delle

nostre

piccole

importanti

vitali

amorose

storie.


Della vita sessuale omettiamo prima il pensiero, poi lo riproponiamo omettendo noi stessi in quanto soggetti.

Con tremore.


La serata, a ruota libera, sarà articolata intorno alla lettura e commento di alcuni versi.

Gli interventi sono richiesti, ma non obbligati. Per durate previste superiori ai due minuti preghiamo di comunicarlo anticipatamente.

guarda la mappa per scoprire dove si terrà l’evento

Provocazione in tre tempi

Primo tempo

Stamane

sul mio

davanzale

ho immaginato

due colombe

posate

un istante.

Me ne rammento

ora

che imbrunisce,

ma è ancora

più forte

in me

l’amore,

affetto

del mio pensiero.

 

Secondo tempo

Stanno su

un lontano

verde prato

due dolci

tartarughini

amoreggiando

e tra le acque

del ruscello

scorrono

lentamente

i nostri

dolci

pensieri

amorosi.

 

Terzo tempo, ovvero il senso capovolto

L’odio ch’al cuor mal fatto ratto s’apprende

Prese costei della brutta persona che mi fu tolta

E il modo ancor m’offende.

L’odio, ch’a nullo odiato odiar consente

Mi prese del costei spiacer che come vedi

Ancor non m’abbandona.

Cocomeri e Guerre

Cocomeri e Guerre – Ovvero la remota origine dei fichidindia

Un suggerimento del tutto privo di disinteresse ;)

Per una lettura estiva, vi do un suggerimento del tutto privo di disinteresse.

Di Carmelo Corrado Occhipinti, che dopotutto è il “mi babbo”, Cocomeri e guerre, ovvero la remota origine dei fichidindia.

Si trova da Boragno a Busto Arsizio, e a Ragusa sia presso il bar Ambassador che all’edicola in via Di Vittorio, angolo via Stesicoro.

Prendo spunto dal commento di Salvatore Iacono per descrivere l’opera, ma la cosa migliore è andare sul sito www.cocomerieguerre.it dove si possono consultare i commenti di chi l’ha già letto e se ne può richiedere una copia.

“In uno stile di suggestiva leggerezza l’Autore ci prende per mano e ci guida nei meandri della psiche dove hanno preso dimora nuclei di pensieri ed emozioni che determinano le scelte esistenziali e spesso anche le vicende storiche.

Ogni pagina del libro richiederebbe un approfondimento, ma la personale riflessione giunge ad una buona conclusione individuale. È un libro ricco di intuizioni, di metafore sempre dense di meditazioni”.

 

 

Psicoanalisi

Una osservazione edificante durante la pausa estiva.
Edificante, nel senso che permette una ulteriore costruzione.
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il male.
Una persona mette in mezzo il male al posto del mare in un suo fare particolare che riesce a dire ma che non si risolve a fare. Di questo male, dopo averlo detto, non ne vuole sapere per lungo tempo.
Ovvero teniamo e manteniamo, all’interno del nostro unico pensiero, frammenti di pensieri che a volte si comportano come corpi estranei rispetto a noi.
Nel loro comportarsi come corpi estranei possono determinare il nostro comportamento. La persona che mette in mezzo il male non accederà alla padronanza del fare (o del non fare, che rispetto alla padronanza è la stessa cosa) finché non risolve, in un senso o nell’altro, l’idea del male.
Francesca da Rimini non ha risolto un pensiero analogo, di cui non ci è dato sapere molto, ed è passata ad un fare di cui si asserisce non-padrona.
Intorno a questi frammenti di pensiero che si comportano come corpi estranei affermo che è utile e possibile spendere la parola psicoanalisi e la sua pratica.
La dimostrazione di questa ultima frase sarà nel seguito del lavoro di Riflessioni a ruota libera. Una utile premessa si trova in Cocomeri e guerre, dove in forma scherzosa ho voluto evidenziare le stesse osservazioni. Ne cito un brano indicativo.

