Un’occasione speciale

Mia moglie ed io abbiamo avuto il privilegio di incontrare Susy Izzo e suo marito nella loro casa a Roma. È stato un incontro profondamente entusiasmante che speriamo di poter ripetere. Per dare un’idea del nostro entusiasmo, dico solo che dopo la conversazione con Susy abbiamo fatto 12 ore di guida parlando del nostro incontro e di psicoanalisi. In tutte le altre occasioni ho parlato con mia moglie di psicoanalisi, questa volta abbiamo parlato, togliendoci le parole di bocca l’un l’altro e rallentando la guida per parlare meglio.
Grazie!

Pubblico la mail ricevuta da Susy Izzo la sera stessa.

Che piacere avervi incontrato,
inoltre aver avuto la gioia dopo tanti anni di trovare chi si interessa della mia Principessa e ha cercato con tenacia il libro e l’autrice rende ancor più valido lo scopo che mi ero prefissa: parlare di una donna dimenticata e mai menzionata su internet, un donna, non solo grande psicanalista, ma una donna arrivata in Italia, in Sicilia da terre molto lontane.
La storia del mio incontro è di più di 30 anni fa , è l’incontro con il Maestro, momenti di gioa e di speranza, con chi mi ha preso per mano e mi ha condotto nel difficile cammino della crescita, o meglio nella scoperta del proprio Sé
Questa era la Principessa Tomasi di Lampedusa.
Il mio libro è la descrizione, sotto forma di cronistoria, di un incontro magico tra due donne: una maestra di psicoanalisi, ma non solo, e una ragazzina che, oltre ad in trauma somatico subito, aveva tutti i turbamenti di un’adolescenza ancora non del tutto elaborata.
Tutte queste emozioni e ricordi sono stati chiusi nel mio cuore e … poi ho incontrato due persone che mi hanno spinto ad aprire il cassetto dei ricordi, il flusso della memoria.
Chi era Alexandra? Mi viene da dire una persona eccezionale che ho avuto il privilegio di conoscere, che ha reso significativi gli anni e le scelte della mia vita.
Susy

La dama e il Gattopardo di Susy Izzo

Ho letto con vero piacere e mi propongo di approfondire il libro in cui Susy Izzo racconta la propria analisi con Alessandra Wolff, moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Il mio piacere è stato duplice. Da un lato la conferma di alcune mie osservazioni in Psicoanalisi, punto e a capo. Per me sono state la scoperta di una cosa che era stata già detta, scritta e dimenticata. Non mi dilungo su questo aspetto, il testo è ancora in commercio, il mio intervento visibile su youtube. Solo una cosa voglio sottolineare: mi ha commosso trovare nero su bianco la lucida analisi di come anche nella psicosi ci fosse un pensiero messo da parte dal soggetto stesso; analisi accompagnata dalla raccomandazione di evitare di perderci tempo.
Mi ha fatto ancor più piacere trovare conferma di quanto la moglie sia stata ispiratrice del marito nella scrittura de Il gattopardo. Sarebbe lunghissimo scendere nei dettagli dell’ispirazione, ma il testo della Izzo è sempre lì ed il mio (con i primi sei interventi di Riflessioni a ruota libera) spero che sia disponibile entro la fine dell’anno; all’epoca non registravo per youtube. Non voglio però omettere di citare un passo:
“Qui su questo terrazzo dove siamo io e lei (la Izzo, n.d.r.), stavo con mio marito, con mille odori e profumi che solo la Sicilia è capace di stillare. Era una notte stellata. Notte però offuscata dalla luna piena. Qui io gli dissi: Inizia a scrivere, inizia a far rivivere i tuoi avi. Inizia a ripopolare e far entrare nel Palazzo la tua storia e le ore trascorse. Non pensarci con melanconia, scrivi e tutto vivrà come prima.” (S. Izzo, La dama e il gattopardo, pag.142).
In effetti ho osservato che la scrittura era una via di uscita dalla melanconia dell’Autore. Al momento non riesco a dire di più, se non che mai prima d’ora non avevo trovato una valorizzazione così importante di ciò che con fatica sono riuscito a sviluppare.