Verso Psiche

Alcuni amici mi hanno chiesto di organizzare degli incontri sulla vita psichica. √ą per corrispondere a questo desiderio e per invitarne altri che ho intrapreso la pubblicazione degli ultimi articoli. Li riproporr√≤ a breve in forma pi√Ļ ordinata.

Prevedo due serie convergenti: una gratuita, di presenza e attraverso il web, di circa sei incontri l’anno e un’altra rivolta a quanti sono interessati ad un approfondimento, con un modesto rimborso economico.

Il viaggio inaugurale partirà dal palazzo Garofalo in corso Italia a Ragusa. Non sarà visibile attraverso internet, via per la quale riproporrò il mio intervento subito dopo.

Fatemi sapere cosa ne pensate e comunicatemi liberamente il vostro desiderio di partecipare.

per mail: social@riflessioniaruotalibera.it

per telefono: al 348 5118087 (anche con un sms).

Aspettando di viaggiare insieme a voi

Carmelo Corrado Occhipinti

Un esempio letterario di ciò di cui ci occuperemo.

A quasi quarant’anni ancora dentro di s√© andava svolgendo vicende di desiderio e d’amore con alunne e colleghe che non se ne accorgevano o se ne accorgevano appena: e bastava che una ragazza o una collega mostrasse di rispondere al suo vagheggiamento perch√© subito si gelasse. Il pensiero della madre, di quel che avrebbe detto, del giudizio che avrebbe dato sulla donna da lui scelta, della eventuale convivenza delle due donne, della possibile decisione di una delle due di non fare vita in comune, sempre interveniva a spegnere le effimere passioni, ad allontanare le donne che ne erano state oggetto come dopo una triste esperienza consumata e quindi con un senso di sollievo, di liberazione. Forse ad occhi chiusi avrebbe sposato la donna che sua madre gli avesse portato, ma per sua madre lui, ancora cos√¨ ingenuo, cos√¨ sprovveduto, cos√¨ scoperto alla malizia del mondo e dei tempi, non era in et√† di fare un passo tanto pericoloso.

(Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo).

Potrebbe non essere stato chiaro …

… e potrebbe esserlo ancor meno, perché, nella sua semplicità, quello che sto per dire, non è purtroppo di immediata comprensione. Provo a dirlo meglio.

Insieme al tesoro avete sepolto una parte di voi stessi.

√ą come se, da un certo in momento, una parte dell’Io non si fosse sviluppata del tutto, rimanendo atrofizzata ad uno stadio che al momento apparteneva ad un Io embrionale che per comodit√† chiamiamo Es, che si sarebbe sviluppata adeguatamente e che invece si trova sepolta nella vostra isola sperduta nell’oceano delle cattive interpretazioni. Andare a cercare il tesoro (venirci con me) significa lavorare perch√© quell’Es non sviluppato, riprenda a crescere.

Questo Freud lo ha detto splendidamente: ‚ÄúDove era Es, Io deve avvenire come soggetto.‚ÄĚ

Per ritrovare la parte perduta dell’Io, cio√® per far s√¨ che Io avvenga come soggetto, bisogna evitare di contrastare il pensiero. Bisogna cio√® che l’Io ritrovi la possibilit√†, attraverso la padronanza del pensiero, di padroneggiare se stesso.

Non c’√® soggetto, se non √® padrone di s√©.

√ą in questo senso che mi sento di poter affermare che non c’√® contraddizione quando dico che sotto il medesimo aspetto, nello stesso momento l’Io si comporta in due modi diversi, perch√© in effetti una parte dell’Io si comporta come se ne fosse staccata, come se fosse un’altra entit√† (una parte sviluppata, un’altra atrofizzata ed √® quella che sarebbe la migliore e pi√Ļ genuina parte).

OVVERO

Negli anni della crescita, il bambino ha pensato delle soluzioni, ha intravisto dei problemi. Ma ciò non è risultato gradito a qualcuno dei suoi grandi.

Allora il bambino ha messo da parte la soluzione, l’ha conservata.

Ha omesso di finire di giudicare quello che aveva intravisto come problema, ha soprasseduto.

Insieme a questi atti del suo pensiero, ha lasciato che un pezzo di se stesso rimanesse da parte.

Nell’et√† adulta a volte succede che quella soluzione torni ad essere utile, che quel problema torni a ripresentarsi, ma la persona non pu√≤ facilmente ricorrere a ci√≤ che ha messo via.

Voglio notare adesso che a tutto ci√≤ si connette la regola analitica fondamentale, ovvero dire quello che passa per la mente senza nessuna censura, n√© da parte della persona in analisi, n√© tantomento da parte di chi occupa il posto dell’analista. Il quale semmai far√† il possibile affinch√© la persona non abbia alcuna obiezione al proprio pensiero.

Se la psicoanalisi fosse una zattera

Per costruire la zattera della psicoanalisi bisogna essere in due. Non è necessario nessun preconcetto, anzi meglio se non ce ne sono, per evitare che il peso la faccia affondare.

