Eros, Psiche e Andy Capp

Il serpente non sapeva nulla del bene e del male.

Intorno alla Psicologia. Dibattito con curiosi interessati.

Persone, non etichette. Introduzione 13 gennaio 2018 ore 17

Autismo, il nome di una questione. I Incontro 15 gennaio 2018 ore 19,30

L’handicap di Psiche è la bellezza. II Incontro 17 febbraio 2018 ore 17

L’oceano delle cattive interpretazioni. III Incontro 19 febbraio 2018 ore 19,30

Il pensiero e l’isola del tesoro. IV Incontro 17 marzo 2018 ore 17

Andy Capp e l’effetto Pigmalione. V Incontro 19 marzo 2018 ore 19,30

Metodo: Conversazioni. Un intervento di circa di mezz’ora.

Una pausa di riflessione di un quarto d’ora. Interventi liberi. Conclusione.

Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Il corso si terrà nei locali dellAzione Cattolica, a Ragusa in via Ettore Fieramosca, 100.

Per informazioni e iscrizioni entro il (10 gennaio 2018) 348 5118087

Carmelo Corrado Occhipinti

Psicoanalista

Verso Psiche

Alcuni amici mi hanno chiesto di organizzare degli incontri sulla vita psichica. È per corrispondere a questo desiderio e per invitarne altri che ho intrapreso la pubblicazione degli ultimi articoli. Li riproporrò a breve in forma più ordinata.

Prevedo due serie convergenti: una gratuita, di presenza e attraverso il web, di circa sei incontri l’anno e un’altra rivolta a quanti sono interessati ad un approfondimento, con un modesto rimborso economico.

Il viaggio inaugurale partirà dal palazzo Garofalo in corso Italia a Ragusa. Non sarà visibile attraverso internet, via per la quale riproporrò il mio intervento subito dopo.

Fatemi sapere cosa ne pensate e comunicatemi liberamente il vostro desiderio di partecipare.

per mail: social@riflessioniaruotalibera.it

per telefono: al 348 5118087 (anche con un sms).

Aspettando di viaggiare insieme a voi

Carmelo Corrado Occhipinti

Potrebbe non essere stato chiaro …

… e potrebbe esserlo ancor meno, perché, nella sua semplicità, quello che sto per dire, non è purtroppo di immediata comprensione. Provo a dirlo meglio.

Insieme al tesoro avete sepolto una parte di voi stessi.

È come se, da un certo in momento, una parte dell’Io non si fosse sviluppata del tutto, rimanendo atrofizzata ad uno stadio che al momento apparteneva ad un Io embrionale che per comodità chiamiamo Es, che si sarebbe sviluppata adeguatamente e che invece si trova sepolta nella vostra isola sperduta nell’oceano delle cattive interpretazioni. Andare a cercare il tesoro (venirci con me) significa lavorare perché quell’Es non sviluppato, riprenda a crescere.

Questo Freud lo ha detto splendidamente: “Dove era Es, Io deve avvenire come soggetto.”

Per ritrovare la parte perduta dell’Io, cioè per far sì che Io avvenga come soggetto, bisogna evitare di contrastare il pensiero. Bisogna cioè che l’Io ritrovi la possibilità, attraverso la padronanza del pensiero, di padroneggiare se stesso.

Non c’è soggetto, se non è padrone di sé.

È in questo senso che mi sento di poter affermare che non c’è contraddizione quando dico che sotto il medesimo aspetto, nello stesso momento l’Io si comporta in due modi diversi, perché in effetti una parte dell’Io si comporta come se ne fosse staccata, come se fosse un’altra entità (una parte sviluppata, un’altra atrofizzata ed è quella che sarebbe la migliore e più genuina parte).

OVVERO

Negli anni della crescita, il bambino ha pensato delle soluzioni, ha intravisto dei problemi. Ma ciò non è risultato gradito a qualcuno dei suoi grandi.

Allora il bambino ha messo da parte la soluzione, l’ha conservata.

Ha omesso di finire di giudicare quello che aveva intravisto come problema, ha soprasseduto.

Insieme a questi atti del suo pensiero, ha lasciato che un pezzo di se stesso rimanesse da parte.

Nell’età adulta a volte succede che quella soluzione torni ad essere utile, che quel problema torni a ripresentarsi, ma la persona non può facilmente ricorrere a ciò che ha messo via.

Voglio notare adesso che a tutto ciò si connette la regola analitica fondamentale, ovvero dire quello che passa per la mente senza nessuna censura, né da parte della persona in analisi, né tantomento da parte di chi occupa il posto dell’analista. Il quale semmai farà il possibile affinché la persona non abbia alcuna obiezione al proprio pensiero.

