Dal soggetto ai sistemi sociali

Le organizzazioni sociali, nell’essere costituite da una molteplicità di soggetti interagenti tra loro, hanno un sistema di pensieri del tutto analogo ai pensieri del singolo soggetto.

Anche in una organizzazione sociale (monastero, convento, partito politico, parlamento di una nazione, assemblea europea, americana) una buona idea può essere scartata. Il fatto è che, dal posto in cui manca, la buona idea continua ad essere alimentata e a lavorare; con la particolarità che un’idea lavorante dal posto dello scarto produce effetti disturbanti. Un esempio? La situazione politica attuale sia in generale che nei singoli partiti. Tutti.

Valga come nota di riferimento. Insormontabili difficoltà logistiche mi impediscono di proseguire con la cadenza abituale gli incontri. Al momento non posso ancora dire null’altro se non che di sicuro ci incontreremo in streaming non più tardi della seconda metà di maggio su

La monaca di Monza

tra finzione e realtà

due diversi quadri psicopatologici.

Commento

A mio parere la figura mitologica di Medea potrebbe costituire uno dei paradigmi di una certa patologia psichica, ovviamente selezionando le parti più precise da quelle più sfumate. Alla figura di Medea attingono vari autori sia nell’antica Grecia che a Roma, o in nazioni ed epoche a noi più vicine. Dall’interrogarsi dei vari autori e dalle scelte che fanno si potrebbe ricavare un quadro coerente come ho fatto con Narciso e con Edipo.
In questo lavoro ovviamente si modifica il quadro filologico ed ermeneutico, ma il mio obiettivo è quello di mostrare (sempre mostrare ciò che è evidente e non ha bisogno di essere dimostrato) il processo di scelta del soggetto nel percorrere la strada della patologia.
Se un giorno percorrerò la strada di mettere a fuoco la figura di Medea, lo farò con l’obiettivo che ho appena detto. Senza che ciò costituisca un impegno per me, al momento sono portato a mettere in cantiere questo lavoro nel quale risponderò proprio alla tua domanda:
ma come fa una persona a combinare un disastro simile?
Non ti sarà sfuggito il fatto che ho modificato la tua domanda. Al posto di quella che tu descrivi come scissione del soggetto (e a buon diritto), ho messo un soggetto integro perché, non solo in questa occasione, considero il pensiero scisso e non il soggetto.
Ad una persona che tiene separati due pensieri si può fare vedere la linea che li unisce, o meglio, si può mostrare come lui stesso li unisca. Se consideriamo la persona, o il soggetto scissi tra inconciliabili opposti non li uniamo più.
Si può mostrare il nesso tra due pensieri, come si può constatare una cosa che non esiste, ad esempio la scissione del soggetto.
Detto per inciso, ciò che Freud chiama rimozione è il fatto che è saltato il nesso tra un fatto e un pensiero, tra un ricordo e una decisione. E ciò che chiama scissione del pensiero è caratterizzata dall’ampiezza, nel senso anche fisico-geometrico (in una parola, topologico) dei pensieri tenuti separati.
Ecco perché Medea fa una strage di massa, perché ha tenuto separato (e perciò omesso) il giudizio sull’oltraggio di cui è stata vittima.

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