Pirandello al confronto era un chierichetto, bravo perché non andava a messa, ma immaginava persone col pensiero pieno di dubbi. Vediamo come. E non so chi sono, e nemmeno cosa faccio; forse il naso mi pende di qua, ma no ti pende di là; ma mi ha detto di qua o di là?

E sono la figlia di quella signora e la seconda moglie di quello lì, che per prima moglie aveva avuta la figlia di quella signora, che sarebbe mia madre. E perciò dovrei essere morta, ma tutti e due hanno avuto un esaurimento nervoso e io per me non so chi sono e neanche se in clinica sono andata io oppure mia madre, allora faccio la seconda moglie e la figlia morta, che però è viva e voi fatevi gli affari vostri.

Ed ero Mattia Pascal, ho finto di essere morto, sono diventato Adriano Meis, ma non mi stava bene neanche così e sono tornato, ma ormai ero morto e perciò sono quello che una volta fu Mattia Pascal.

Per il buon Pirandello rimaneva sempre il pensiero di una persona piena di dubbi, ma alle prese col proprio esclusivo pensiero. E quindi poteva correggere i dubbi, aggiungo io. Perché il dubbio è come la perplessa catena di prima: una volta preso sul serio il proprio dubbio, si diventa più sicuri. (pp. 31 e 32).

Perché “A ruota libera”

“A ruota libera” è un altro modo per esprimere la regola psicoanalitica fondamentale.

Ci troviamo nella condizione di dovere riformulare le nozioni freudiane, non perché Sigmund Freud non sia stato chiaro, ma perché nella tradizione se ne è persa l’incisività.

Dire quello che passa per la mente, saltare di palo in frasca, procedere a ruota libera, o anche non sistematizzare. Tutti modi per tentare di esprimere la possibilità per il pensiero di liberarsi dalla costrizione della coscienza.

E ancora: senza che questo voglia significare l’assenza di norma. Infatti, ad ulteriore esempio, c’è un’altra regola: seduta saltata, seduta pagata.

Ovvero non si procede senza impegni: gli appuntamenti sono fissati per un certo giorno ad una certa ora.

Mi sono già trovato a dover affrontare questioni analoghe in Cocomeri e guerre.

E altre seguiranno …

Carmelo Occhipinti – psicoanalista

Carmelo Occhipinti, psicologo e psicoanalista, è nato a Ragusa nel 1950. Vive e lavora a Busto Arsizio dal 1974. Ha lavorato nella scuola, imparando il più possibile. Qualche volta ha anche insegnato, raramente in verità.

Ha cominciato a imparare da insegnante prima alle elementari, poi alle scuole superiori di Busto e Gallarate

Era e rimane convinto che imparare sia compito degli alunni e non bisogna disturbarli. Siccome per mantenere il diritto allo stipendio doveva costringerli, stabiliva chiaramente i limiti di questa odiosa costrizione. Della quale pensa ancora che sia un male necessario, ma una volta identificato come male, ci si può sbizzarrire a seguire le proprie inclinazioni, curiosità, interessi. Così leggere e studiare può diventare un piacere.

Da alunno ricorda di essere andato a scuola poche volte avendo svolto tutti i compiti, però leggeva molto e disordinatamente, solo che ad un certo punto si accorgeva, con un certo piacevole disappunto, di avere letto anche le parti obbligatorie.

Come psicoanalista e psicoterapista, le due cose sembrerebbero inconciliabili, pensa di non riuscire a guarire nessuno e lo dice chiaramente. Ma concede la possibilità che qualcuno possa guarire attraverso il lavoro con lui. Cocomeri e guerre è la rielaborazione della sua esperienza. Si ripromette di continuare con lo stesso stile.

“… vi invito a credere nel vostro pensiero. Se proprio volete essere precisi, potete distinguere tra ciò che pensate, ciò che fantasticate, ciò che desiderate o che desiderereste.”

(Cocomeri e guerre, pag. 12).

Per contattare personalmente Carmelo Occhipinti scrivete una e-mail a carmelocorradoocchipinti@yahoo.it oppure chiamate 348.5118087

As-saggi, Camilleri e Simenon a colazione

Cocomeri e Guerre