Fronda d’ulivo

Il commento alla poesia dialettale “Fronda d’ulivo” mi sembra il miglior collegamento possibile tra la giornata di sabato e il prossimo evento di Riflessioni a ruota libera.
Una ragazza senza nome, detta fronda d’ulivo, √® innamorata di un giovane anche lui senza nome, detto quello che anelo io, il padre la vuole sposare ad un terzo, ancora senza nome, quello che marita.
C’√® l’universale violenza del matrimonio combinato nell’essere privi di nome, ma anche i matrimoni combinati alcune volte sono andati bene. Nella tradizione popolare della poesia c’√® un dire in pi√Ļ: la ragazza √® una fronda d’ulivo. Non √® una persona, agli occhi del padre, ma un ramoscello che si pu√≤ innestare dove si vuole. Non ha desideri, come la fronda dell’ulivo, non ha pensieri, non ha affetti.
E la fronda si ribella: non riesce ad opporsi al rito del matrimonio, come vorrebbe, e si oppone alla pratica del matrimonio. Fugge via dal marito e si reca dal suo amato dicendo: ‚ÄúSe non mi vuoi perch√© trovi che il mio amore per te sia disonesto, allora uccidimi!‚ÄĚ
Il suo amato capisce quale valore ha una donna che decide con chi comporre il proprio desiderio, la prende in casa, difendendola dagli insulti del marito.
‚ÄúMi √® scappata una mula!‚ÄĚ dice il marito.
E l’amato risponde: ‚ÄúNon √® una mula, √® una signora e vuole stare dentro un palazzo!‚ÄĚ
A questo punto il marito è dileggiato dalla propria stessa madre.

Tutti possiamo riconoscerci nell’essere stati fronde d’ulivo e muli nel pensiero di qualcuno. E per tutti, attraverso questa poesia, si apre la possibilit√† di riprendere la guida della nostra vita. Il ‚ÄúBureau d’echange de maux √® sempre aperto dentro noi stessi e abbiamo sempre la possibilit√† di scambiare una scelta malefica con una benefica.

Quello che ho scritto valga come ringraziamento per Angela Matera e Elisabetta De Lucia che ci hanno messo a disposizione una raccolta ragionata del sapere popolare lucano. Ogni regione ha i suoi particolari saperi, alcune volte gli errori e i valori vengono mostrati con particolare evidenza. √ą il caso di Fronda d’ulivo.

Come e perché ci si ritrova ammalati psichicamente

Comincio questa riflessione partendo da un luogo comune che spero di rivalutare: la vita è una questione di scelte. A volte banalizziamo alcune frasi che sono entrate nel linguaggio comune, fino a non capirne la reale portata.
Ciò che chiamiamo nazionalità è un esempio del fatto che la vita è una questione di scelte. La nazionalità ha un carattere legale: uno è cittadino italiano perché ha dei requisiti tali per cui un funzionario pubblico possa certificare o scrivere su un passaporto: il tal dei tali è cittadino italiano.
Durante il mio recente viaggio in Argentina, ad un tassista che ricordava di avere il nonno italiano, ho chiesto se si sentiva italiano. Mi ha risposto che no, si sentiva ed era argentino e, come milioni di altri in quella terra, aveva i nonni italiani ed era cittadino argentino.
Una cameriera invece mi diceva di avere un nonno tedesco ed uno italiano e che lei si sentiva e voleva essere italiana. Ed avendo saputo che poteva ottenere la cittadinanza italiana, aveva iniziato a sbrigare le pratiche.
√ą stato in quel momento che ho pensato: ma √® come la vita psichica! Uno si iscrive alla nazione della pazzia, un altro vuole iscriversi ad un’altra nazione. Ed infine ancora, uno preferisce dichiararsi apolide.
La vita è una questione di scelte: ci si iscrive al partito dei fobici, degli insonni, dei violenti. E ci si cancella. A volte non da soli, ma da sé.
Partiti, nazioni, associazioni: tutte metafore del carattere connesso alla scelta del soggetto.

E questo da sé, benché non da soli è ciò che sulla scorta di Freud chiamo psicoanalisi.
Ora qualcuno potrebbe chiedermi: ‚ÄúMa perch√© dice chiamo? La psicoanalisi non esisteva prima di lei?‚ÄĚ
Rispondo semplicemente ed ancora che √® una questione di scelte. Ho scelto questa strada, nell’infinito mondo che in un centinaio di anni si √® creato intorno alla parola psicoanalisi. Non sto a dilungarmi su questo infinito mondo. Dico solo, in contrapposizione non con tutti, che ho privilegiato la strada in cui si considera la possibilit√† che l’individuo ce la faccia da s√© e da solo. Se afferma di non farcela da solo, ci spieghi anche il perch√©. Dai ricordi intorno a questo perch√© nascer√† la strada perch√© ritrovi (ri-trovi significa che l’aveva gi√† trovata) la strada.