Lutto e melanconia

… arriflittì che veramenti stava rispettanno un lutto.
Quello della so vita persa, spardata senza sapiri né come né perché. (Andrea Camilleri, Gran Circo Taddei …,pag. 236)
In una sola frase è contenuta un’alternativa per contrapposizione ad un’altra frase. O siamo personaggi di un romanzo non scritto da noi, marionette in un cielo di carta, o soggetti attivi che, in mancanza di iniziativa (ovvero: inibizione del pensiero), possiamo almeno giungere alla conclusione di avere sprecato la vita, senza sapere come è perché. Beninteso, avendo invece chiarissimo il come ed il perché.
E ancora, è una frase che ripropone la precisa distinzione tra lutto e melanconia, essendo il lutto un’esperienza dolorosa del pensiero normale mentre la melanconia è il godimento perverso di un pensiero che mantiene la propria inibizione.
Ed infine: nel lutto non c’è niente da elaborare, nella melanconia c’è da riprendere il pensiero della possibile soddisfazione.
Appuntamento al 30 marzo per il seguito.
Carmelo Corrado Occhipinti