Verso psiche 1

Per ciascuno di noi c’√® un’isola in mezzo all’oceano, il suo nome √® Psiche. Se volete, ci andiamo insieme.

√ą l’isola di tutto ci√≤ che ciascuno di noi pensa ed ha pensato, perci√≤ si potrebbe ragionevolmente affermare che ci sapreste andare da soli.

Nel mezzo di quest’isola avete sepolto un tesoro, ma avete dimenticato dove.

Avete anche dimenticato che si tratta di un tesoro.

Io non so dov’√® il vostro tesoro, so che si pu√≤ capire dagli atti (parole comprese) che usate.

Soprattutto so che √® un tesoro. Quest’ultimo sapere √® lo specifico della mia professione.

Le varie isole non sono sovrapponibili e ciascuno si muove per conto proprio, benché possa fare un buon tratto di strada in compagnia.

In definitiva per√≤ l’ultima e pi√Ļ importante parte √® quella che ciascuno di noi far√† da s√© e da solo.

Andarci in compagnia, per la parte possibile, √® pi√Ļ veloce e produttivo, anche per questo sono qui a lavorare. Qui dove? Nel mio studio, dove ricevo persone che hanno il piacere di andare verso Psiche con me a trovare il tesoro.

Tra le cose che gradualmente dirò ci sarà anche una ulteriore precisazione su coloro che farebbero bene a fare il viaggio verso Psiche in compagnia (il fatto che sia con me è una variabile non necessaria).

Senza falsi pudori, so però di poter essere un buon compagno di strada, ma solo per coloro che si sforzano di essere, a loro volta, buoni compagni di strada.

L’oceano √® fatto dalle cattive interpretazioni. Non le abbiamo fatte noi, ma le abbiamo prese come nostre.

Non è necessario demolire tutte le cattive interpretazioni, benché sia meglio farne cadere qualcuna.

Uno solo è il proponimento sbagliato: reprimere il nostro pensiero e tenerlo vivo sullo stesso punto, nel medesimo aspetto. (Ai raffinati del principio di non-contraddizione prometto una spiegazione).

Bench√© sia un’isola, Psiche √® isolata esclusivamente dall’oceano delle cattive interpretazioni, ma √® in stretto rapporto con l’universo che ciascuno di noi si √® creato.

Questo rapporto √® migliorabile attraverso l’autoanalisi, eventualmente l’analisi con un’altra persona e la partecipazione alle iniziative che sar√≤ qui a proporvi gradualmente a partire dalla prossima volta.

Carmelo Corrado Occhipinti

3 commenti »

  1. Giovanna scrive:

    Molto interessante come presentazione del lavoro di analisi. Mi piace pensare che attraverso il lavoro su se stessi(non importa se fatto da soli o con l’aiuto di qualcuno, ma che sia competente)si scopra un tesoro

  2. m.giovanna scrive:

    Tra un’onda e l’altra iniziamo a intravedere la nostra isola. A tratti ci appare nitidamente, a tratti scompare. Il viaggio √® lungo, intenso e bellissimo.

  3. angela matera scrive:

    Pi√Ļ che ad un’isola mi piace pensare ad un promontorio, ad una penisola. Ma solo perch√© non so nuotare. Per il resto sono d’accordo. Bella la metafora dell’isola e del tesoro. In qualche posto, fuori e dentro di noi c’√® un tesoro di cui solo raramente ci ricordiamo. Scoprirlo poi insieme agli altri √® senz’altro pi√Ļ bello e il lavoro meno faticoso.
    E cos√¨ di colpo l’esistenza √® un battito d’ali.

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Paolo Giomi, La caduta del cuore.

Raccogliamo i nostri affetti in una parte nascosta del pensiero. Li nutriamo e coltiviamo nei sogni notturni e in quelli ad occhi aperti. Da questo nascondiglio Paolo Giomi li lascia fluire in un pulviscolo di schegge che affascinano il lettore e lo conducono verso una vertiginosa caduta del cuore. Ma gli affetti, come se avessero una vita propria, si rialzano ed l’Autore prende in mano il proprio cuore e lo rende disponibile ad una nuova vita, ad una nuova delusione della parola ammore. All’orizzonte si profila, mescolata alle nebbie della vita, la possibilit√† di una soddisfazione permanentemente cercata. √ą un lavoro l’amore e non potrebbe essere diversamente. Una fatica del pensiero, una prospettiva appagante verso cui tendere ed andare. La musa √® un boia sopraffino ‚Ķ ma non senti dolore. Il tossico √® nelle parole e nei loro giochi, come l’eternit√† d’istante, dove il tempo non √® tiranno e i sogni non sono fragili come il cristallo.