E se invece di una zattera, la psicoanalisi fosse una carretta?

Quello che prima era il navigante, dovrebbe tirare la carretta ed io spingerei, ma non troppo, perché non vedo la strada. Proprio così: non vedo la strada che può vedere solo chi sta davanti a tirare. E non devo neanche vederla! La direzione della carretta spetta al proprietario, come quello che vuole fare nella vita spetta al soggetto.

Nessuno può sostituirsi ad un altro, meno che mai io.

“E non mi dà neanche qualche consiglio?” Potrebbe dire un eventuale navigante.

“Ma come vorrei che ci fosse a cui chiedere consiglio io stesso!” Risponderei, aggiungendo: “Guardi che, se invece di essere zattera, o carretta, la psicoanalisi fosse il divano su cui lei si sdraierà e la poltrona sulla quale rimango io, come di fatto è, i consigli ce li faremmo dare entrambi dalle idee improvvise che ci vengono in mente, dai nostri lapsus e dai nostri sogni. Perché ci porremo alla ricerca dei pensieri che abbiamo prima pensato e poi scartato.”

Verso Psiche 5

Chi fa bene a rivolgersi ad uno psicoanalista?

In generale nessuno e tutti. Cioè a dire ci siamo tutti in mezzo, nella stessa acqua, nessuno è migliore di un altro.
Solo alcuni hanno voglia di venirne a capo.

Avete una bellissima nave, la natura vi ha fornito lo scafo e voi lo avete attrezzato con vele e motori come meglio avete saputo e potuto fare. Potete navigare verso Psiche e allontanarvene a vostro piacimento. Non dico che potete fare a meno del pensiero, perché quello ve lo portate appresso anche quando dormite, ma potete fare a meno di pensare il pensiero.

Non vi viene in mente un nome? Sarà un pensiero tenuto lontano da voi stessi? (Come dicevo la volta scorsa). Ma va benissimo, vi verrà in mente più tardi!

Oppure, non avete appetito e pensate che mangerete più tardi.

Ma a volte la nave si incaglia, le vele non prendono il vento, cominciate a credere che non ci sia nessuna isola di nome Psiche e che non ci sia nessun tesoro. Credete anche di avere una pessima nave e di non sapere navigare … In questo caso, se volete, la psicoanalisi, con la sua piccola zattera, vi aiuta.

A che cosa? A farvi tornare la voglia di andare verso Psiche, a cercare il tesoro e soprattutto a sapere che si tratta di un tesoro per il quale vale la spesa di disincagliare la nave e tornare ad essere quelli che avreste potuto se …

Fuori di metafora.

Succede a volte di ritrovarsi sempre allo stesso punto: la stessa fobia, la stessa inappetenza (che brutta parola l’anoressia!), la stessa sfrenata voglia di mangiare (bulimia, come parola è peggiore dell’anoressia) la stessa vergogna (che si chiama anche fobia del ridicolo), la stessa angoscia, la stessa tristezza, senza che ce ne sia ragione.

Ho ripetuto stessa perché è essenziale. Un disturbo è un fatto normale, è la sua ripetizione fissa nel tempo che può suggerirvi di venire di me. Ad esempio: tutte le volte che sto per uscire in strada, o sto per prendere l’ascensore, o sto per salire su un aereo, o sto per andare a letto, tutte le volte mi prende un nodo allo stomaco, mi manca l’aria, sto quasi per vomitare e se mi distolgo da quello che avevo intenzione di fare mi passa.

Allora si può dire che non c’è ragione nel mio corpo perché mi venga un disturbo così fatto.

Desidero fare altri esempi: tutte le volte che il mio coniuge esce di casa mi viene paura che potrebbe tradirmi. Tutte le volte che un amico si avvicina, credo che voglia ingannarmi. Quando mio figlio è fuori, ho il terrore che gli succeda qualcosa. Sempre! (Il sempre è essenziale, altrimenti prendiamo per disturbo la giusta occupazione dei genitori verso i figli!). Sempre! Anche quando è fuori con l’altro genitore (se è affidabile), con i nonni (se sono sicuri), in camera sua a dormire, al punto che mi sveglio col terrore che possa non respirare più (per inciso, lo stesso terrore che provavo fino a cinque anni nei confronti dei miei genitori, o del mio fratellino).

Ed infine, quando vado in chiesa, mi accorgo che non riesco a pregare; quando vado alle riunioni del partito (ormai non ce ne sono più di partiti!) non riesco a concentrarmi, quando leggo non riesco a seguire il filo del discorso.