Ogni zattera che viene costruita √® come se prima non fossero state mai costruite zattere in quanto, malgrado la ruvidezza dei materiali, bisogna starci comodi proprio quei due, fino ad arrivare all’isola di Psiche, navigando in mezzo ai flutti delle cattive interpretazioni.

Chiamaremo i due che si apprestano a costruire la zattera navigante e navigatore.

Navigante, perché si presume che abbia voglia di navigare.

Navigatore perch√© si presume che conosca l’oceano.

A forza di presumere si pecca di presunzione.

Ai naviganti dico, prima di cominciare a costruire la zattera:

‚ÄúSmettetela di presumere che faccia tutto io. Qualcosa far√≤, ma non sempre quello che vi aspettate.‚ÄĚ

(Se qualcuno si sentisse scoraggiato da questa frase, farebbe bene ad occuparsi del proprio scoraggiamento).

E poi aggiungo: ‚ÄúTu, carissimo navigante, siediti a prua e guarda la rotta, io mi siedo a poppa e guarder√≤ tutto quello che affiora da sotto la zattera, perch√© sar√† da l√¨ che affioreranno le onde che ti sar√† utile prendere in considerazione.‚ÄĚ

Se prima d’ora non siete mai andati verso Psiche √® stato perch√©, tutte le volte che cominciavate a navigare, escludevate di considerare quello che affiorava da sotto la vostra bellissima nave. Ora siamo costretti a costruirci una zattera e pazienza! Ci daremo da fare per riparare la vostra nave e vi mostrer√≤ che il tesoro si trova dove non pensate che sia.

N.B. Le metafore funzionano meglio delle cattive interpretazioni; queste ultime fanno incagliare la nave, la sbattono sugli scogli, la immobilizzano. Una metafora schiude l’orizzonte del possibile evocandolo.

Dietro i monti sorge il sole, lo intuiamo dal chiarore che illumina l’alba con il suo pallido rosa. Ben lo sapeva Dante, quando scriveva:

L’alba vinceva l’ora mattutina

che fuggia innanzi, sì che di lontano

conobbi il tremolar della marina.

Verso Psiche 4

Vediamo in termini generali cosa vi sto proponendo.

Se Psiche √® un’isola e noi ne siamo fuori, vuol dire che siamo separati dal nostro pensiero. Accingerci al viaggio verso Psiche vuol dire metterci nella prospettiva di ricomporre il nostro pensero e conseguentemente il nostro essere.

Ma siamo separati dentro noi stessi? Ecco la mia risposta.

Nel mio pensiero non possono accadere decisioni relative ad atti che io stesso in qualche modo non abbia pensato.

Mi succede ad esempio di dire Roma per toma, o anche di sentirmi in ansia quando non ce ne sarebbe ragione, oppure c’√® quella volta che non mi viene in mente una parola semplice, o ancora c’√® quel giorno che mi torna ossessivamente in mente un nome, senza che io stesso possa capire a qual fine.

Allora bisogna che in qualche modo alcune regioni del mio pensiero siano lontane da me stesso.

Ovvero, come dico io, che Psiche sia un’isola lontana. Come se avessi relegato in una regione a me ignota alcuni pensieri che tuttavia devo aver io stesso pensato.

Se vedete quello che vi sto mostrando col dito, seguitemi ancora, io stesso trovo ancora il viaggio alla scoperta di me stesso molto interessante.

Verso Psiche 2

 Non sarà di certo sfuggito a nessuno il fatto che il viaggio verso Psiche in definitiva costituirà una serie di lezioni.

Desidero trasmettere le mie scoperte su ciò che fa inciampo nel cammino verso Psiche e sopratutto sul tesoro che vi è nascosto.

Ci sono due modi per partecipare.

Il primo √® quello di seguire le iniziative pubbliche, gli incontri, i dibattiti, i piccoli testi dal vivo, oppure on line. √ą la continuazione di Riflessioni a ruota libera e lo chiamo, per brevit√†, pubblico.

L’altro √® a pagamento. Consiste nella partecipazione agli approfondimenti di presenza, oppure tramite web. Necessita di una iscrizione diretta e decisa. √ą rivolto a quanti desiderano non solo raggiungere la propria isola, ma avere anche una idea del modo e delle difficolt√† che gli altri possono incontrare. Per brevit√†, sar√† chiamato riservato.

I vantaggi non saranno di apparenza (titoli, punteggi, strumenti per scalare graduatorie), ma di sostanza: chi si applicher√†, riuscir√† a raggiungere pi√Ļ facilmente la propria isola, a fare compagnia ad altri, a capire e comprendere di pi√Ļ e meglio.

Per questa volta penso che possa bastare, seguiranno le modalità per comunicarmi il desiderio di partecipare alle iniziative riservate e ulteriori precisazioni che mi verranno in mente. Per la maniera pubblica, basta essere iscritti alla mail-list e seguire i social, ovvero affacciarsi di tanto in tanto e mettere dentro il naso.

Seguiranno anche le introduzioni alle tematiche.

Ma prima di tutto questo (modalità e tematiche), seguiranno alcuni paradossi della mia professione e di quanti vogliono andare verso Psiche.

In altri termini vi ho già dato alcuni appuntamenti:

I paradossi.

