Inconscio ladro!

Malefatte degli psicanalisti

di Elisabetta Ambrosi


Ad Elisabetta Ambrosi, autrice di Inconscio ladro, vorrei dire che ha fatto bene a scrivere del suo (sembrerebbe) non riuscito tentativo di analisi. Ho cercato, senza successo, di mettermi in contatto con lei. Ha ragione: è entrata in una dinamica in cui la sua questione è stata omessa dal suo analista. Quello che mi impressiona è che sia mancata la risposta anche nella prefazione e nella postfazione di due analiste. Ha ragione la Ambrosi! Non ha avuto risposta e forse non l’ha trovata lei stessa. Dico forse perché nel fatto di aver messo in piazza se stessa può esserci sia la soluzione che la complicazione del problema. Dal testo non si capisce, ma si capisce che si è messa a pensare in proprio, cioè con libera-mente. Mi si perdoni il gioco di parole. E pensare libera-mente non può che avviare la soluzione della propria questione, malgrado l’eventualmente non riuscito lavoro di analisi.
Lo dico in un’altra maniera: ha ragione Elisabetta Ambrosi, andava da una persona nella speranza di non trovare ostacoli al proprio pensiero e di liberarsi delle vecchie barriere, si è trovata con un nuovo ostacolo e con le vecchie barriere rinforzate. Ma il tentativo di liberarsi del nuovo ostacolo può comportare l’abbattimento graduale anche delle vecchie barriere. Come se fosse tutto in una diga: una crepa la farà gradualmente crollare.