Padroni del nostro pensiero

Scrivo queste note conclusive da Ragusa dove ho incontrato un gruppo di colleghi con gli stessi obiettivi con cui ho promosso A ruota libera.

Innanzi tutto grazie di aver camminato con me. 

Abbiamo visto alcune tipologie patologiche tratte dalla letteratura. Abbiamo collegato ogni singolo tratto patologico con specifici processi di pensiero che al loro interno contenevano un errore.

Adesso aggiungo e preciso qualche nota. 

Esiste una precisa distinzione fra normalitĂ  e patologia.

In base a questa distinzione, non è possibile affermare che siamo tutti malati. Ancora in base a questa distinzione, si individua in una domanda la possibilità di una cura.

 La distinzione corrisponde a dati di fatto osservabili da chiunque.

 La distinzione comporta l’affermazione che siamo costitutivamente padroni del nostro pensiero. L’essere dell’Io non padrone in casa propria, cui si riferisce Freud, è la precisa descrizione dello stato patologico del pensiero.

Lo stato patologico del pensiero è il risultato di un processo che in alcuni casi è possibile ricostruire. In Francesca da Rimini, Salvo Montalbano e Fabrizio Corbera abbiamo osservato che avevano visto, o intravisto, una soluzione che poi hanno omesso dal loro pensiero.

 Proseguiremo. Di sicuro proseguiremo, benché ancora io non sia in grado di dire come e quando. Presumibilmente all’arrivo della primavera, con altre serate, ancora in numero di tre. Ho idea di invitare tre persone a servire il piatto principale, io porterò l’antipasto e il dolce.

 L’appetito (che provoca la domanda) è intorno alla risposta che alcuni hanno dato alle medesime questioni. Ma non dico di più per adesso: ho in casa gli ingredienti, ma non ho potuto assicurarmi se i tre cuochi vorranno cucinare. In caso cucino io. Se volete potete cominciare a preparare.

Quasi quasi ci vado…

Eugenio Peralta ha preparato un comunicato stampa di tale qualità da sollecitarmi ad inserirlo sul sito. In esso si troverà una sintesi efficacissima di come sarà la serata. Nel testo c’è qualcosa che mi spinge ad andare ad ascoltare il mì babbo!

Chiara

Da Dante a Tomasi di Lampedusa, passando per Camilleri: alla Cartolibreria Centrale Boragno di Busto Arsizio arriva a compimento il ciclo di incontri “Riflessioni a ruota libera”, composto da tre serate dedicate alla libera conversazione tra i presenti e orchestrate dallo psicologo e psicoanalista Carmelo Occhipinti. Per il terzo e ultimo appuntamento, in programma mercoledì 24 novembre a partire dalle 20.30, lo spunto è offerto dall’opera di un altro grande nome della letteratura italiana come Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de “Il Gattopardo”. Dal suo unico romanzo è tratta la citazione che dà il titolo alla serata, “Nel lento fiume pragmatistico siciliano”, ovvero “Il pensiero nel nodo scorsoio”: una riflessione sull’errore, inteso sia come sbaglio individuale e soggettivo, sia come ingannevole verità tramandata dalla cultura e dalla storia. Errori che devono essere scalfiti e combattuti per tornare ad affrontare la vita nel modo giusto, riscoprendo il proprio principio di piacere.

La conversazione prenderà le mosse dalla lettura di questo e altri passi per poi snodarsi attraverso gli interventi, richiesti ma non obbligatori, del pubblico presente. Un modo per dare libertà d’azione al pensiero, svincolandolo dalla costrizione della coscienza e lasciandolo saltare di palo in frasca, “a ruota libera” appunto.

Per ulteriori dettagli sull’incontro e per comunicare commenti e impressioni personali è possibile registrarsi sul sito.

Eugenio Peralta

24 Novembre: “Nel lento fiume pragmatistico siciliano”

Nel lento fiume pragmatistico siciliano

24 Novembre 2010 ore 20:30

Galleria Boragno

via Milano, 4 – Busto Arsizio – 0331.635753

“Nel lento fiume pragmatistico siciliano”

Ovvero

Il pensiero nel nodo scorsoio.


E naturalmente ci sono anche gli errori. Quelli individuali e soggettivi di ciascuno di noi e quelli che la cultura ci tramanda.

Li apprendiamo come veritĂ  che conducono alla salvezza ed invece sono un nodo scorsoio per il pensiero che ne risulta soffocato.

Li prendiamo come veritĂ  assieme al latte materno e invece sono tossici.

Se riusciamo a scalfire in superficie solo uno di questi errori, la vita per noi ricomincia attraverso il gusto di scoprirli tutti, mentre riprendiamo il nostro personale principio di piacere.

La serata, a ruota libera, sarà articolata intorno alla lettura e commento di alcuni versi.

Gli interventi sono richiesti, ma non obbligati. Per durate previste superiori ai due minuti preghiamo di comunicarlo anticipatamente.

Guarda la mappa per scoprire dove si terrĂ  l’evento