La banalità del male

Il pensiero nascosto

Un contenuto di pensiero, fin dalla nostra pi√Ļ tenera et√†, si affaccia alla mente e ne viene escluso: lo escludiamo attivamente. In seguito torniamo ad alimentarlo, con due effetti che sembrano indipendenti da noi: per un verso limitiamo le nostre possibilit√† di azione (Freud ha chiamato questo inibizione), per un altro verso generiamo fenomeni che ci fanno stare male, ad esempio proviamo angoscia, abbiamo qualche disturbo, pi√Ļ o meno grave.

Oppure.

C’√® un oppure, in effetti √® una catena di oppure, catena sia nel senso di successione, che di incatenamento. Luigi Campagner ha trovato una parte della catena di oppure nella storia di Adolf Eichmann, come risulta dall’opera ‚ÄúLa banalit√† del male‚ÄĚ di Hannah Arendt. Trovo che sia interessante discuterne assieme, √® per questa ragione che vi invito il 31 gennaio presso la Galleria Boragno alle ore 16.