Proprio per ultimo: al massimo della mia tranquillità, sento le voci che mi parlano, vedo persone che non ci sono, sento profumi o puzze inesistenti. Lo so bene che sono un prodotto della mia fantasia, ma li vedo e li sento ugualmente.

In tali casi la piccola e malferma zattera della psicoanalisi può aiutarvi.

“Ma scusi – potreste dire – se è piccola e malferma, scappa la voglia di salirci sopra!”

Avete ragione, ma il suo carattere di non sicurezza dipende dal fatto che voi stessi siete insicuri. Vi ho già detto che la psicoanalisi si fonda su di voi. Se avete ancora un fondo di fiducia in voi stessi, venite pure. Se non si fosse capito: anche la cattiva opinione di se stessi è una buona occasione per incontrarci.

E per i bambini? Lo stesso, con una grande differenza. Tutte queste cose sono ancora più normali nello sviluppo, a meno che non ci sia la condizione per cui il bambino sta già pregiudicando il suo futuro in una maniera che poi sarà irreversibile.

Ad esempio si chiude in se stesso e non parla più. Si deve vedere l’atto della chiusura in se stesso (questo è più difficile e lungo da spiegare). Oppure se il bambino si scaglia facilmente contro gli altri che non gli hanno fatto nulla. O anche se va così male a scuola che rischia di non potere proseguire e non ha alcun handicap: andava benissimo fino ad un certo punto e poi non ha capito più nulla. E non c’è stata nessuna malattia.

Se avete un dubbio su voi stessi o sul vostro bambino una consultazione va sempre bene, non mangio nessuno, specialmente durante il lavoro, e dico chiaramente quando non è il caso.

Una mia abituale risposta è:

“Ha fatto bene a consultarmi, ma non vedo nessun disturbo. Lasci passare qualche mese, se le cose rimangono ferme, mi chiami di nuovo!”

Mi succede a volte che la persona aggiunga qualcosa, quasi di sfuggita, per la quale è opportuno iniziare un lavoro. Allora dico:

“In questo caso sì. Trovo opportuno iniziare un lavoro. Vediamoci un’altra volta e ne parliamo meglio.”

Verso Psiche 4

Vediamo in termini generali cosa vi sto proponendo.

Se Psiche è un’isola e noi ne siamo fuori, vuol dire che siamo separati dal nostro pensiero. Accingerci al viaggio verso Psiche vuol dire metterci nella prospettiva di ricomporre il nostro pensero e conseguentemente il nostro essere.

Ma siamo separati dentro noi stessi? Ecco la mia risposta.

Nel mio pensiero non possono accadere decisioni relative ad atti che io stesso in qualche modo non abbia pensato.

Mi succede ad esempio di dire Roma per toma, o anche di sentirmi in ansia quando non ce ne sarebbe ragione, oppure c’è quella volta che non mi viene in mente una parola semplice, o ancora c’è quel giorno che mi torna ossessivamente in mente un nome, senza che io stesso possa capire a qual fine.

Allora bisogna che in qualche modo alcune regioni del mio pensiero siano lontane da me stesso.

Ovvero, come dico io, che Psiche sia un’isola lontana. Come se avessi relegato in una regione a me ignota alcuni pensieri che tuttavia devo aver io stesso pensato.

Se vedete quello che vi sto mostrando col dito, seguitemi ancora, io stesso trovo ancora il viaggio alla scoperta di me stesso molto interessante.

Verso Psiche 3 Paradossi

 Sigmund Freud non era freudiano.

Non sono i lapsus ad essere freudiani, ma Freud è lapsista.

Né Freud, né io siamo stati mai così matti da credere di guarire la gente.

Non si applica la psicoanalisi alle persone, semmai attraverso l’analisi di una persona si corregge il proprio pensiero e conseguentemente si corregge la psicoanalisi.

Il bello della psicoanalisi è che è stato scritto di tutto, il brutto è che stato scritto anche il contrario di tutto.

Carmelo Corrado Occhipinti

Verso Psiche 2

 Non sarà di certo sfuggito a nessuno il fatto che il viaggio verso Psiche in definitiva costituirà una serie di lezioni.

Desidero trasmettere le mie scoperte su ciò che fa inciampo nel cammino verso Psiche e sopratutto sul tesoro che vi è nascosto.

Ci sono due modi per partecipare.

Il primo è quello di seguire le iniziative pubbliche, gli incontri, i dibattiti, i piccoli testi dal vivo, oppure on line. È la continuazione di Riflessioni a ruota libera e lo chiamo, per brevità, pubblico.