Somiglia alla mia, a quella di ogni lettore, l’esperienza descritta da Paolo. Ne comprendo gli affanni, le angustie, i crucci perch√© me li sono trascinati per anni, ma anche per me giusto il tempo di un semplice batter d’occhio.

Grazie Paolo per aver messo in rete quella parte di te stesso che ci accomuna all’esperienza universale del pathos che non √® patologico: Cedimi una festa durante il nostro di quiete pallido momento. Ad essere ermetica non √® solo la tua poesia, √® tutto il tuo essere che pure si dipana tra le figure retoriche dove la vita si scioglie dalle angustie del presente.

Carmelo Corrado Occhipinti

Per ottenere l’e-book: Paolo Giomi. La caduta del cuore (Un’immodesta proposta) Polimnia Digital Editions. Edizione del Kindle. √ą offerto in maniera gratuita dall’Autore.

Eros, Psiche e Andy Capp – Galleria Boragno

EROS, PSICHE E ANDY CAPP – Busto Arsizio – Galleria Boragno

Il diavolo ignora la distinzione tra il bene e il male, tuttavia riesce a tentare Eva e l’umanit√†.
Il nostro pensiero annega nell’oceano delle cattive interpretazioni.
Un percorso di libert√† soggettiva che parte dall’osservazione che le etichette sono sempre sbagliate per le persone e giunge alla possibilit√† di ritrovare il proprio tesoro nascosto.
Andy Capp è il personaggio di una striscia umoristica inglese. In Italiano Carlo e Alice.
Carlo è dissacrante, ubriacone, fonte di infelicità per se stesso e la moglie. Il suo nome inglese suona anche handicap. Da qui il dipanarsi del mio discorso.

Venerdì 13 Aprile ore 21.00
Persone, non etichette. Introduzione.

Nessuno può essere identificato psicologicamente in una diagnosi che semmai riguarda i propri atti.
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Venerdì 20 Aprile ore 21.00
Autismo, il nome di una questione.

Nel dibattito se l’autismo sia una patologia organica o psichica, si esclude la persona. La si designa peraltro con un’etichetta contraddittoria in se stessa, come scrivere su una bottiglia: Vino extravergine di oliva.
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Venerdì 11 Maggio ore 21.00
L’handicap di Psiche √® la bellezza.

Eros e Psiche sono due personaggi di Apuleio ne L’asino d’oro. Un re che aveva tre figlie bellissime, la terza cos√¨ bella che nessuno se la filava. Psiche, bella come una statua, alla fine diventa padrona di se stessa.
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Venerdì 18 Maggio ore 21.00
L’oceano delle cattive interpretazioni.

Il nostro pensiero √® circondato dall’oceano delle cattive interpretazioni. Le abbiamo prese dagli altri e applicate a noi stessi.
—–
Venerdì 25 Maggio ore 21.00
L’isola del tesoro e Andy Capp.

Nell’oceano delle cattive interpretazioni c’√® un’isola nella quale abbiamo nascosto il nostro tesoro.
Carlo della striscia umoristica (Andy Capp in lingua inglese) non va alla ricerca della propria isola del tesoro. Si è iscritto nella propria etichetta.

Metodo: Conversazioni.
Un intervento di circa di mezz’ora.
Una pausa di riflessione.
Interventi liberi.
Conclusione.
Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Il corso si terrà presso Galleria Boragno,
a Busto Arsizio in via Milano, 4.

Per informazioni e iscrizioni 348 5118087
√ą possibile iscriversi ai singoli eventi oppure a tutti gli incontri.

Programmi

Nell’oceano delle cattive interpretazioni annega il nostro pensiero. Dall’osservazione che le etichette sono sempre sbagliate per le persone, alla possibilit√† di rompere l’effetto Pigmalione nasce un percorso di libert√† soggettiva.

L’effetto Pigmalione √® quello per il quale le aspettative si realizzerebbero a prescindere dalla volont√† delle persone.