La natura del viaggio verso Psiche.

Le modalità per iscriversi al corso riservato.

L’introduzione alle tematiche.

Il chiarimento per coloro che, come me, sono affezionati al principio di non contraddizione (promesso la volta scorsa).

Chi farebbe bene a fare una psicoanalisi con un’altra persona. (Con altre parole, sar√† anche il tema del prossimo lavoro pubblico e riservato).

Carmelo Corrado Occhipinti

Dal soggetto ai sistemi sociali

Le organizzazioni sociali, nell’essere costituite da una molteplicit√† di soggetti interagenti tra loro, hanno un sistema di pensieri del tutto analogo ai pensieri del singolo soggetto.

Anche in una organizzazione sociale (monastero, convento, partito politico, parlamento di una nazione, assemblea europea, americana) una buona idea pu√≤ essere scartata. Il fatto √® che, dal posto in cui manca, la buona idea continua ad essere alimentata e a lavorare; con la particolarit√† che un’idea lavorante dal posto dello scarto produce effetti disturbanti. Un esempio? La situazione politica attuale sia in generale che nei singoli partiti. Tutti.

Valga come nota di riferimento. Insormontabili difficolt√† logistiche mi impediscono di proseguire con la cadenza abituale gli incontri. Al momento non posso ancora dire null’altro se non che di sicuro ci incontreremo in streaming non pi√Ļ tardi della seconda met√† di maggio su

La monaca di Monza

tra finzione e realtà

due diversi quadri psicopatologici.

Con la psicoanalisi siamo ancora fermi a Freud?

Alla persona che me lo chiedeva risposi di avere l’impressione di¬†non essere ancora neanche a Freud.

Intendo adesso aggiungere questo: Freud ha avuto la fortuna di¬†osservare come un certo attacco isterico, molto comune ai suoi¬†tempi nella letteratura psichiatrica, rappresentasse un atto sessuale;¬†ed ha avuto la fortuna di osservare e di cercare nella sua vita come¬†fosse possibile passare dalla rappresentazione isterico-teatrale¬†dell’atto sessuale, alla soddisfazione sessuale.¬†In questa ricerca ha trovato che l’unica via percorribile era in una¬†pratica che lasciasse libert√† ai pensieri di fluire liberamente, e per¬†fare fluire liberamente il pensiero occorre fare nulla. Un nulla¬†intelligente che lasci appunto il pensiero libero di fluire, un nulla¬†intelligente che occorre fare.

La formulazione √® di un apparentemente logico impossibile che di¬†fatto e di logica √® possibile solo se si considera che c’√® un lavoro¬†gi√† attivo e incompleto da parte di un soggetto e che questo lavoro¬†pu√≤ completarsi solo se nessuno lo ostacola; si verifica a volte che¬†lo sforzo per favorire ad ogni costo, finisce per essere di ostacolo¬†perch√© suscita alla persona una violenta reazione.¬†L’analista viene pagato per non ostacolare questo lavoro, non¬†ostacolarlo neanche con l’idea di favorirlo.

√ą ridicolo pensare di poter cambiare il corso dei pensieri di una¬†persona, si possono cambiare le forzature, ma una forzatura vale¬†l’altra. √ą ridicolo, e volendo considerare adeguatamente, √® anche¬†una vera e propria allucinazione.

La mia risposta pi√Ļ completa √® perci√≤ che non siamo fermi a¬†Freud, ma abbiamo avuto la fortuna di osservare con lui che molta¬†gente sta correggendo l’idea di reprimere il proprio pensiero.

Gli offriamo l’opportunit√† di crearsi un’opportunit√†.

Anche qui, vale la stessa precisazione fatta per l’educazione del¬†bambino: il rispetto delle regole analitiche non comporta alcuna¬†oppressione del pensiero.

Ed in conclusione: non siamo per nulla fermi, meno che mai con Freud. Lavoriamo, a partire da Freud per valorizzare il pensiero.

Psicoanalisi, punto e a capo

Ho condotto le mie riflessioni in modo da mettere in evidenza che la serie dei disturbi di cui ci¬†occupiamo evidenzia un errore del pensiero: la repressione di una parte di se stesso. Mercoled√¨ sera¬†mostrer√≤ come all’errore repressivo occorra rispondere con la libert√† di pensare. Una libert√† che si¬†fa aiutare dai risultati della scienza medica e dalle conclusioni delle discipline morali, ma non se ne¬†fa condizionare.

Come promesso nella serata del 31 ottobre…

…. ecco il testo freudiano che non avevo inserito
“Premessa a un articolo di E. Pickwort Farrow (OSF, X, 327).
‚ÄúL’autore di questo articolo ‚Ķ non √® riuscito a trovare un accordo n√© con uno n√© con l’altro dei due analisti con cui ha cercato contatto a causa di una certa sua caparbiet√†. Egli si √® dedicato quindi alla coerente applicazione del procedimento dell’autoanalisi, di cui io stesso mi sono servito a suo tempo per analizzare i miei sogni. I risultati del suo lavoro meritano attenzione proprio per le particolari caratteristiche della sua personalit√† e della sua tecnica.‚ÄĚ