L’altro è a pagamento. Consiste nella partecipazione agli approfondimenti di presenza, oppure tramite web. Necessita di una iscrizione diretta e decisa. È rivolto a quanti desiderano non solo raggiungere la propria isola, ma avere anche una idea del modo e delle difficoltà che gli altri possono incontrare. Per brevità, sarà chiamato riservato.

I vantaggi non saranno di apparenza (titoli, punteggi, strumenti per scalare graduatorie), ma di sostanza: chi si applicherà, riuscirà a raggiungere più facilmente la propria isola, a fare compagnia ad altri, a capire e comprendere di più e meglio.

Per questa volta penso che possa bastare, seguiranno le modalità per comunicarmi il desiderio di partecipare alle iniziative riservate e ulteriori precisazioni che mi verranno in mente. Per la maniera pubblica, basta essere iscritti alla mail-list e seguire i social, ovvero affacciarsi di tanto in tanto e mettere dentro il naso.

Seguiranno anche le introduzioni alle tematiche.

Ma prima di tutto questo (modalità e tematiche), seguiranno alcuni paradossi della mia professione e di quanti vogliono andare verso Psiche.

In altri termini vi ho già dato alcuni appuntamenti:

I paradossi.

La natura del viaggio verso Psiche.

Le modalità per iscriversi al corso riservato.

L’introduzione alle tematiche.

Il chiarimento per coloro che, come me, sono affezionati al principio di non contraddizione (promesso la volta scorsa).

Chi farebbe bene a fare una psicoanalisi con un’altra persona. (Con altre parole, sarà anche il tema del prossimo lavoro pubblico e riservato).

Carmelo Corrado Occhipinti

Verso psiche 1

Per ciascuno di noi c’è un’isola in mezzo all’oceano, il suo nome è Psiche. Se volete, ci andiamo insieme.

È l’isola di tutto ciò che ciascuno di noi pensa ed ha pensato, perciò si potrebbe ragionevolmente affermare che ci sapreste andare da soli.

Nel mezzo di quest’isola avete sepolto un tesoro, ma avete dimenticato dove.

Avete anche dimenticato che si tratta di un tesoro.

Io non so dov’è il vostro tesoro, so che si può capire dagli atti (parole comprese) che usate.

Soprattutto so che è un tesoro. Quest’ultimo sapere è lo specifico della mia professione.

Le varie isole non sono sovrapponibili e ciascuno si muove per conto proprio, benché possa fare un buon tratto di strada in compagnia.

In definitiva però l’ultima e più importante parte è quella che ciascuno di noi farà da sé e da solo.

Andarci in compagnia, per la parte possibile, è più veloce e produttivo, anche per questo sono qui a lavorare. Qui dove? Nel mio studio, dove ricevo persone che hanno il piacere di andare verso Psiche con me a trovare il tesoro.

Tra le cose che gradualmente dirò ci sarà anche una ulteriore precisazione su coloro che farebbero bene a fare il viaggio verso Psiche in compagnia (il fatto che sia con me è una variabile non necessaria).

Senza falsi pudori, so però di poter essere un buon compagno di strada, ma solo per coloro che si sforzano di essere, a loro volta, buoni compagni di strada.

L’oceano è fatto dalle cattive interpretazioni. Non le abbiamo fatte noi, ma le abbiamo prese come nostre.

Non è necessario demolire tutte le cattive interpretazioni, benché sia meglio farne cadere qualcuna.

Uno solo è il proponimento sbagliato: reprimere il nostro pensiero e tenerlo vivo sullo stesso punto, nel medesimo aspetto. (Ai raffinati del principio di non-contraddizione prometto una spiegazione).

Benché sia un’isola, Psiche è isolata esclusivamente dall’oceano delle cattive interpretazioni, ma è in stretto rapporto con l’universo che ciascuno di noi si è creato.

Questo rapporto è migliorabile attraverso l’autoanalisi, eventualmente l’analisi con un’altra persona e la partecipazione alle iniziative che sarò qui a proporvi gradualmente a partire dalla prossima volta.

Carmelo Corrado Occhipinti

Diretta Streaming (Google Hangouts)

La banalità del male

Sintonizzatevi su questa pagina Sabato 31 Gennaio alle ore 16! Saremo in diretta streaming dalla Galleria Boragno: “La banalità del male” di Luigi Campagner. Interverrà Carmelo Occhipinti.

Volete partecipare alla discussione? Fare domande o semplicemente applaudire? Seguite lo streaming direttamente dalla pagina di Google Hangouts