Terr√≤ a Ragusa il corso che compare nell’articolo “Eros, Psiche e Andy Capp”.

Ripeter√≤ l’esperienza a Busto Arsizio.

Vi prego di comunicarmi il vostro interesse attraverso una telefonata al 348 5118087

Eros e Psiche sono due personaggi di Apuleio ne L’asino d’oro.

Un re che aveva tre figlie bellissime, la terza così bella che nessuno se la filava … tanto vale essere brutti.

Andy Capp è il personaggio di una striscia umoristica inglese. In Italiano Carlo e Alice. Carlo è dissacrante, ubriacone, fonte di infelicità per se stesso e la moglie. Il suo nome inglese suona handicap. Da qui il dipanarsi del mio discorso.

 

Carmelo Corrado Occhipinti

 

Eros, Psiche e Andy Capp

Il serpente non sapeva nulla del bene e del male.

Intorno alla Psicologia. Dibattito con curiosi interessati.

Persone, non etichette. Introduzione 13 gennaio 2018 ore 17

Autismo, il nome di una questione. I Incontro 15 gennaio 2018 ore 19,30

L’handicap di Psiche √® la bellezza. II Incontro 17 febbraio 2018 ore 17

L’oceano delle cattive interpretazioni. III Incontro 19 febbraio 2018 ore 19,30

Il pensiero e l’isola del tesoro. IV Incontro 17 marzo 2018 ore 17

Andy Capp e l’effetto Pigmalione. V Incontro 19 marzo 2018 ore 19,30

Metodo: Conversazioni. Un intervento di circa di mezz’ora.

Una pausa di riflessione di un quarto d’ora. Interventi liberi. Conclusione.

Sarà chiesto un piccolo contributo spese.

Attenzione: è cambiata la sede degli incontri che si terranno:

Presso l’A.R.T.Ha.I.
Via Beata Maria Schininà, 5
Ragusa.

(Vicino piazza Cappuccini)

Per informazioni e iscrizioni 348 5118087

√ą possibile iscriversi anche ai singoli eventi.

Carmelo Corrado Occhipinti

Psicoanalista

Verso Psiche – Evento

Verso Psiche – PDF

Come promesso, metto a vostra disposizione i testi che ho pubblicato in preparazione dell’incontro del 22 Maggio. Ci sar√† un altro incontro a Busto Arsizio a breve.

Cliccate qui sotto per scaricare il PDF

Verso Psiche – Completo

Verso Psiche

Alcuni amici mi hanno chiesto di organizzare degli incontri sulla vita psichica. √ą per corrispondere a questo desiderio e per invitarne altri che ho intrapreso la pubblicazione degli ultimi articoli. Li riproporr√≤ a breve in forma pi√Ļ ordinata.

Prevedo due serie convergenti: una gratuita, di presenza e attraverso il web, di circa sei incontri l’anno e un’altra rivolta a quanti sono interessati ad un approfondimento, con un modesto rimborso economico.

Il viaggio inaugurale partirà dal palazzo Garofalo in corso Italia a Ragusa. Non sarà visibile attraverso internet, via per la quale riproporrò il mio intervento subito dopo.

Fatemi sapere cosa ne pensate e comunicatemi liberamente il vostro desiderio di partecipare.

per mail: social@riflessioniaruotalibera.it

per telefono: al 348 5118087 (anche con un sms).

Aspettando di viaggiare insieme a voi

Carmelo Corrado Occhipinti

Un esempio letterario di ciò di cui ci occuperemo.

A quasi quarant’anni ancora dentro di s√© andava svolgendo vicende di desiderio e d’amore con alunne e colleghe che non se ne accorgevano o se ne accorgevano appena: e bastava che una ragazza o una collega mostrasse di rispondere al suo vagheggiamento perch√© subito si gelasse. Il pensiero della madre, di quel che avrebbe detto, del giudizio che avrebbe dato sulla donna da lui scelta, della eventuale convivenza delle due donne, della possibile decisione di una delle due di non fare vita in comune, sempre interveniva a spegnere le effimere passioni, ad allontanare le donne che ne erano state oggetto come dopo una triste esperienza consumata e quindi con un senso di sollievo, di liberazione. Forse ad occhi chiusi avrebbe sposato la donna che sua madre gli avesse portato, ma per sua madre lui, ancora cos√¨ ingenuo, cos√¨ sprovveduto, cos√¨ scoperto alla malizia del mondo e dei tempi, non era in et√† di fare un passo tanto pericoloso.

(Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo).

Ripartiamo

 

Marco Andreolli non lo sa, ma la presentazione del suo ultimo libro √® l’occasione per riprendere i lavori annunciati. Mi sono concesso una lunghissima pausa di riflessione, a presto seguiranno i dettagli.
Veniamo al libro. Ai miei occhi Bici rossa √® come una serie concatenata di atti mancati (e perci√≤ riusciti o quanto meno in via di riuscire) dai quali emerge e si realizza il pensiero represso del personaggio principale. Perch√© porta il suo tirocinante in un giro di droga e prostituzione? Perch√© gli fa vedere le miserie arcinote del ciclismo? Perch√© in un articolo esalta l’ultimo dei gregari, invece del vincitore che sta battendo ogni record?

Dico io: perch√© non ne pu√≤ pi√Ļ di una bella facciata sopra il falso che egli stesso alimenta.
La bellissima vicenda finale, con la migliore suspense che abbia letto, è imperniata sulla risoluzione del dubbio finale che il protagonista deve sciogliere nel proprio pensiero.
Non √® chiaro? E non pu√≤ esserlo. Desidero invogliarvi a conoscere l’Autore e la sua opera.
A presto.

 

 

Sabato 14 Novembre – ore 16.45
presso Libreria Boragno
via Milano 4, Busto Arsizio

 

 

Potrebbe non essere stato chiaro …

… e potrebbe esserlo ancor meno, perché, nella sua semplicità, quello che sto per dire, non è purtroppo di immediata comprensione. Provo a dirlo meglio.

Insieme al tesoro avete sepolto una parte di voi stessi.

√ą come se, da un certo in momento, una parte dell’Io non si fosse sviluppata del tutto, rimanendo atrofizzata ad uno stadio che al momento apparteneva ad un Io embrionale che per comodit√† chiamiamo Es, che si sarebbe sviluppata adeguatamente e che invece si trova sepolta nella vostra isola sperduta nell’oceano delle cattive interpretazioni. Andare a cercare il tesoro (venirci con me) significa lavorare perch√© quell’Es non sviluppato, riprenda a crescere.

Questo Freud lo ha detto splendidamente: ‚ÄúDove era Es, Io deve avvenire come soggetto.‚ÄĚ

Per ritrovare la parte perduta dell’Io, cio√® per far s√¨ che Io avvenga come soggetto, bisogna evitare di contrastare il pensiero. Bisogna cio√® che l’Io ritrovi la possibilit√†, attraverso la padronanza del pensiero, di padroneggiare se stesso.

Non c’√® soggetto, se non √® padrone di s√©.

√ą in questo senso che mi sento di poter affermare che non c’√® contraddizione quando dico che sotto il medesimo aspetto, nello stesso momento l’Io si comporta in due modi diversi, perch√© in effetti una parte dell’Io si comporta come se ne fosse staccata, come se fosse un’altra entit√† (una parte sviluppata, un’altra atrofizzata ed √® quella che sarebbe la migliore e pi√Ļ genuina parte).

OVVERO

Negli anni della crescita, il bambino ha pensato delle soluzioni, ha intravisto dei problemi. Ma ciò non è risultato gradito a qualcuno dei suoi grandi.

Allora il bambino ha messo da parte la soluzione, l’ha conservata.

Ha omesso di finire di giudicare quello che aveva intravisto come problema, ha soprasseduto.

Insieme a questi atti del suo pensiero, ha lasciato che un pezzo di se stesso rimanesse da parte.

Nell’et√† adulta a volte succede che quella soluzione torni ad essere utile, che quel problema torni a ripresentarsi, ma la persona non pu√≤ facilmente ricorrere a ci√≤ che ha messo via.

Voglio notare adesso che a tutto ci√≤ si connette la regola analitica fondamentale, ovvero dire quello che passa per la mente senza nessuna censura, n√© da parte della persona in analisi, n√© tantomento da parte di chi occupa il posto dell’analista. Il quale semmai far√† il possibile affinch√© la persona non abbia alcuna obiezione al proprio pensiero.